Luganese

A Castelrotto un quarto di secolo di psichiatria

L’Ospedale Malcantonese celebra i venticinque anni del reparto, inaugurato nell’ottobre del 2001 e passato dagli allora 10 letti agli odierni 27

A Castelrotto un quarto di secolo di psichiatria
Gli esterni della struttura sanitaria
(Ti-Press/Archivio)
1 ottobre 2026
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Sembra ieri, ma sono passati già venticinque anni, da quando nell’ottobre del 2001 l’Ospedale Malcantonese di Castelrotto ha ufficialmente inaugurato il proprio reparto di psichiatria e psicoterapia. L’anniversario è stato l’occasione oggi per fare il bilancio di un quarto di secolo di attività, nonché per organizzare un simposio sul tema ‘Psichiatria, etica e politica’.

A proposito del bilancio, il direttore della struttura Roberto Perucchi e il direttore sanitario dottor Carlo Calanchini hanno ricordato le origini del reparto. La clinica, come noto, era specializzata fino al 2000 in ortopedia. Successivamente a un accordo con la Clinica Moncucco, quest’ultima ha rilevato il mandato ortopedico cedendo ‘in cambio’ a Castelrotto le cure psichiatriche. E in un quarto di secolo la presa a carico è quasi triplicata: si è passati da dieci letti per la degenza a ventisette. In regime di ricovero volontario e collaborativo, vengono trattate varie tipologie di malattia: dai disturbi depressivi e dell’adattamento (che rappresentano un terzo delle casistiche) a quelli psicotici e bipolari (16,1%), della personalità (15,7%), ansioso-fobici (15,6%), passando per le dipendenze (17,6%). Demenze, deliri e turbe comportamentali sono solo il 3,3% dei casi totali invece.

Nel 2025 i pazienti ricoverati sono stati 188, leggermente in diminuzione rispetto a una media che in anni recenti era tornata sopra le 200 unità. Dal profilo dei costi, la tariffa giornaliera riconosciuta dalla LaMal è passata da 220 franchi nel 2001 a 430 nel 2026. Un aumento del 95%, importante ma inferiore rispetto al 185% dell’aumento dei premi medi di cassa malati. L’équipe multidisciplinare attiva nel reparto comprende: cinque medici psichiatri, due medici assistenti, due psicologhe-psicoterapeute, e poi naturalmente personale infermieristico, assistenti di cura e fisioterapisti specializzati nella cura dei pazienti psichiatrici.

Per quanto attiene al simposio, l’ex direttore del ‘Cdt’ Giancarlo Dillena ha moderato una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Calanchini, la dottoressa Lorenza Bolzani (direttrice sanitaria della Clinica Viarnetto) e il professor Andrea Raballo (ordinario all’Usi e responsabile della ricerca e della formazione accademica per l’Osc). Tra gli altri temi, si è dibattuto dell’analisi dell’evoluzione dei bisogni e dell’impatto delle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale e dell’esigenza di rafforzare il ponte tra istituzioni, professionisti della salute, media e cittadinanza.

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