Luganese

‘Agenti di prossimità anche contro le neofite invasive’

A lanciare l’idea a Lugano è un’interrogazione interpartitica, primo firmatario Carlo Zoppi (Ps), che vuol capire cosa fa la Città sul tema

‘Agenti di prossimità anche contro le neofite invasive’
Il poligono del Giappone ama in particolare i corsi d’acqua
(Ti-Press/Archivio)
19 febbraio 2024
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A contrastare la diffusione delle neofite invasive potrebbero contribuire anche gli agenti di prossimità, che battono regolarmente i quartieri e conoscono il territorio. A lanciare l’idea è un’interrogazione interpartitica, primo firmatario Carlo Zoppi (Ps), che chiede al Municipio dettagli sulla lotta alle piante che tendono a diffondersi velocemente creando squilibri sulla biodiversità locale. Il poligono del Giappone, l’ailanto e sempre più anche le palme.

Un problema anche per boschi e incendi

Proprio la forte diffusione di quest’ultima, sottolinea l’atto parlamentare citando il Dipartimento del territorio, “crea problemi alla funzione protettiva dei boschi facilitando l’erosione del suolo a causa delle sue radici piuttosto piccole e corte, che non permettono la stabilizzazione del terreno in profondità. Inoltre, le fibre che ricoprono il fusto possono aumentare la forza degli incendi”. L’Ordinanza federale sull’emissione deliberata nell’ambiente indica che anche i privati sono tenuti a contenere queste neofite invasive. Ad esempio estirpando le giovani piantine cresciute nei dintorni delle piante oppure tagliando le infiorescenze a maggio prima della produzione dei frutti.

Sollecitazioni e controlli?

“Alcuni Comuni – si sottolinea nell’interrogazione – hanno preso sul serio la tematica e fanno informazione attivamente per sensibilizzare i cittadini e renderli degli attori attivi/sentinelle del territorio nel contenimento di queste specie”. E Lugano? Alla Città si chiede dunque conto della sua strategia, se sia cosciente del ruolo fondamentale degli enti locali in questa lotta, se fa o intende fare informazione proattiva nei confronti dei cittadini. Una domanda è specificatamente rivolta alla formazione di giardinieri e dipendenti comunali che si occupano del verde pubblico, mentre incuriosisce la già citata idea di coinvolgere eventualmente gli agenti di prossimità. Da ultimo, l’interrogazione ipotizza di sollecitare i cittadini che non sono coscienti della problematica a procedere col taglio delle piante indesiderate, non escludendo anche dei controlli in tal senso.

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