Inflitta una pena parzialmente sospesa con la condizionale per quattro anni a un uomo che sta seguendo un trattamento terapeutico in carcere e vuole riscattarsi

Voglia di riscatto e di lasciarsi alle spalle un pesante passato di droga. A parole l’imputato 41enne di nazionalità elvetica residente nel Luganese comparso oggi in aula penale di fronte alla Corte delle Assise criminali di Lugano presieduta dal giudice Marco Villa (giudici a latere Werner Walser e Luca Zorzi) è apparso parecchio motivato nell’intenzione di reinserirsi in società e nel mondo professionale. Non ha tuttavia potuto evitare una condanna a 34 mesi di prigione, di cui 14 da espiare e il resto della pena sospeso con la condizionale per quattro anni. Una pena inflittagli per aver venduto o ceduto a una trentina di acquirenti a Lugano e in altre località del distretto oltre 1,1 chili di cocaina e più di 90 grammi di eroina dal settembre del 2025 all’inizio di aprile di quest’anno.
Il processo si è svolto tramite una modalità simile al rito abbreviato, dopo la proposta di pena presentata all'inizio del dibattimento dal procuratore pubblico Simone Barca che si era accordato con Riccardo Maiolo, avvocato del 41enne. Peraltro, il giudice ha condotto un breve interrogatorio per verificare che l’imputato avesse effettivamente riconosciuto i fatti contenuti nell’atto d’accusa. Inoltre, il 41enne ha spiegato come sta vivendo la detenzione: si trovava in carcerazione preventiva dal giorno dell’arresto, lo scorso 2 aprile, al 13 maggio, poi è stato posto in regime di esecuzione anticipata della pena. Su sua richiesta si è sottoposto a un trattamento terapeutico che sta dando buoni risultati, visto che starebbe elaborando la dipendenza dalla droga. Droga che lui si procurava da un certo “zio Marco”, poi la vendeva per finanziare il suo consumo personale.
Grazie all’ampia collaborazione fornita nel corso dell’inchiesta, durante la quale ha svelato agli inquirenti sia la provenienza dello stupefacente, sia i nomi delle persone a cui ha venduto o ceduto gratuitamente la droga e al suo sincero pentimento, l’uomo se l’è cavata con una pena più mite rispetto a quella che avrebbe potuto subire per gli ingenti quantitativi di sostanze trafficati. Anche perché alle sue spalle ci sono pure tre precedenti penali. L’imputato ha convinto la giuria dei suoi buoni propositi e dovrà scontare altri sette mesi di reclusione prima di ritrovare la libertà.