Luganese

‘Presidio contro’ in Piazza Manzoni sotto l'occhio della polizia

Centocinquanta-duecento persone al raduno antifascista in risposta all'iniziativa (poi accantonata) del sedicente Fronte nazionale elvetico.

Sabato pomeriggio ‘caldo’ a Lugano
21 febbraio 2026
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Sabato pomeriggio teso nel cuore di Lugano, e più precisamente nella centrale Piazza Manzoni, dove alle 15 si sono dati appuntamento dai centocinquanta ai duecento manifestanti decisi a far sentire la loro ‘voce contro’ per la prospettata concomitante ‘marcia per la patria e la remigrazione’ promossa dal sedicente Fronte nazionale elvetico ma bocciata per motivi di sicurezza dal Municipio prima e poi accantonata dagli stessi promotori. Diversi i collettivi rappresentati, dal Soa Il Molino al Collettivo Scintilla, passando per Extinction Rebellion Ticino, Collettivo R-Esistiamo, Mps e altri gruppi. Megafono alla bocca, il messaggio di Matteo Pronzini è stato chiaro: ‘I fascisti non hanno diritto di cittadinanza. Basta polizia. Basta difendere l’interesse di pochi'.

Polizia che, dopo aver tenuto d'occhio il presidio antifascista – per il quale non era stata inoltrata alcuna richiesta di autorizzazione e pertanto era stata incaricata dal Municipio di intervenire in maniera proporzionale per far rispettare il divieto di utilizzo dello spazio pubblico – ha fatto sentire la sua di voce, intimando ai presenti l'ordine di disperdersi.

Iniziato alle 15, il presidio si è poi concluso poco prima delle 17, senza peraltro registrare particolari incidenti.

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