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28.09.2022 - 05:30
Aggiornamento: 14:21

Direttore arrestato, le famiglie: ‘Non siamo stati capiti’

Faccia a faccia molto animato, martedì sera, alla scuola media del Luganese fra genitori e autorità scolastiche e Decs. Critiche a Bertoli

a cura di Red.Lugano
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Ti-Press
‘Faceva cose che un docente non dovrebbe fare’

«Non ci siamo sentiti capiti». È questa la reazione di molti genitori che, dopo l’incontro a porte chiuse di ieri sera col Dipartimento educazione, cultura e sport (Decs), si sono mostrati arrabbiati e indignati. L’appuntamento è stato organizzato per rispondere alle domande di chi ha figli che frequentano l’istituto scolastico del Luganese, il cui direttore è stato arrestato a inizio mese con l’accusa di atti sessuali con fanciulli. Questo per aver avuto rapporti completi con una ragazza e per dei toccamenti con un’altra. L’uomo ha ammesso i fatti avvenuti con le giovani minori di 16 anni nell’arco di un paio di mesi tra la primavera e l’estate di quest’anno.

Animi caldi e la lettera per il Decs

Durante la serata gli animi si sono scaldati e molti genitori avrebbero ricordato che negli ultimi anni sono state numerose le segnalazioni di comportamenti inappropriati avuti dal 39enne. Queste, secondo nostre informazioni, sono state fatte da allievi e genitori, sia ad alcuni docenti sia all’ex direttore, non l’imputato, precisiamo, che nel frattempo è stato sospeso dalla carica. Tutto però sembrerebbe essersi fermato, tuttavia, al livello della direzione scolastica. Il direttore del Decs Manuele Bertoli, presente all’incontro, avrebbe infatti ribadito che al Dipartimento non è mai giunta nessuna segnalazione. La stessa dichiarazione era stata fatta alcuni giorni fa, suscitando il dissenso di alcuni genitori che hanno deciso di preparare una lettera dove ricordano le critiche fatte in passato.

Dove si sia veramente fermata l’informazione sarà l’inchiesta della magistratura a stabilirlo. Ad alcune madri e alcuni padri non è però andata giù una parte del discorso della parte istituzionale. Ai genitori sarebbe stato infatti riferito che, nel caso di una segnalazione senza seguito, è necessario insistere facendola presente a livelli più alti e in ogni caso sollecitare più canali per essere sicuri che l’informazione arrivi a chi di dovere.

Per molti, incontro poco soddisfacente

L’incontro non sembrerebbe dunque aver soddisfatto la maggior parte dei presenti, che si chiedono come sia possibile che continue segnalazioni si siano fermate all’istituto, dove secondo molti tutti sapevano che qualcosa non andava nel comportamento del 39enne. Ad aver lasciato delusi alcuni genitori anche gli interventi di Bertoli: «Abbiamo percepito poca empatia da parte del consigliere di Stato».

In concomitanza con il delicato faccia a faccia tra le famiglie e le autorità scolastiche e dipartimentali, abbiamo raccolto un paio di testimonianze che ben delineano l’ambiente all’interno della sede. Si tratta di due ragazze, una ex allieva dell’istituto e l’altra attuale alunna, che abbiamo sentito in forma anonima, ma con il consenso dei genitori. Precisiamo, non si tratta delle due vittime a causa delle quali l’uomo è sotto accusa. Con loro abbiamo intervistato anche una mamma.

LA TESTIMONIANZA #1

‘Una chat con le nostre mail private’

In quell’aula scolastica digitale su Quizlet dovevano accedere con le loro mail private e non con quelle rilasciate a ogni giovane studente dall’istituto. Nell’invitare così, soprattutto le ragazze, a creare un account gli si apriva un canale privilegiato di scambio di messaggi. Sono i nuovi dettagli che alcune allieve e una mamma svelano a ‘laRegione’ del comportamento, diciamo poco professionale, del direttore di scuola media del Luganese arrestato il 7 settembre con la pesante accusa di atti sessuali con fanciulli. Ma nessuno controllava? «Faccia conto – ci dice con estrema naturalezza una delle alunne di una quarta media attuale – che lui era il direttore!».

L’arresto? ‘Uno shock’

C’era intorno alla figura del 39enne, che rivestiva anche il ruolo di professore di latino, un’allure particolare: «Quando l’ho conosciuto, mi è subito sembrato una persona a modo – esordisce la mamma della studente iscritta attualmente in quarta –. A lui ho rivolto le mie preoccupazioni sulla mia situazione familiare e sui problemi che poteva avere mia figlia. Mi è sembrato sul pezzo, mi parlava degli aspetti adolescenziali dei ragazzi, mi ha dato l’impressione di essere preparato, così sono uscita dal suo ufficio che ero entusiasta, è stato uno shock quando ho saputo dell’arresto».

Era ‘troppo gentile’

Eppure il 29 agosto, nel ‘sopralluogo’ delle matricole nella sede della scuola qualche giovane aveva già raccolto le prime ‘voci’: «Mi avevano detto di stare attenta al preside perché sapevano che aveva dei comportamenti sconvenienti con le ragazze. Mi hanno anche parlato di una festa di primavera durante la quale il direttore si era appartato con due ragazze. In quella scuola in molti lo sapevano... Aveva sempre uno sguardo un po’ ‘pesante’ sulle ragazze. Diverso dagli altri prof, la sua confidenza pareva al limite, eccessiva, era ‘troppo gentile’».

