La priorità è aggiornare le regole per la sicurezza degli esercizi pubblici e la lista di quelli presenti sul territorio

Entro un paio di settimane il mondo del divertimento notturno luganese sarà passato al setaccio. Il Gruppo di lavoro incaricato alla sicurezza negli esercizi pubblici, istituito nel 2018, ha effettuato oggi una prima verifica della situazione nel Luganese. Per un nuovo aggiornamento delle regole e della lista dei locali interessati il calendario sarà “molto stretto”, si legge in una nota diffusa poi dal Municipio. L’urgenza, a seguito della tragedia ne ‘Le Constellation’ di Crans-Montana è impellente.
Alla riunione, oltre al gruppo di lavoro di carattere interdisciplinare – che comprende i responsabili dell’Edilizia privata, la polizia, i pompieri e i Servizi giuridici – erano presenti i capidicastero interessati Filippo Lombardi (Sviluppo territoriale) e Karin Valenzano Rossi (Sicurezza e spazi urbani). Interpellato da ‘laRegione’, Lombardi ha fatto alcune precisazioni. Rispetto alla lista di locali, ha affermato che negli ultimi anni «ci sono state più chiusure che aperture. Rispetto alla lista di dodici ritrovi – che comprendeva nove locali notturni e tre ristoranti – controllati a partire dal 2018, oggi come semplici locali notturni ne resterebbero solo cinque». Nel mandato del Gruppo interdisciplinare per ora rientrano soltanto i locali pubblici e le discoteche. Nel frattempo però, aggiunge, «sono stati aperti altri locali che potrebbero rientrare nella lista». La situazione infatti viene definita dal capodicastero «simile a un mosaico» viste le diverse tipologie di esercizi esistenti. «Pertanto lo scopo prioritario è quello di creare una mappa esatta di quelli attivi, suddividendoli in base alle loro caratteristiche e alle misure che vi si devono imporre».
Sulle regole da aggiornare, sarebbero tre i criteri da tenere in considerazione. «C’è una normativa valida a livello svizzero – ovvero il tomo da 500 pagine di direttive dell’Associazione intercantonale delle assicurazioni antincendio che secondo una sentenza del Tribunale federale del 2015 è applicabile alla pari del diritto federale pur non essendo una legge. Successivamente c’è la Legge cantonale sulla protezione antincendio (Lpa), aggiornata nel 2024, e poi c’è la risoluzione municipale del 2018 che regola i controlli fatti e da fare a Lugano». L’obiettivo è dunque riuscire a trovare una «logica stringente e vincolante sia per gli esercizi pubblici, sia per i controlli che l’Autorità è chiamata a fare».
Da quanto emerge nel comunicato stampa, “grazie alla prassi voluta dal Municipio già nel 2014 e riconfermata con la risoluzione del 2018, la situazione appare a una prima analisi rassicurante”. Considerando che il Ticino è uno dei sette cantoni Gustavo – acronimo che ne riunisce le iniziali: ovvero Ginevra, Uri, Svitto, Ticino (appunto), Appenzello Interno, Vallese e Obvaldo –, cioè che appartiene al gruppo di amministrazioni cantonali che non fanno capo a un’assicurazione cantonale degli stabili per incendio ed eventi naturali, e quindi che non hanno un istituto ad hoc che fissa obblighi e opera a livello preventivo, in che modo la situazione a Lugano sarebbe rassicurante? «A Crans-Montana solo 40 esercizi su 128 soggetti a ispezione sono stati effettivamente controllati. A Lugano non è questo il caso, sia per i numeri (molto più bassi, ndr) sia perché possiamo dirci soddisfatti che i controlli sono stati fatti secondo quanto aveva chiesto il Municipio nel 2018». Da questo punto di vista, «da quanto ci risulta, non esiste a Lugano un locale che non sia stato controllato negli ultimi sei anni, come è successo con ‘Le Constellation’, benché lì la norma imponesse verifiche annuali».
Seguiranno aggiornamenti non appena il lavoro sarà concluso.