Il Municipio difende la gestione delle case di via dei Discepoli e salita degli Ulivi. Resta il no alla pubblicazione delle pigioni per motivi di privacy

Il Municipio di Lugano respinge le accuse di presunti “privilegi locativi” su alcuni immobili comunali di Castagnola finite al centro di un’interrogazione presentata dalla Lega, primo firmatario il consigliere comunale Gian Maria Bianchetti. Nella risposta, l’Esecutivo conferma che i tre stabili di via dei Discepoli 4 e 6 e della salita degli Ulivi 11 appartengono tuttora alla Città, ma nega l’esistenza di trattamenti preferenziali per dipendenti o ex dipendenti comunali.
I contratti di locazione, si legge nella risposta, risalgono a diversi decenni fa: il più vecchio decorre dal 1975. L’Esecutivo spiega che all’epoca non esisteva ancora un regolamento specifico per l’assegnazione degli alloggi comunali e che gli appartamenti venivano attribuiti “in base alle richieste e alla disponibilità di appartamenti”.
Una parte centrale della risposta riguarda lo stato degli immobili. Secondo l’Esecutivo, gli inquilini si sarebbero assunti per anni i costi di manutenzione e risanamento. In particolare, “nel 1975 lo stabile di via Discepoli 4 è stato consegnato in stato fatiscente, senza né riscaldamento né acqua calda e non abitabile”. Anche gli altri immobili sarebbero stati sistemati a spese dei conduttori.
Sul nodo dei presunti favoritismi, il Municipio è netto: “No, non c’erano né ci sono regolamentazioni che agevolassero o impedissero l’assegnazione a dipendenti comunali”. E respinge pure l’idea che la lunga durata dei contratti rappresenti un’anomalia: “Gli edifici non si discostano dagli altri alloggi di proprietà della Città di Lugano”. Resta invece il muro sulla trasparenza delle pigioni. L’Esecutivo ribadisce di non poter comunicare i canoni di locazione, nemmeno in forma anonimizzata, perché “si può facilmente risalire” agli inquilini. Tuttavia sostiene che “i canoni sono allineati ai valori di mercato”.
Un’apertura arriva però sul futuro: gli immobili sono oggi inseriti tra quelli che verranno assegnati tramite pubblico concorso. Infine, nella risposta vengono respinte le accuse di scarsa chiarezza presentate in passato anche da altri schieramenti politici: “Il Municipio non rileva alcun tipo di mancanza di chiarezza”.