A seguito di un’interrogazione parlamentare, il Municipio di Lugano chiarisce che l’amministrazione dell’attività edile nei nuclei non cambierà

Il numero di funzionari è adeguato, delle misure di conservazione sono già state avviate e nessuna commissione specializzata sarà aperta. Può essere riassunta così la risposta del Municipio di Lugano all’interrogazione interpartitica – primo firmatario: Cristiano Canuti (La Sinistra) – che indagava su come la gestione dell’edilizia all’interno dei nuclei potesse essere migliorata. L’Esecutivo ha spiegato che l’attuale amministrazione non necessita di particolari modifiche.
Alla prima domanda, inerente alla conservazione del patrimonio storico, il Comune ha replicato affermando che un’analisi delle caratteristiche di ogni nucleo “è già stata avviata nel quadro della revisione dei Piani regolatori”. Oltre a definire le norme di base e quelle più specifiche, la ricerca permetterà di identificare i nuclei per i quali occorre elaborare un piano particolareggiato. Quanto all’idea di aumentare il personale della Divisione edilizia privata, il Municipio ritiene che il numero di funzionari attivi sia “adeguato alle necessità”, ricordando che “la legge attribuisce al Cantone gran parte delle competenze di tutela dei nuclei”. Tra le intenzioni future, non figura neanche la riapertura di una commissione dedicata ai nuclei. Un organo di questo tipo “era necessario in passato, quando gli uffici tecnici spesso non disponevano delle competenze necessarie. Oggi le competenze sono notevolmente aumentate".
I parlamentari chiedevano poi se la riduzione dei controllori di cantiere potesse “essere definita una scelta sbagliata che favorirà l’abusivismo edile”. Non è di questo avviso l’Esecutivo, che giustifica la decisione con argomenti legati al risparmio economico della Città e al potenziamento del servizio di controllo, attualmente in fase di riorganizzazione. Viene anche fatto notare che, nei nuclei, l’abuso edilizio “è poco frequente”. Dato che i nuclei sono densamente abitati, le segnalazioni sono frequenti ed è possibile intervenire tempestivamente sul potenziale abuso. Chiamando in causa la conoscenza della realtà locale da parte delle commissioni di quartiere, i firmatari volevano inoltre sapere se il Comune non giudicasse proficuo coinvolgere queste ultime nelle procedure riguardanti i nuclei. A questo è stato risposto che le commissioni “hanno già un ruolo importante nell’ambito della vigilanza dei nuclei”. Considerando che le tempistiche si prolungherebbero ulteriormente, “coinvolgerle nelle procedure appare invece inopportuno”.