Luganese

Il tasso di disoccupazione a Lugano resta al 2%

L'analisi pubblicata dal Servizio statistica urbana della Città mostra un aumento trimestrale dell’11.3% ma stabilità nel confronto tra fine 2024 e 2025

La pubblicazione è basata sulle rilevazioni dell’Ufficio regionale di collocamento
(Ti-Press)
13 febbraio 2026
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Alla fine dell'anno scorso, il numero di disoccupati registrati a Lugano era pari a 828, in aumento dell’11.3% rispetto al trimestre precedente, ma in diminuzione dello 0.2% rispetto all’anno precedente. Un leggero calo che non ha modificato il tasso di disoccupazione rimasto invariato al 2%, rispetto a fine 2024. I dati e l’approfondimento sono stati pubblicati dal Servizio statistica urbana della Città di Lugano, che ha reso noto lo studio basato sulle rilevazioni della Segreteria di Stato dell’Economia (Seco) negli Uffici regionali di collocamento (Urc). Nel confronto con il contesto cantonale e nazionale, Lugano ha mostrato un tasso di disoccupazione inferiore: a fine 2025, il tasso era del 3.2% in Ticino e del 3.1% in Svizzera.

La Città è messa meglio ma...

Questo risultato, si legge nella nota stampa diramata dal Servizio di statistica urbana, “evidenzia come il mercato del lavoro della città sia relativamente più stabile, ma occorre tenere conto che i dati urbani possono risentire di specificità locali, non direttamente comparabili con quelli regionali o nazionali. La disoccupazione ha mostrato variazioni diverse per genere: il tasso di disoccupazione maschile era pari al 2.2%, quello femminile all’1.8%. Rispetto all’anno precedente, si osserva una riduzione del tasso di disoccupazione maschile dello 0.2%, mentre un aumento della stessa entità per le donne. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) si è invece attestato all’1.0%, in aumento del 14.0% rispetto all’anno precedente”. La messa a fuoco della situazione nei quartieri, continua la nota, “ha rivelato una distribuzione eterogenea: i quartieri con un tasso di disoccupazione sopra il livello globale della Città (2.0%) sono Loreto, Besso, Gandria e Aldesago. Al contrario, quelli con livello sotto il valore di Lugano sono Brè, Carabbia, Cureggia, Davesco-Soragno, Sonvico, Cadro, Carona, Castagnola, Breganzona, Pambio- Noranco, Barbengo, Pazzallo, Viganello, Cassarate e Pregassona”.

Fascia 30-34 anni, la più colpita

L'analisi della nazionalità dei disoccupati, mostra che “il 58.5% sono stranieri e il 41.5% sono svizzeri. La variazione trimestrale è stata maggiore per gli stranieri (+21.9%), i quali risultano maggiormente impiegati nei lavori stagionali estivi. Allo stesso tempo la variazione trimestrale per gli svizzeri risulta in diminuzione (–0.9%)”. Questa situazione si riflette anche su base annua, ma con “due tendenze divergenti: +6.6% per gli stranieri e –8.5% per gli svizzeri. A livello anagrafico, la maggior parte di disoccupati (110) si contano nella fascia 30-34, seguono le fasce 60-64 (103), 55-59 (100), 25-29 (96), 45-49 (89), 35-39 (87), 50-54 (87), 40-44 (86), 20-24 (49), 15-19 (18) e 64+ (3). Rispetto al terzo trimestre 2025, la disoccupazione è aumentata particolarmente tra gli ultra-sessantaquattrenni e nelle fasce 25-29 (+26.3%) e 55-59 (+20.5%), mentre è diminuita nelle classi 15-19 (–18.2%) e 50-54 (–2.2%). Rispetto al quarto trimestre 2024, invece, l’aumento è stato più incisivo tra gli ultra-sessantaquattrenni (+33.3%) e per le fasce 20-24 (+12.2%) e 15-19 (+11.1%), mentre le diminuzioni più significative si sono registrate nelle classi 50-54 (–17.2%), 55-59 (–8.0%) e 30-34 (–3.6%)”.

+58.1% tra artigiani e operai specializzati

In relazione alle attività lavorative, prosegue il comunicato, “il numero di disoccupati maggiore si constata nel personale attivo nelle professioni intellettuali e scientifiche, quindi nel commercio e nei servizi, il personale d’ufficio, i dirigenti, le professioni non qualificate, le professioni tecniche intermedie, gli artigiani e operai specializzati, gli addetti di impianti e macchinari e montaggio e gli addetti all’agricoltura, alle foreste e alla pesca. Rispetto al terzo trimestre 2025 sono aumentati particolarmente i disoccupati attivi come artigiani e operai specializzati (+58.1%), gli addetti di impianti, macchinari e montaggio (+33.6%) e il personale attivo nel settore primario (+33.3%). Nel confronto con il quarto trimestre 2024, si osserva un aumento significativo per i dirigenti (+17.3%) e le professioni intellettuali e scientifiche (+14.9%)”. Rispetto alla formazione, l’analisi rileva che “il 17.5% dei disoccupati iscritti ha completato la scuola media, il 45.4% le scuole superiori, mentre il 37.2% ha un titolo universitario, Scuola universitaria professionale o politecnico”. Nel confronto con il terzo trimestre del 2025, “il numero di disoccupati con un titolo di scuola media è aumentato del 22.9%, mentre quello con titolo di scuola superiore e università rispettivamente del 14.1% e del 3.6%. Tale dato dimostra come l’impiego stagionale sia più frequente tra i lavoratori meno formati. Nel confronto annuale, calano del 5.4% i disoccupati con titolo di scuola superiore, mentre aumentano quelli che hanno ultimato le scuole medie (+0.8%) e quelli con titolo universitario (+2.9%)”.

Il 14,4% da oltre un anno

Quanto alla durata della disoccupazione, “il 59.8% risulta senza lavoro da meno di 6 mesi, il 25.8% da 7 a 12 mesi, mentre il 14.4% da più di un anno. Pertanto, la maggior parte delle persone in cerca di lavoro è disoccupato di breve periodo, mentre i disoccupati di lungo periodo (oltre un anno) sono poco più di un sesto della popolazione iscritta agli Urc”. Nel confronto annuale, “diminuiscono del 5.9% i disoccupati da meno di sei mesi e del 5.6% quelli di lungo periodo; aumentano del 20.2% i disoccupati da 7 a 12 mesi. La disoccupazione di lungo periodo è più intensa tra le donne, gli svizzeri, i lavoratori adulti, gli addetti d’impiantistica, i dirigenti e gli individui con titolo di scuola superiore. La pubblicazione ‘La disoccupazione a Lugano nel 2025’ è un documento ufficiale della Città di Lugano autentificato su Verify Lugano, il servizio digitale che consente la marcatura temporale dei documenti su SwissLedger, la blockchain istituzionale della Città”.