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07.06.2022 - 18:32
Aggiornamento: 19:09

È morto il netturbino ritrovato esanime a Campione d’Italia

I Carabinieri in collaborazione con il Ministero pubblico sono alla ricerca di testimoni: forse un malore forse una manovra improvvisa quale causa

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Il Nuovo Piazzale Maestri Campionesi

Hanno tentato in tutti i modi di strapparlo alla morte, ma medici e infermieri dell’Ospedale Civico di Lugano, dove era stato ricoverato in codice rosso sabato mattina, non ce l’hanno fatta. Troppo grave la situazione clinica che gli si è presentata quando l’uomo, 35 anni compiuti a maggio, non aveva pressoché più risposto alla defibrillazione cardiaca e a tutte le necessarie e fondamentali operazioni di primo soccorso. L’operaio, impiegato della Gianni Ochsner Servizi Pubblici Sa, ditta che opera da trent’anni nel settore della raccolta e del trasporto dei rifiuti, sull’intero territorio ticinese, e anche a Campione d’Italia, dove è avvenuta la tragedia, è morto.

La dinamica di quello che può essere stato un incidente o un malore è ora al vaglio dei Carabinieri dell’enclave in collaborazione con il Ministero pubblico di Lugano. «Anche stamattina ci siamo recati sul posto per le indagini volte a ricercare dei testimoni – ci fa sapere il comandante della Benemerita, il tenente colonnello Natale Grasso –. Abbiamo appurato che l’autista, con lo sfortunato collega, erano circa le 8.30, avevano svuotato i cassonetti posti sul Nuovo Piazzale Maestri Campionesi. Una volta concluso il carico il camion è ripartito. Solo un centinaio di metri più avanti, sull’area ex Gaggini, davanti alla farmacia, dove era previsto un altro stop per il servizio l’autista si è accorto dell’assenza dietro di lui del collega, tanto da decidere di ritornare immediatamente alla precedente fermata. È stato lì che l’ha ritrovato riverso a terra esanime».

La raccolta di informazioni a cui stanno lavorando i Carabinieri è appunto rivolta soprattutto alla ricerca di testimoni. Le indagini, per le quali è stata disposta l’autopsia, dovranno chiarire se l’uomo abbia avuto un possibile infarto o qualche altro problema di salute oppure se sia scivolato per una disattenzione o una manovra improvvisa. «Va detto che il camion si è presentato in regola, munito cioè di tutte le infrastrutture necessarie alla sicurezza – ha voluto chiarire il comandante –. Posso confermare che per avere tutte le informazioni necessarie all’esatta dinamica ci vorrà ancora qualche giorno».

Resta il dolore grande di un’intera famiglia. L’uomo, di origini portoghesi, residente a Cadempino, era sposato e aveva due bambini. Ai familiari giungano le più sentite condoglianze della redazione de ‘laRegione’.

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