Luganese

Chiesa al posto di Torrente alla testa della Polizia di Lugano

Il futuro comandante evoca le sfide del Corpo che guiderà dal prossimo 1° settembre, tra cui spicca il crescente disagio sociale, incluso quello giovanile

Federico Chiesa guiderà la Polizia della Città di Lugano dal prossimo 1° settembre
(Lugano)
23 gennaio 2026
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Si chiama Federico Chiesa ma non ha legami di parentela con il giocatore di calcio italiano del Liverpool, il futuro comandante della Polizia della Città di Lugano. Però, «capita spesso, soprattutto durante le ferie nella vicina Penisola, che il personale degli alberghi sia sorpreso dell’omonimia, rispettivamente deluso di non incontrare il calciatore. Scherzi a parte, purtroppo non ho mai avuto la fortuna di conoscerlo», dichiara Chiesa interpellato in merito da ‘laRegione’. Classe 1984, la nuova guida del Corpo di Polizia cittadino è stata nominata dal Municipio dopo il concorso pubblicato lo scorso mese di ottobre. A lui abbiamo posto alcune domande.

Quali sono le sfide principali che si prospettano per il Corpo che dirigerà dal prossimo 1° settembre?

Da una mia prima analisi, da cittadino che vive il territorio, intravedo 3 sfide principali: il crescente disagio sociale, incluso beninteso anche quello giovanile, la preoccupante accelerazione dello sviluppo tecnologico, ad esempio dell’IA, che inevitabilmente avrà delle conseguenze sulla società e sulla sicurezza e, non da ultimo, la necessità di traghettare la Polizia della Città di Lugano verso il futuro, futuro che, come detto precedentemente, si prospetta complesso.

In base alle statistiche, Lugano risulta essere ormai da nove anni la città più sicura della Svizzera e questo dimostra l’efficacia della polizia, intravede possibili miglioramenti in uno o più ambiti o il Corpo funziona già bene così com’è?

Da cittadino posso dire che la Polizia della Città offre un servizio egregio. È importante quindi lavorare per mantenere l’attuale livello di sicurezza in un contesto di problematiche nuove e guardare al futuro, analizzando possibili scenari, così da preparare la polizia alle sfide prossime.

Secondo lei, bodycam e dashcam potrebbero essere dispositivi tecnologici utili a tutela degli agenti e della cittadinanza?

Sì. Ritengo che possano permettere una relazione tra Polizia e cittadino trasparente e corretta, permettendo di affrontare situazioni critiche con un approccio che miri alla de-escalation (tecniche di comunicazione verbale e non verbale per gestire e ridurre l'intensità e la pericolosità di una situazione di potenziale conflitto, tensione o minaccia, ndr).

Ritiene necessario consolidare il legame tra la polizia e l’utenza? Bisognerebbe perfezionare l'immagine del Corpo e la vicinanza con i cittadini?

Le Polizie comunali hanno, tra i loro compiti, l’importante ruolo della prossimità e ritengo che questo aspetto vada mantenuto al centro delle differenti attività. Personalmente, non conoscendo ancora nel dettaglio le varie sezioni-servizi, ritengo prematuro esprimermi sulla necessità di migliorare questo aspetto.

Cosa ne pensa del progetto ‘Polizia ticinese’ che è stato in consultazione l'estate scorsa e che mira a una riorganizzazione più centralizzata?

Avendo studiato gestione dell’innovazione, ritengo che qualsiasi struttura debba mantenersi agile, efficiente e al passo con i tempi, mantenendo al centro della sua attenzione la sicurezza del cittadino e delle sue istituzioni. Per questo motivo credo che la polizia del futuro sarà sicuramente al centro delle mie attività ma è oggi prematuro esprimermi su uno o l’altro modello.

Titoli e attività professionale

Federico Chiesa ha conseguito un bachelor in Economia aziendale nel 2010 alla Supsi e un Master in Economics and Business Administration nel 2012 all’Aalborg University, Danimarca (entrambi i titoli con indirizzo orientato all’innovazione). È attualmente impegnato nella formazione quale funzionario dirigente dell'Amministrazione cantonale (in Public Administration Management). Dopo le esperienze nella vendita e gestione di progetti, dal 2016 lavora al Dipartimento delle istituzioni (Di) nella Sezione del militare e della popolazione e dal 2023 è stato designato responsabile del Centro cantonale polivalente di Camorino. Nella sua attuale funzione, si sta occupando di gestire tutte le fasi che hanno portato all’apertura della struttura, ne ha curato la pianificazione, coordinando i team di progetto e il personale subordinato, entrando in contatto diretto con altre realtà cantonali e federali. Il centro di Camorino dispone di quasi 170 posti letto, è una delle cinque strutture collettive in Ticino che accolgono le persone del settore dell’asilo attribuite dalla Confederazione al nostro Cantone secondo la chiave di riparto. Il futuro comandante è stato recentemente intervistato da ‘laRegione’ proprio su questo argomento (cfr. ‘laRegione’ del 10 dicembre 2025). Chiesa è attivo nella milizia militare con il grado di maggiore; ora ricopre la funzione di sostituto comandante e capo dello Stato Maggiore del Battaglione fanteria di montagna 30.

Nel contesto dell’emergenza umanitaria legata al conflitto in Ucraina, si è occupato della pianificazione e dell’allestimento del punto cantonale di accoglienza dei rifugiati, della gestione e del coordinamento delle risorse impiegate, e dello sviluppo di sinergie con altri enti coinvolti. Non solo. Durante la pandemia, Federico Chiesa ha diretto operativamente il contact tracing, assicurando il coordinamento del personale, il monitoraggio dei dati e l’organizzazione dei processi. A seguito della catastrofe che ha colpito la Vallemaggia, ha condiviso, con l’ufficiale della Polizia cantonale, la coordinazione delle attività di Stato Maggiore in una situazione di emergenza complessa.

Nella nota stampa l’Esecutivo ha ringraziato Roberto Torrente, attuale comandante dal 2004, che “ha guidato esemplarmente la Polizia della Città di Lugano (che è anche Polo e coordinatore della Regione di polizia III), ha consolidato l’immagine e l’efficienza della polizia di prossimità, ponendo particolare attenzione allo sviluppo e alla valorizzazione della figura degli agenti di quartiere. Parallelamente, ha promosso l’introduzione di strumenti moderni per la sicurezza urbana, tra cui il progetto Securcity, volto alla protezione del centro cittadino e all’implementazione di sistemi di videosorveglianza a supporto dell'azione operativa, rafforzando la cooperazione interforze”. Torrente cesserà l’attività nel prossimo mese di giugno.

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