Luganese

Agno-Bioggio, i centristi vogliono capire cosa succede ora

Un’interrogazione, primo firmatario Giovanni Berardi, chiede lumi sulla strategia per la circonvallazione, dopo il cambio al vertice del Dipartimento del territorio

Agno-Bioggio, i centristi vogliono capire cosa succede ora
Il traffico a Bioggio, in direzione Agno
(Ti-Press)
25 ottobre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

È sicuramente uno dei dossier più spinosi, almeno sul fronte della viabilità, in Ticino. E ora che al vertice del Dipartimento del territorio (Dt) c’è stato un importante cambiamento, con Piero Marchesi che ha preso il posto di Claudio Zali, dopo che quest’ultimo ha rassegnato le dimissioni, i granconsiglieri del Centro chiedono al Consiglio di Stato di fare il punto. Capitanati dal primo firmatario Giovanni Berardi, chiedono infatti quale sia la strategia che Dt e governo intendono perseguire sull’annoso tema che dovrebbe alleviare il problema del traffico nel Basso Malcantone.

L’atteso progetto, ricordiamo, è sfociato nel giugno del 2025 in un messaggio contenente la richiesta di credito di 128,6 milioni di franchi, e un’autorizzazione alla spesa di 221,8 milioni, ma creando parecchio scontento. È stata definita come una circonvallazione dimezzata, in quanto è stato presentato un progetto integralmente a cielo aperto, dato che la versione iniziale, che prevedeva un interramento ad Agno, è stata esclusa per costi molto più elevati di quelli ipotizzati a causa di un problema di falda. Da Agno e dal Malcantone in generale, come pure da parte della politica con l’Udc in prima fila, è arrivata poi la richiesta di provare a chiedere dei sussidi federali, che tuttavia già in passato la Confederazione aveva escluso. Da un anno e mezzo circa si è creato uno stallo sul tema, al quale è seguita la crisi politica in seno al governo degli ultimi mesi.

Ora che sembrerebbe essersi raggiunto un equilibrio, per quanto precario in vista delle elezioni cantonali di aprile, i centristi interrogano il governo chiedendo cosa ne sarà del progetto, e meglio: si deciderà di dar seguito al tracciato del messaggio licenziato nel 2025, si proverà a rianimare in qualche modo quello originale, o se ne studierà un terzo? La seconda domanda riguarda le tempistiche per tutti e tre gli scenari, mentre la terza chiede come mai il messaggio in questione sia ancora pendente e che tipo di indicazioni siano state date alla Commissione della gestione.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali