18.09.2022 - 17:42
Aggiornamento: 19.09.2022 - 08:50

Abusi sessuali alla scuola media, ‘segnali non colti’

Secondo ‘Io l’8 ogni giorno’ sono stati ignorati alcuni campanelli d’allarme sull’agire del docente

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L’arresto del direttore di una scuola media luganese, accusato di atti sessuali con fanciulli, ha suscitato la reazione del movimento femminista "Io l’8 ogni giorno" secondo cui quanto sarebbe avvenuto non deve solo sconvolgere, ma pure fare riflettere. "Non si tratta di casi isolati, anzi sembra di rivedere scenari purtroppo già ben noti: voci di corridoio, vittime che raccontano ma non vengono credute, segnali non colti, situazioni sottovalutate" scrive il movimento ricordando pure quanto accaduto ad Arbedo.

Ma, si chiede ‘Io l’8 ogni giorno’, quanto sarebbe accaduto nella Media luganese, non poteva essere evitato? "Sappiamo, da fonti certe, che alcune giovanissime allieve avevano già provato a riferire a loro docenti taluni comportamenti del collega oggi incarcerato, comportamenti ritenuti da loro molesti o comunque inadeguati. Appelli rimasti però inascoltati". Un altro aspetto particolarmente problematico, già al centro delle preoccupazioni dei genitori, è legato alla scelta di aprire una chat WhatsApp tra allievi e il docente per gestire le comunicazioni relative al progetto didattico e invitandoli a porre domande ‘senza farsi inibire dalla timidezza e dal timore’".

"Infine, la recente nomina del docente al ruolo di direttore pone un ulteriore quesito: con quali criteri il Decs (Dipartimento educazione, cultura e sport ndr) nomina i suoi direttori/trici? Quali verifiche vengono condotte all’interno delle sedi di provenienza dei/lle docenti su eventuali problemi o segnalazioni pregresse?". Di conseguenza, ‘Io l’8 ogni giorno’ chiede che "durante la formazione per diventare insegnante, e come offerta di aggiornamento professionale, siano realizzati corsi legati a queste specifiche tematiche (prevenzione delle molestie e delle violenze sessuali), che venga realizzato un protocollo da seguire per i/le docenti in caso di segnalazioni da parte di allievi/e" e "che sia attivato un servizio di ascolto, gestito da professionisti/e esterni al mondo della scuola e con competenze multidisciplinari (giuridiche, psicologiche, pedagogiche ecc.) rivolto ad allievi/e, docenti e famiglie, cui potersi rivolgere per capire come affrontare questo tipo di situazioni, senza dover subito allertare la polizia".

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