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30.11.2022 - 19:24
Aggiornamento: 21:49

Lugano, il futuro del fiume Cassarate passa dal Liceo 1

Per la riqualifica un’inedita collaborazione fra Dipartimento del territorio e ragazzi dell’istituto scolastico, fra nuovi accessi e un percorso didattico

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Verso nuovi accessi al fiume e un percorso didattico

Il futuro Cassarate sarà (anche) deciso dagli allievi del Liceo di Lugano 1. Questo grazie a un’iniziativa scolastica unica nel suo genere, che ha visto il loro coinvolgimento da parte del Dipartimento del territorio (Dt). La collaborazione fa parte del piano più ampio riguardante la riqualifica del fiume, per migliorarne la fruibilità da parte della popolazione, la biodiversità e la sicurezza, sebbene il progetto finale non sia ancora stato reso noto: per sapere quali saranno i cambiamenti bisognerà aspettare ancora qualche tempo.

«Cerchiamo di venire incontro alla popolazione e in questo caso ai giovani, che sono tra i maggiori fruitori del fiume – ci spiega Laurent Filippini, capo dell’Ufficio corsi d’acqua del Dt – da qui è nata l’idea di questa collaborazione con gli studenti del liceo, che sono proprio lì vicino». Non un semplice compito scolastico ma un progetto urbano vero e proprio, che ha visto l’affiancamento da parte di esperti di vari settori per fare in modo che i ragazzi lavorassero su idee effettivamente realizzabili. «Che ci fosse questo accompagnamento da parte di professionisti sin dall’inizio, era importante – precisa Manuela Varini, docente di biologia dell’istituto scolastico e coordinatrice del progetto didattico –, affinché gli allievi potessero essere guidati nella fase di progettazione e per garantire che le loro idee fossero effettivamente realizzabili».

Il progetto didattico

Il corso dell’Opzione complementare (Oc) di biologia con geografia, in collaborazione anche con la docente Ambra Gianini, è un progetto didattico che si svolge nell’arco di due anni, dalla terza alla quarta liceo, in collaborazione con il Dt, con la Città di Lugano e diversi enti e professionisti, oltre che con una classe di terza della Scuola elementare di Pregassona Probello e della loro docente Barbara Gambazzi. I liceali hanno potuto scegliere tra diverse proposte, tra cui appunto l’Oc sul progetto di sistemazione del Cassarate, che ha visto la partecipazione di più di una ventina di esperti provenienti da diversi ambiti.

In un primo momento, vi è stata una fase più teorica. «Gli allievi hanno potuto acquisire diverse competenze interdisciplinari, necessarie per svolgere un lavoro possibilmente realistico e realizzabile. Quindi, per i primi mesi, per costruire queste basi, vi sono stati diversi interventi di professionisti sia in aula, che all’esterno, recandosi anche in loco per completare le proprie conoscenze con osservazioni dirette» dice Varini. La sistemazione del Cassarate, nel tratto che parte da Cornaredo fino alla foce, include tre aspetti: la promozione della biodiversità, la fruizione urbana e la sicurezza. Gli studenti si sono occupati dei primi due di questi aspetti, per il terzo non avrebbero avuto le competenze.

Dopo la prima parte teorica, si è passati a una fase di progettazione più pratica. Un processo concreto, unico nel suo genere, insomma, in cui «il focus era dare importanza alla creatività degli allievi e dare loro la possibilità di sviluppare diverse competenze a più livelli, non solo progettuali, ma anche di lavoro collaborativo e comunicative, ad esempio, come pure venire a confronto con diverse realtà nel contesto di un progetto territoriale. E anche la valutazione è stata meno convenzionale rispetto al solito. Abbiamo spiegato ai ragazzi che questo aspetto non sarebbe stato centrale» osserva Varini.

Compiti che lasciano il segno

Un messaggio, quello dell’importanza che questo progetto potrebbe avere per il territorio cittadino, che sembra essere stato ben compreso dai ragazzi. È quanto è emerso da un incontro svolto con alcuni giovani che hanno deciso di partecipare al progetto. «Mi ha attirato molto l’idea di fare qualcosa per la città di Lugano, e non ho voluto perdere l’occasione di poter lasciare un segno»; «non ho sentito di nessun altro progetto tramite un’Oc che permettesse di fare qualcosa di utile per le altre persone e per il cantone» affermano Tito Bernasconi e Agata Peverelli, due degli studenti. «Stiamo facendo qualcosa per il bene comune» aggiunge Matteo Ferretti.

Quello che ha reso attrattivo il corso, è stata anche la sua unicità. «Si trattava di un corso che non si sarebbe più ripetuto in queste modalità, e ho voluto prendere la palla al balzo» dice Federico Lovat, e anche per Adele Galli la possibilità «di fare qualcosa di diverso dal solito, che uscisse dalla solita dinamica studio-verifica» è stata decisiva per la sua scelta.

Nonostante l’assenza di verifiche vere e proprie, la mole di lavoro si è comunque rivelata importante. «Mi hanno colpito la precisione e l’accuratezza necessarie per svolgere questo tipo di lavoro» afferma Tito. «È stato impegnativo, in particolare all’inizio quando eravamo nuovi a questa modalità di procedere» aggiunge Matteo. Un impegno, che tutti concordano sia stato ben ricompensato dalle opportunità offerte. Opportunità che potrebbero rivelarsi utili anche nel loro futuro, come nel caso di Adele, che rivela di voler perseguire una carriera nell’architettura, e che poter muovere i primi passi nella progettazione urbana aveva per lei un’attrattiva che andava oltre la nota scolastica.

Nuovi accessi al fiume e percorso didattico

«I progetti degli allievi – precisa Varini – devono ancora venir finalizzati nei prossimi mesi e verranno presentati tramite una serata pubblica in primavera». Qualche indicazione però c’è: una delle idee è quella di permettere alla popolazione di accedere più facilmente al fiume, dato che al momento è possibile farlo agevolmente solo alla Foce. Si può speculare quindi su un fiume accessibile in più punti, come conferma Filippini: «Zone come quella del nuovo Campus Usi/Supsi, dell’Ospedale Italiano o del liceo stesso sono già dei grandi attrattori, e sono alcuni dei punti in cui abbiamo chiesto agli allievi di concentrarsi, cercando di renderli più fruibili, ma anche di rafforzare certi valori legati alla flora e alla fauna». Si pensa anche alla creazione di un percorso didattico lungo il corso del fiume tra la Foce e Cornaredo, dove la popolazione potrebbe approfondire diversi aspetti legati al fiume, tra cui la sua biodiversità. Inoltre, i bambini della Scuola elementare di Pregassona hanno condiviso diverse idee, alcune delle quali sono state integrate nei progetti stessi degli allievi del liceo. «È stato bello lavorare con i bambini» hanno concordato i ragazzi, «loro non si ponevano limiti quando proponevano le loro idee, e la loro fantasia ci ha permesso di svilupparne alcune a cui non avremmo pensato» dice Matteo, e anche lo stesso Filippini afferma che «vedere questi bambini e giovani adulti proporre le loro idee è stato molto emozionante e anche fonte di ispirazione».

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