‘Aveva detto che sarebbe stato assente’

Anche nel corso delle lezioni il ‘sore’ mostrava di voler seguire un canale comunicativo più diretto con i ragazzi: alla grammatica latina le preferiva la storia e la letteratura romana, la filosofia, così evocava il ‘tempus fugit’, il tempo che fugge... l’occasione persa... «Con lui abbiamo avuto lezione fino a circa una settimana prima del suo arresto. Nell’ultima lezione che lo abbiamo visto ci ha spiegato che sarebbe stato assente ma senza specificare il motivo. Ci aveva detto che sarebbe anche tornato e che le lezioni le avremmo recuperate in seguito».

Se n’era parlato con l’ex direttore

La sorpresa, dunque, è stata tanta nel leggere delle manette: «Ci sono rimasta un po’ così, ma sono anche arrabbiata perché quelle voci giravano da quando andavamo in prima media! Mi ha dato anche fastidio che i professori avessero in passato parlato di questo comportamento con l’ex direttore, alla sua presenza e che poi tutto si fosse fermato lì. Del resto lui si era giustificato dicendo che ‘era semplicemente fatto così’».

Nel tempo, è un’altra osservazione che ci riportano le ragazze, il direttore era cambiato: vestivo in modo più distinto, elegante, più curato: «E poi quelle strane richieste, quando a diverse allieve chiedeva di fermarsi nell’aula di musica. Lo ha fatto anche con una mia amica, ma lei non c’è mai andata...».

LA TESTIMONIANZA #2

‘C’era ansia per andare a colloquio con lui’

Voci insistenti, discorsi strani che mettevano a disagio, comportamenti fuori luogo e una personalità definita a tratti «un po’ viscida». Il quadro fosco che aleggiava attorno alla figura del direttore, nel frattempo sospeso, non è una novità di quest’anno. Ce ne ha parlato anche un’altra ragazza, ex allieva della scuola media in questione.

Voci che giravano già dalla prima media

«Questi comportamenti li abbiamo notati già in terza media. Era come se fosse ossessionato da determinati argomenti (legati al sesso, ndr)», ci dice una ragazza, nome noto alla redazione, che ha terminato la scuola dell’obbligo lo scorso giugno. «A scienze avevamo già un buon docente con il quale avevamo fatto le lezioni di educazione sessuale. Eppure, lui trattava di questi temi anche durante le lezioni di latino, in parallelo ai testi antichi. Era qualcosa di molto imbarazzante, che metteva a disagio. Noi non lo conoscevamo, anche se c’erano già voci che giravano sul suo conto fin dalla prima media». Che tipo di voci? «Non ricordo nel dettaglio. Ma cose strane, si diceva che aveva comportamenti strani, quasi come se importunasse le ragazze. Di solito, lo si diceva per scherzare, però erano voci molto insistenti, si diceva che fosse un po’ molesto. Giravano voci che alcuni anni fa fosse entrato nello spogliatoio delle ragazze durante le prove dello spettacolo di fine anno. Lui aveva un piccolo ufficio nel quale teneva dei colloqui individuali: sentendo di queste voci, c’era l’ansia per andare a parlarci».

‘Faceva cose che un docente non dovrebbe fare’

Non avete segnalato questi comportamenti? «In terza media no. Ricordo di una discussione fra compagne, c’era chi aveva ‘paura’ perché si trattava di un adulto, un vicedirettore (poi diventato direttore, ndr), aveva una posizione di potere. Poi c’era chi diceva che se c’era del disagio bisognava comunicarlo. Sentivamo che c’era qualcosa di non normale, ma alla fine non abbiamo segnalato nulla». Diversamente dalla quarta media. «L’anno seguente però si è fatto più molesto, facendo più spesso battutine e talvolta allungando le mani. A una ragazza ha messo la mano sul fianco durante una lezione per esempio, ad altre sulla coscia. Oppure capitava che si avvicinasse in modo strano ad alcune ragazze, facendo battute di cattivo gusto sul loro modo di vestire. Cose che un docente non dovrebbe fare». In generale, la nostra interlocutrice, riferisce di una personalità «un po’ viscida. Personalmente, non mi piaceva il fatto che ogni tanto sembrava che ti forzasse a parlare di cose di cui non si voleva parlare».

In un incontro con le ragazze si è giustificato

Dato che in quarta media il disagio è aumentato, le ragazze hanno deciso di parlarne con alcuni docenti, fra i quali il docente di classe. «C’è chi ha avuto una reazione strana, quasi non credendoci e cercando di sminuire. Chi invece fin da subito si è preoccupato e ha detto che bisognava fare qualcosa. E a quanto sappiamo, almeno così ci è stato detto, in effetti la situazione è stata segnalata al direttore (precedente a quello arrestato, ndr) e a quanto pare si erano lamentate anche le ragazze di altre classi». E poi cos’è successo? «Lui (il 39enne, ndr) ha parlato con tutte le ragazze. Da un lato sembrava offeso per il fatto che girassero determinate voci sul suo conto e dall’altro pareva dispiaciuto. Si era giustificato dicendo che non pensava che certi suoi comportamenti ci avessero messo a disagio, che avevamo frainteso. Ricordo che alcune ragazze si erano sentite in colpa poi, dicevano che forse avevano esagerato nel segnalare il proprio disagio. Ripensandoci, io invece ho quasi l’impressione ora che fosse un tentativo di manipolarci».

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