Luganese

Il Primo agosto di Massagno, tra Guglielmo Tell e Odissea

L’allocuzione di Jonas Marti è stata preceduta dall’intervento della sindaca Simona Rusconi, che ha ricordato che ‘la politica non è potere, ma servizio’

Jonas Marti
(Comune di Massagno/B. Lundmark/F. Locatelli)
2 agosto 2026
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Massagno ha festeggiato il Natale della Patria con il giornalista, storico e divulgatore di origine massagnese Jonas Marti, introdotto per l’occasione dal presidente della Pro Massagno Franco Locatelli, e con la sindaca Simona Rusconi. Tra i presenti diversi rappresentanti delle Autorità cantonali e comunali, tra cui la presidente del Gran Consiglio Daria Lepori, alcuni granconsiglieri, diversi municipali, consiglieri comunali, rappresentanti delle associazioni e molti cittadini e cittadine.

Dopo il tradizionale aperitivo è stata la sindaca ad aprire il momento ufficiale, che ha provato a rispondere alla domanda ‘cosa rende grande la Svizzera?’. “Non la forza, non la ricchezza, ma l’unità nella diversità, la democrazia, dove il popolo è davvero sovrano, e la dignità che viene riconosciuta a ogni persona – ha detto –. Oggi non è evidente impegnarsi per la cosa pubblica perché siamo immersi in una mentalità individualista e facilmente diamo per scontato quello che abbiamo. Eppure, dietro a ciò che funziona, ci sono persone che dedicano molto tempo ed energie. La politica non è potere, non è arroganza, ma servizio, ascolto e impegno per e con la comunità”, ha detto in conclusione, lanciando un appello ai giovani ad avvicinarsi alla politica.

E a proposito di impegno per la comunità e altruismo, Jonas Marti ha spiegato come “oggi il Grütli può essere il pianerottolo di un condominio, una scuola, un Consiglio comunale, un’azienda, una famiglia. Ogni luogo nel quale decidiamo che il pronome più difficile della lingua non è ‘io’, ma ‘noi’. La Grecia ha avuto Omero. La Svizzera ha costruito un’epopea collettiva, fatta di racconti diversi e unita da una convinzione: la libertà non è un’eredità garantita”. Riflettendo sul valore dei miti fondativi della Svizzera e mettendoli in dialogo con l’Odissea di Omero, attraverso il parallelismo tra Ulisse e Guglielmo Tell, Marti ha evidenziato come i grandi racconti, pur intrecciando storia e leggenda, continuino a parlare al presente perché esprimono valori universali e domande sempre attuali, dove la libertà, la democrazia e la coesione sociale non sono conquiste definitive, ma valori che devono essere rinnovati ogni giorno attraverso le scelte e i comportamenti di ciascuno.

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