Luganese

Presidio antifascista a Lugano, ‘Polizia in forze, drone e telecamere’

L'Mps torna a interpellare il governo sul dispositivo messo in campo con le forze dell'ordine: ‘È stato proporzionato?’

‘I manifestanti sono stati informati a sufficienza?’
(Ti-Press)
4 marzo 2026
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Non si spegne il clamore attorno al presidio antifascista che il 21 febbraio scorso ha portato in piazza Manzoni a Lugano circa 300 persone. Per l'Mps infatti restano ancora in sospeso diversi interrogativi. Quesiti che il gruppo, mercoledì, ha girato al Consiglio di Stato, depositando un nuovo atto parlamentare. "Appare necessario – scrivono i gran consiglieri Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini – che il governo, quanto prima, informi con chiarezza sullo sviluppo della vicenda e sulle modalità con le quali sono state assunte una serie di decisioni".

Tra i nodi da sciogliere per i due deputati vi è il sistema di sicurezza messo in campo: un "imponente presenza di forze dell'ordine" - con rinforzi anche da altri cantoni -, "identificazioni e perquisizioni", almeno un drone a quanto pare e riprese con telecamere e macchine fotografiche. Quanto basta per chiedere al governo se ritiene "proporzionato il dispositivo di Polizia presente il 21 febbraio per una manifestazione pacifica tutelata dalla Costituzione federale".

A far riflettere i due parlamentari sono anche le modalità con cui ha operato la Polizia, la quale, si fa presente nell'interpellanza, ha "circondato i manifestanti per impedire che il presidio si trasformasse in un corteo per le vie cittadine". Una tecnica, si rimarca, "suscettibile di violare l’articolo 5 della Cedu (Diritto alla libertà e alla sicurezza) come stabilito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo". Vi è poi l'utilizzo di "apparecchi di sorveglianza", fissi o mobili, da capire in quale quantità. Di conseguenza, ai manifestanti, si rilancia, è stata fornita un’informazione sufficiente e le registrazioni sono state cancellate entro i termini di legge, cioè 7 giorni, o sono state estratte?

E ancora, sono state attuate "misure di osservazione preventiva, indagini in incognito o è stato fatto ricorso a fonti confidenziali?". Inoltre, la Polizia, si annota, ha dichiarato di aver effettuato controlli di identità preventivi per identificare i presenti “in caso di eventuali danni”: "Quante persone sono state controllate, identificate e perquisite il 21 febbraio?".

L'Mps vorrebbe, poi, ricevere dei chiarimenti, da un lato, sull'eventuale indagine avviata dal Ministero pubblico a seguito della denuncia per violazione di domicilio sporta dalla Sezione scout di Lugano dopo l'incursione nella sede di un gruppo di persone che ha manifestamente fatto riferimento a "simboli fascisti/nazisti e al saluto romano"; dall'altro, sul significato di alcune dichiarazioni ai media del sindaco di Lugano Michele Foletti. Sindaco che ha evocato il rischio di possibili scontri (visto la contromanifestazione antagonista) e che non avrebbe voluto che si ripetessero i fatti di Torino e Milano. Foletti come Cantone e Polizia, si sollecita, in merito erano in possesso di "informazioni specifiche"?