Luganese

Barbengo: auto si schianta e causa la morte di una 15enne, condannato il conducente

Al giovane che era al volante quella notte dell'agosto 2023 è stata inflitta una pena di 24 mesi sospesi condizionalmente per omicidio colposo

Il luogo dell’incidente
(Rescue Media)
12 gennaio 2026
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Centosedici chilometri orari sull’80. Una frenata brusca, poi un’auto, guidata da un 18enne, urta un muretto e si capovolge sul tetto. Questa la dinamica dell’incidente avvenuto a Barbengo nella notte del 29 agosto 2023 che è poi costato la vita a una passeggera di 15 anni e causato traumi fisici (e non solo) ad altri due giovani, una ragazza e un ragazzo, all’epoca di 15 e 17 anni. A pagare il prezzo penale di quanto successo, il conducente, comparso stamattina dinnanzi alla Corte delle Assise correzionali di Lugano. Oggi 20enne, il giovane, cittadino italiano e statunitense, è stato condannato dal giudice Marco Villa a 24 mesi sospesi condizionalmente per due anni per omicidio colposo, lesioni colpose e infrazione grave e qualificata alle norme della circolazione. Una pena proposta dalle parti – la procuratrice pubblica Chiara Buzzi e l’avvocato difensore Nicola Orelli – in accordo tra loro poi ritenuta giuridicamente adeguata.

Un aspetto è emerso durante il procedimento: il giovane gareggiava in campionati di formula 4, la categoria di monoposto FIA che rappresenta il primo passo ufficiale dopo il karting. Uno sport la cui velocità massima è di 220-230 chilometri orari su piste omologate per le competizioni. Quella notte, in via Agra, tuttavia non si trovava su un circuito apposito. Dopo aver raggiunto i 116 km/h, fece una frenata d’emergenza, e imboccò una curva a 109 km/h. Una velocità, ben oltre i limiti consentiti, che gli fece perdere la padronanza del veicolo, finendo in contromano e scontrandosi con un muro di contenimento a bordo strada. Il perito ha stabilito che l’impatto è avvenuto a una velocità tra i 76-81 km/h. Uno scontro che ha implicato il trasporto d’urgenza della giovane passeggera all’ospedale dove, dopo 9 mesi di degenza, è purtroppo deceduta.

«Quasi ogni sera vado a letto pensando a quello che è successo. Soffro per il dolore che ho causato. Non avrei mai voluto ferire nessuno». Sono state le parole dell’imputato durante il processo celebrato nella forma del rito abbreviato. Un dolore che lo ha portato sin da subito ad ammettere i fatti e accettare prima le accuse e poi la condanna. Ma non solo. Dopo alcuni tentativi, il 20enne ha deciso di abbandonare la formula 4. «Non mi sembrava più opportuno correre dopo l’incidente», ha affermato in aula.

Per il giudice Villa, il pentimento dimostrato è «sincero. Ho tenuto conto della giovane età dell’imputato e dei risarcimenti effettuati. Davanti a eventi così tragici e ingiusti non ci sono parole. Porgo le mie condoglianze e la mia massima vicinanza ai familiari della vittima».