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09.12.2022 - 05:10
Aggiornamento: 17:17

Lugano, l’appello: ‘La bici è la mia compagna, ritrovatemela’

La storia di Chiara e della sua e-bike, rubata alla Stazione Ffs e rivenduta. ‘La Polizia mi ha detto di dimenticarmela ma io non mi arrendo’

lugano-l-appello-la-bici-e-la-mia-compagna-ritrovatemela
L’identikit del mezzo rubato

Chiara ha 36 anni, vive a Pregassona e cinque anni fa ha acquistato una bici elettrica, suo unico mezzo di trasporto, per scelta e per rispetto dell’ambiente. Oggi, quella bici non appartiene più a Chiara, ma a qualcuno di sconosciuto. Il 28 ottobre, la sua giornata inizia come tutte le altre: arriva alla Stazione Ffs di Lugano, parcheggia e assicura il suo mezzo al portabici nella parte nord, e va al lavoro. Ma è al suo ritorno che la attende una spiacevole sorpresa. La sua amata bici è scomparsa. Come la sua, parecchie altre sono sparite negli ultimi tempi. A conferma che i furti di bicicletta sono in aumento.

Interpellata poco tempo dopo la Polizia cantonale, per sporgere denuncia, si è scoperto, come sospettato, che si è trattato di un furto. Il sistema numerico del lucchetto è stato completamente divelto. Dalle telecamere di sicurezza è stato possibile riconoscere il ladro di biciclette, che una volta interrogato, seppur poco collaborativo, ha ammesso di aver rivenduto il velocipede. A chi? È questa la domanda alla quale la 36enne di Pregassona cerca risposta. «Faccio appello in questo modo perché la Polizia cantonale mi ha detto di dimenticarmi la bicicletta e comprarne una nuova. Ma magari spargendo la voce riesco a ritrovarla. Ero molto affezionata a quella bici, era la mia compagna e ha dunque un valore affettivo. In Ticino in cinque anni non ne ho praticamente mai viste altre in giro. Se ne vedrò una, al 90% si tratterà della mia».

Dalla conversazione con la Polcantonale è emerso che l’uomo, il ladro, farebbe parte di una rete di malviventi che rubano mezzi per rivenderli, e a ottobre, quando il calar della sera è più immediato, i delinquenti approfittano del buio. «Probabilmente, la persona che ha acquistato la mia ‘Mate’ (la marca del modello, ndr), non sa di aver comprato una bici rubata. Spero che il nuovo proprietario mi contatti, ci tengo molto».

Bande specializzate di ladri

Ma chi sono i ladri di biciclette? Sono persone che operano singolarmente o vi sono delle organizzazioni più ampie? Lo ha chiesto ‘laRegione’ al tenente Renato Pizolli, ufficiale responsabile del Servizio comunicazione, media e prevenzione della Polizia cantonale in un articolo di luglio 2021. «Ci sono autori che agiscono da soli e senza particolari pianificazioni. Abbiamo anche riscontrato la presenza di bande specializzate che operano in questo senso optando per rubare più biciclette e magari presso negozi e rivenditori. Fenomeno, quest’ultimo, però in forte diminuzione».

Che fine fa poi il bottino? «Anche in questo caso vi sono furti finalizzati alla vendita del bene che viene sovente piazzato all’estero, talvolta direttamente su siti web. Vi sono anche furti d’uso dove la bici viene immediatamente utilizzata dall’autore. A volte viene anche ritrovata, ma sono casi abbastanza contenuti», prosegue il tenente. Per il momento non c’è una zona dove viene registrata una maggiore incidenza: «Si tratta, a oggi, di un fenomeno trasversale. Infatti, non vi sono luoghi specifici maggiormente colpiti e neppure regioni del cantone. Di principio avviene dove vi è la presenza incustodita di velocipedi e, a volte, gli autori approfittano anche del fatto che gli stessi non sono correttamente assicurati con un lucchetto o una catena».

Si nota un incremento del trend

Nel 2021, secondo la statistica criminale fornita dalla Polizia cantonale, i veicoli maggiormente soggetti ai furti sono i velocipedi: sono stati registrati infatti 320 furti in un anno. Le biciclette o i monopattini elettrici sono in pole position con 152 furti. Si nota comunque un incremento del trend. «Con l’aumento delle biciclette elettriche in circolazione, susseguitosi al periodo pandemico – ci spiega il comandante della Polizia della Città Roberto Torrente –, anche i furti sono di conseguenza cresciuti». Ce lo conferma anche la Polizia cantonale: «Dai dati in nostro possesso, che sono ancora incompleti dato il periodo, la tendenza nel Luganese per i furti di velocipedi è in aumento».

In caso di furto, è importante notificarlo il prima possibile alla polizia ed è utile consegnare la fattura originale del veicolo al momento della denuncia. Per formalizzare quest’ultima è necessario riempire un formulario, disponibile anche online per essere stampato e compilato.

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