Elena Rezzonico (La Sinistra) chiede al Municipio di completare l'ordinanza introducendo l'obbligo per i proprietari di avere una bottiglietta d'acqua

Dopo Chiasso e Ascona, anche Lugano viene sollecitata a completare la sua ordinanza sulla custodia dei cani, “inserendo un articolo che impone ai proprietari l'utilizzo di una bottiglietta d'acqua per diluire le minzioni canine”. L'invito arriva dalla consigliera comunale Elena Rezzonico (La Sinistra) che ha presentato un'interrogazione al Municipio. “Oggi la città è tappezzata da indecorosi, maleodoranti rigagnoli emessi dai quasi 4'900 cani registrati, più i non precisati cani posseduti dai numerosi turisti – spiega Rezzonico –. Non un bel biglietto da visita, ma neppure un elemento di igiene”.
Un fattore meno estetico, ma tecnicamente e finanziariamente più importante, “è che l’urina dei cani causa la corrosione dei metalli e il degrado dei muri dovuto alla presenza di ammoniaca, urea e sali minerali altamente concentrati, provocando costi ai proprietari degli immobili e delle infrastrutture”. La consigliera comunale ricorda che “i residui di ammoniaca e i sali attirano altri cani, che riconoscono l'odore e continuano a marcare la stessa identica zona”. Per questo “il versamento dell’acqua permetterebbe di diluire la concentrazione di tali sostanze dell’urina e contenere questa azione chimica proteggendo il più possibile, pali, vernici protettive, calcestruzzo ecc.”.
Per la possibile introduzione della misura “probabilmente molti proprietari di cani si indigneranno, proprio come era successo per la raccolta degli escrementi”. Misura che oggi è diventata “prassi comune e indispensabile in ogni località civile”. Per Elena Rezzonico anche “la dotazione di un semplice contenitore (bottiglietta, borraccia o altro) per il risciacquo delle deiezioni canine entrerà nella prassi quotidiana di tutti”. Con lo scopo di “sensibilizzare ed educare: avere una comunicazione ufficiale sulla quale basarsi, a scopo deterrente, è indispensabile per far rispettare un gesto edificante”.