Luganese

Biogno di Breganzona, niente autosilo né circonvallazione

Il Municipio di Lugano chiede la revoca del credito di 8,67 milioni di franchi approvato dal Consiglio comunale nella seduta del novembre del 2020

Uno scorcio del nucleo di Biogno
(Ti-Press/Archivio)
19 giugno 2026
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Quarantatré opposizioni ai progetti e la conseguente difficoltà di raggiungere conciliazioni, forte contrarietà del quartiere, assenza di necessità impellenti di sistemare le canalizzazioni: sono le ragioni che hanno indotto il Municipio di Lugano a cambiare idea e chiedere al Consiglio comunale la revoca della richiesta di credito di 8,67 milioni di franchi, per le opere di riqualifica della pavimentazione nel nucleo di Biogno (Breganzona), la realizzazione della nuova strada di circonvallazione e il nuovo posteggio comunale. Il messaggio era stato approvato dal Legislativo nella seduta del 30 novembre 2020, con 43 voti favorevoli, 2 contrari e 8 astenuti. Ora, però, l’Esecutivo non ritiene più valide le premesse per concretizzare le opere e chiede al Consiglio comunale di rinunciarvi.

Già spesa una piccola parte

Finora la Città ha già speso poco più di 54’000 franchi del credito approvato. Un credito che il Legislativo dovrà accogliere. I costi sostenuti dalla Città sono relativi in particolare ai progettisti del progetto stradale e dell'autosilo, rispettivamente agli oneri di pubblicazione inclusa la picchettazione dei due progetti da parte del geometra. Inoltre, il Municipio di Lugano ha ritenuto prematuro avviare una procedura di Piano regolatore per eliminare la circonvallazione e il posteggio a servizio del nucleo: “Valutazioni più circostanziate potranno essere fatte nell’ambito della revisione del Piano regolatore (piano d'indirizzo della Costellazione Città alta)”. D’altra parte, si legge nel messaggio, “il mappale previsto a Piano regolatore come superficie da destinare al nuovo autosilo è già utilizzato come posteggio. Un’eventuale destinazione diversa da quanto previsto necessiterebbe una revisione di quest’ultimo”.

Canalizzazioni, lavori non impellenti

Rispetto alle canalizzazioni del nucleo, invece, l’intervento era stato pensato per la tipologia del materiale (tubi di cemento non rinfiancate, con rischio perdite). Non per problemi idraulici delle sottostrutture esistenti, quindi, ma perché il piano di azione contenuto nel Piano generale di smaltimento approvato prevede l'adeguamento con materiali che garantiscano una migliore ermeticità (per esempio tubi in PVC o PE). Le Aziende Industriali di Lugano (Ail), dal canto loro, non prevedono interventi legati a vettori energetici (teleriscaldamento) in questo comparto.