Luganese

Lugano riorganizza mensa e doposcuola, e scatta l'interrogazione

Tre consigliere comunali chiedono chiarimenti al Municipio sulle misure prese per Gerra, Lambertenghi e Loreto

(Ti-Press/Archivio)
29 maggio 2026
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La decisione recente della Città di Lugano di riorganizzare i servizi di mensa e doposcuola nelle sedi di Gerra, Lambertenghi e Loreto sta facendo discutere. Ad attirare l'attenzione sulla situazione e sulle prospettive nelle tre realtà scolastiche e sulle possibili ripercussioni su famiglie e alunne e alunni è una interrogazione firmata a sei mani da Marisa Mengotti (Verdi), Celine Antonini (Plr) e Nina Pusterla (La Sinistra). A motivare l'agire comunale sono, da un lato, la cessazione dell’attività dell’Associazione ‘Il Centro’ alla mensa di Gerra e Lambertenghi – di cui si occuperà direttamente la Città, ma trasferendo gli scolari iscritti a Bozzoreda-Pregassona – e dall'altro il numero limitato di utenti al doposcuola di Gerra, Lambertenghi e Loreto.

Ecco che "in una società in cui la conciliazione tra vita familiare e professionale rappresenta una sfida sempre più centrale – anche in termini di parità di genere e possibilità per entrambi i genitori di mantenere un’attività lavorativa – la riduzione dei servizi extrascolastici di prossimità nel centro cittadino rischia di avere conseguenze concrete sull’organizzazione quotidiana di numerose famiglie – annotano le consigliere comunali –. Molte famiglie fanno infatti affidamento su questi servizi per conciliare scuola, lavoro e vita familiare. Questo scenario rischia di indebolire progressivamente il ruolo delle scuole del centro cittadino come luoghi di prossimità, socialità e vita di quartiere e rafforzare il ricorso a strutture private, che permettono di conciliare meglio l’attività professionale con gli impegni familiari".

Agli occhi delle autrici dell'atto parlamentare, prima di trarre delle conclusioni sulla necessità, o meno, di un servizio, "appare opportuno comprendere se siano state analizzate le ragioni della scarsa adesione e se siano stati coinvolti i genitori per capire quali condizioni avrebbero potuto rendere il doposcuola più attrattivo e maggiormente utilizzato". Quindi si chiede di conoscere le statistiche sulla frequenza di entrambe le prestazioni e di chiarire quali soglie minime di sostenibilità siano state applicate per decidere se mantenere o sopprimere il doposcuola. Insomma, si è capito quali siano le ragioni alla base di una bassa partecipazione e si sono consultate le famiglie?

Inoltre, si sono soppesati gli effetti delle decisioni prese, soprattutto su nuclei monoparentali, famiglie con entrambi i genitori attivi professionalmente, famiglie senza rete parentale di supporto e famiglie con più figli in sedi diverse? Da esplorare per l'interrogazione sono pure le possibili alternative offerte dalla rete dei servizi extrascolastici, sia per lo spostamento a Pregassona-Bozzoreda, sia per il doposcuola. Di conseguenza, "il Municipio intende prevedere una fase transitoria per l’anno scolastico 2026-2027, al fine di accompagnare le famiglie nel cambiamento ed evitare interruzioni improvvise del servizio?". E si stanno valutando altri cambiamenti del genere in altre sedi del Comune?

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