Luganese

Bioggio, il moltiplicatore d'imposta sale dal 57 al 65%

Ai voti anche il Consuntivo che ha chiuso con un deficit di oltre 5 milioni di franchi. Il ricorso impedisce di aggiornare il Preventivo 2023

La casa comunale di Bioggio
(Ti-Press/Archivio)
26 giugno 2023
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Il Consiglio comunale di Bioggio, domani sera, deciderà un aumento importante del moltiplicatore d'imposta. Il Municipio ha proposto il 65%, che rappresenta un incremento di ben 8 punti percentuali. La trattanda verrà messa ai voti soltanto domani, perché il legislativo nell'ultima seduta del 2022 aveva rimandato il messaggio all’esecutivo. Un messaggio che, per legge, andrebbe votato, al più tardi, entro la fine di maggio dell’anno di pertinenza. Ma tant’è. L’aggiornamento del Preventivo 2023 del Comune verrà invece ritirato dal Municipio, perché è tuttora pendente il ricorso al Consiglio di Stato presentato da alcuni membri della Commissione della gestione.

Un 2022 in profondo rosso

Domani, terrà banco la questione finanziaria. Tra le trattande figura infatti anche il Consuntivo 2022, che ha chiuso con un disavanzo d’esercizio di oltre cinque milioni di franchi (contro un deficit preventivato di poco più di 1,1 milioni). Un disavanzo che avrebbe potuto essere di due milioni di franchi in più. Però, ha potuto essere contenuto a cinque, grazie allo scioglimento totale dell’accantonamento del contributo di livellamento, autorizzato dalla Sezione enti locali (Sel), pari a due milioni. La situazione economica è peggiorata notevolmente negli ultimi anni, a causa del crollo del gettito d’imposta da 19 a 12 milioni di franchi. A questo, come emerso negli ultimi mesi, si aggiunge anche l’obbligo, per il Comune, di dover restituire alla Kering acconti d’imposta incassati in eccesso.

Anche l’autofinanziamento è negativo

Per queste ragioni, l’elaborazione del Consuntivo 2022 si è complicata e ha dovuto tener conto dell’andamento economico delle principali aziende operanti nel comune che, cifre alla mano, hanno obbligato il Municipio a rivedere e a procedere a importanti svalutazioni delle loro entrate fiscali per gli anni 2019, 2020 e 2021, oltre a quelle degli anni 2016, 2017 e 2018 legate alle restituzioni d’imposta. Un altro dato preoccupante è rappresentato pure dall’autofinanziamento negativo. Sì, perché significa che una nuova spesa corrente o una riduzione del moltiplicatore non portano solamente a una riduzione del risultato d’esercizio (se positivo), ma riduce anche la capacità del Comune di finanziare nuovi investimenti.

Il Comune dovrà quindi agire a tutti i livelli e intervenire in tutti i dicasteri, nel tentativo di ridurre le uscite. L’auspicio è che possa tornare il sereno e che si ricominci a collaborare sia all’interno dell'esecutivo, ma soprattutto con la Commissione della gestione, per trovare la quadra ed evitare un’ulteriore erosione del capitale proprio. Tuttavia, per ora, il ricorso sul Preventivo 2023 non è ancora stato ritirato.

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