Luganese

A Lugano le ‘Isole d’estate’ per rinfrescare la città

Il progetto che unisce gli artigiani di domani e la lotta al cambiamento climatico attraverso il riciclo e la creatività si concretizza in piazza Castello

Oasi di freschezza in piazza Castello
9 luglio 2026
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Nella rovente cornice del LongLake di Lugano, prende vita ‘Isole d’estate’, un progetto semplice ma efficace che vuole coniugare una nuova configurazione urbana, sostenibilità ambientale e consapevolezza intergenerazionale. «L’iniziativa nasce dalla volontà del PDCom (Piano direttore comunale, ndr) di voler sapere dai giovani stessi quali siano i loro bisogni e cosa vogliono dal futuro per la loro città e il loro territorio», spiega Karin Valenzano Rossi, capodicastero Sicurezza e spazi urbani. Per arrivarci, la Città collabora con l’Istituto Internazionale di Architettura e gli studenti del Centro Professionale di Trevano (Scuola arti e mestieri).

Sostenibilità ambientale ed ecologica

L’obiettivo principale è di contrastare le ‘isole di calore’ nelle aree cittadine con delle installazioni temporanee che fungano da oasi di freschezza. Nelle prime edizioni sperimentali sono stati coinvolti i Licei cantonali, ma dalla nascita della nuova sede Luganese si è capito che si poteva cominciare a realizzare un progetto più grande. Quest'anno gli artigiani che hanno reso possibile la costruzione della struttura presente in piazza Castello sono stati gli allievi del Cpt, guidati dai loro tutor. I materiali utilizzati sono di recupero o presi in prestito, con lo scopo di ridurre l’impatto economico e ambientale, sposando una filosofia ecologica a 360 gradi. Le piante sono tutte autoctone e provengono dalle serre comunali della città e verranno restituite una volta terminato il progetto, proprio come le palette. Le ‘tende’ sono invece ricavate dai cartelloni usati dal Palacongressi, che gli apprendisti hanno misurato e tagliato.

‘Isole d’estate’ non è solo un esercizio di architettura, ma un’importante operazione sociale. Coinvolgendo oltre 3’500 studenti in quattro anni in tutto il Ticino, il progetto dà voce alle nuove generazioni, chiamate a immaginare il futuro del territorio. I giovani non solo propongono soluzioni concrete, ma diventano educatori all’interno delle proprie famiglie e della propria cerchia di conoscenze, sensibilizzando gli adulti sulla necessità di adattarsi di fronte ai cambiamenti climatici. La risposta delle istituzioni conferma il successo di una formula che unisce architettura, artigianato e impegno civile, con la speranza che questi progetti possano raggiungere una maggiore concretezza negli anni a venire.

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