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23.06.2022 - 21:09
Aggiornamento: 24.06.2022 - 09:52

I cinquant’anni del Tamaro diventano un giallo

Stephan Römer risolve il ‘caso Pietro Bernasconi’, primo Crime Trail firmato KrimiSpass tutto in italiano, dal 6 luglio all’Alpe Foppa

Si tinge di giallo l’estate del Monte Tamaro. Ma non per i colori dei fiori di montagna che nella bella stagione punteggiano prati e campi in altura. No, quello che ammanterà la montagna a due passi dal Monte Ceneri a partire da mercoledì 6 luglio è di quelli con riflessi neri. Anzi, noir.


Un enigma da risolvere

Lui ancora non lo sa. Ma quelli che sta trascorrendo proprio ora, per Pietro Bernasconi sono gli ultimi istanti di vita spensierati. Il suo destino, infatti, è ormai già segnato. Il suo conto alla rovescia si esaurirà definitivamente il 6 luglio. La data fissata dai responsabili per l‘inaugurazione del ‘caso Pietro Bernasconi’, un giallo interattivo ’Crime trail – Escursione in giallo’ con la regia di KrimiSpass, azienda punto di riferimento per quanto concerne questo genere di attività all’aria aperta, già presente in Svizzera in altre trenta località.


Cosa sarà successo al vicedirettore tecnico?

Niente di nuovo, verrebbe da dire, dunque per chi già conosce questo genere di passatempi ludici, adatti a tutta la famiglia e per tutte le età. «E invece di novità, il Crime Trail del Tamaro ne presenta diverse – premette il responsabile marketing della Monte Tamaro Sa Stephan Römer –. Prima di tutto perché quello che inaugureremo il 6 luglio sarà anche il primo Crime Trail ‘griffato’ KrimiSpass in italiano. E secondariamente, contrariamente agli altri percorsi presenti sul territorio svizzero, questo è anche l’unico realizzato senza ricorrere a istallazioni in loco. Non è dunque stato necessario introdurre elementi ‘estranei’ nel paesaggio, snaturandolo».

Tutto ciò che serve per risolvere il caso del delitto di Pietro Bernasconi – perché, questo lo si può dire, alla fine il nostro protagonista, indicato come vicedirettore tecnico della cabina del Monte Tamaro, farà una brutta fine – è uno smarthpone (carico) con attivata la geolocalizzazione oltre, ovviamente, a tanto fiuto.


Passo dopo passo, indizio dopo indizio

Il resto verrà cammin facendo: dal punto di partenza, al ristorante dell‘Alpe Foppa, in poi, seguendo le indicazioni fornite tramite l’applicazione web ’smarTrails’, gli investigatori in... erba (e non solo in senso figurato) si imbatteranno in una serie di scoperte e indizi che porteranno a ricomporre il puzzle della fine di Pietro Bernasconi. Lì si troverà un codice Qr (che sarà pure inserito nella nostra home page in internet), che rimanderà all’inizio della vicenda i cui pezzi dovranno rimetterli assieme gli aspiranti Tenente Colombo (o Signora in Giallo, of course).


Smartphone alla mano e via!

«Un’altra novità è data dal fatto che il giallo è stato realizzato e messo in scena con la partecipazione dei dipendenti della Monte Tamaro Sa, che dunque avranno pure loro un ruolo attivo durante le indagini». Non vi resta dunque altro da fare che scoprire quale e assicurare alla giustizia la persona che si è macchiata del delitto del vicedirettore tecnico.

Imparentato con le escape room classiche, sorta di apripista per questo genere di passatempi ludico-sociali, con le cacce al tesoro, le varie cene con delitto e non da ultimo con le escape room a cielo aperto (altra ‘costola’ relativamente giovane e in rapida crescita), il Crime Trail ha tutte le caratteristiche per affermarsi come una delle novità dell’estate 2022 alle nostre latitudini. «Il fatto che sia alla portata di tutti – complessivamente il percorso lo si copre in una quindicina di minuti di cammino, a cui si devono ovviamente aggiungere quelli spesi per risolvere i diversi enigmi con cui si viene confrontati: in totale il tutto dovrebbe durare un’ora-un’ora e mezza – e non da ultimo a partecipazione gratuita – se non il costo della risalita con le telecabina, anche se chi vuole è liberissimo di optare per salire al punto di partenza a piedi – sono sicuramente degli atout non indifferenti per far sì che il caso Pietro Bernasconi possa rivelarsi un successo».


Pensato principalmente per le famiglie, e adatto a tutti

Da dove è nata l’idea di portare un Crime Trail sul Tamaro? «Per degnamente sottolineare i cinquant’anni della Monte Tamaro eravamo alla ricerca di qualcosa di nuovo, intrigante e, nel limite del possibile anche inedito in Ticino in lingua italiana (a Magliaso ce n’è già uno, ma unicamente in tedesco, ndr). Portando in vetta il caso Pietro Bernasconi ritengo che siamo riusciti in questo intento».

A chi è rivolto in particolare il caso Pietro Bernasconi? «Di base è stato concepito per le famiglie, con l’idea di stimolare la collaborazione a gruppi. Ma lo si può benissimo fare anche a coppie o individualmente, e a qualsiasi età. Il percorso non è particolarmente impegnativo, ma nemmeno qualcosa di troppo semplice. Diciamo che si è voluto concepire un prodotto ‘su misura’ per le caratteristiche dei nostri clienti».

Quante ore di lavoro sono state necessarie per la sua realizzazione pratica: «Il fatto che abbiamo voluto adattare il format di questo genere di passatempi rendendolo il più possibile personalizzato ha logicamente richiesto più tempo di quanto non lo richiedano abitualmente le altre istallazioni analoghe. Complessivamente una quindicina di giorni di lavoro a tempo pieno, diluite sull’arco di sei mesi».

E Stephan Römer, l‘ha risolto il caso Pietro Bernasconi? «Beh, assieme ai nostri collaboratori l’abbiamo ovviamente collaudato diverse volte il percorso. Alla fine tutti sono arrivati alla soluzione del caso, chi senza aiuti, chi con una piccola ’spinta’. E chi non dovesse risolvere gli enigmi non si preoccupi: anche per loro sono previsti i classici aiuti. Personalmente, pur conoscendone il finale, devo dire che me li sono veramente goduti questi collaudi, come fosse stato un Crime Trail vero e proprio. Del resto questo genere di format già lo conoscevo da quando lavoravo in Svizzera interna».

Passati i festeggiamenti per i 50 della Monte Tamaro, cosa ne sarà del caso Pietro Bernasconi? «Quello resterà sempre lì, pronto a mettere alla prova altri aspiranti detective. E non è detto che, in base alla rispondenza che avremo, in futuro non si possano aggiungere ulteriori casi, chissà...».


L’ideale ‘palestra’ per investigatori in erba

Cosa è KrimiSpass?

KrimiSpass è stato lanciato nel 2017 dall‘informatico David Baumgartner. Attualmente presenti in trentuno località della Svizzera (in Ticino a Magliaso e, appunto, dal 6 luglio anche all’Alpe Foppa e anche a Bivio se si estende il territorio a quello della Svizzera italiana), con diversi tipi di format. Il caso Pietro Bernasconi, ad esempio, è un adattamento (unico) dell’originale ’Der Fall Pierre Salzmann’.

L’interazione con lo smartphone è garantita dall’applicazione web smarTrails dell’azienda Tourify Gmbh, che può essere utilizzata per realizzare digitalmente percorsi tematici e d’avventura.

Leggi anche:

Monte Tamaro, c’è anche il Crime Trail o escursione in giallo

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