Tra i sei feriti dell’incidente di Mezzovico, uno dei quali rischia la vita, anche due ragazzi. Si fa strada l’ipotesi di un problema al velivolo

A Mezzovico si è sfiorata la tragedia. Sono sei i feriti dell’incidente d’elicottero capitato questo pomeriggio attorno alle 16.30, ai margini della zona industriale e nelle vicinanze dell’abitato di Vira. Tutti erano a bordo dell’apparecchio precipitato. Uno dei feriti, un uomo, è ritenuto grave al punto da rischiare la vita. Gli altri cinque occupanti hanno riportato lesioni dal grado leggero al medio. A rendere ancor più impressionante l’accaduto, il fatto che tra i sei ci siano anche due ragazzi.
Informazioni fornite da Rescue Media e confermate successivamente dalla Polizia cantonale, al termine delle operazioni di soccorso, durate circa due ore. Ingente il dispiegamento di mezzi. Cinque ambulanze della Croce Verde di Lugano, due elicotteri della Rega e diversi mezzi dei Pompieri di Lugano e dei colleghi di Monteceneri, oltre naturalmente agli agenti della Polcantonale e a quelli della Polizia del Vedeggio in loro supporto, che hanno provveduto a isolare la zona, chiudendo al traffico via Vira per tutta la serata. Diverse comunque le persone presenti attorno al dispositivo di sicurezza, tra i quali un vicino, sentito in loco da ‘laRegione’. «Ero a casa mia, in giardino – ci dice –. Ho sentito l’elicottero, stava sorvolando la zona, non so se fosse diretto all’Alpe Duragno o proveniente da lì. Lì vicino c’è anche un eliporto (una piazza di lavoro per elicotteri per la precisione, ndr). In ogni caso a un certo punto l’ho visto scendere in maniera improvvisa, una parabola di 45 gradi, e ho subito pensato che potesse esserci stato un guasto».
Informazioni precise e confermate sulla dinamica al momento sono poche. L’impatto con il suolo sembrerebbe essere stato deciso e l’altezza dalla quale il mezzo ha cominciato a perdere quota è di venti metri circa. A mitigare lo schianto, da nostre informazioni, il pilota. Persona, sembrerebbe, di lunga esperienza che sarebbe stata in grado di effettuare una manovra per evitare il peggio. A farsi strada è dunque l’ipotesi di un possibile guasto meccanico del velivolo, ma non è ancora chiaro eventualmente di quale tipo. Non sembrerebbero essere state urtate piante o cavi, fattispecie frequenti negli incidenti d’elicottero, almeno a giudicare dall’integrità delle pale e della coda, le parti del mezzo che più spesso s’impigliano in oggetti oppure ostacoli in volo.
L’apparecchio precipitato, da nostre informazioni, dovrebbe essere un Ecureuil B3, un monomotore tripala, della Tarmac di Locarno. Al massimo può accogliere fino a cinque persone più il pilota. La configurazione della cabina è divisa con quattro posti a sedere rivolti in avanti e il quinto accanto al pilota. Si tratta di un velivolo a larghissima diffusione – i modelli di questo tipo impiegati su scala planetaria sono circa un migliaio e anche in Svizzera viene utilizzato spesso, soprattutto dagli operatori di montagna –, impiegato prevalentemente per il trasporto passeggeri, e non solo, con svariate funzioni. Tra queste: voli per riprese video e foto, trasporto di materiali (ad esempio cemento, materiale edile, legname, o altro), montaggi, voli di ricerca e soccorso, missioni antincendio e in caso di catastrofi, approvvigionamento capanne e voli di soccorso e altro ancora. È prodotto da Airbus, può sollevare fino a 1’400 chili circa al gancio baricentrico, grazie alle sue dimensioni compatte e alla cellula leggera. A causa dell’agilità negli spostamenti, viene soprannominato “scoiattolo”. Notevole anche la velocità: può raggiungere infatti i 260 chilometri orari, con un’autonomia di volo di tre ore e mezza.
Per quanto riguarda i feriti, precisa Rescue Media, sono stati trasportati sia all’Ospedale Civico di Lugano sia al San Giovanni di Bellinzona, mentre uno di loro, verosimilmente il più grave, è stato elitrasportato oltre Gottardo. Nella propria nota, la Polcantonale precisa che sul posto sono intervenuti anche gli inquirenti della Fedpol, come pure il Servizio d’inchiesta svizzero sulla Sicurezza. Proprio il Sisi ha aperto un’indagine preliminare per determinare le cause dell’incidente. Inoltre, secondo l’articolo 98 della Legge federale sulla navigazione aerea, il Ministero pubblico della Confederazione è responsabile dei procedimenti penali e coordina le misure da adottare con la Polcantonale e con la Polizia giudiziaria federale e queste indagini sono condotte in parallelo e in stretto coordinamento con gli inquirenti del Sisi.