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23.05.2022 - 14:26
Aggiornamento: 15:14

Reti alte 9 metri a protezione delle Ffs a Capo San Martino

Il progetto sarà ultimato nel 2023 a tutela della tratta ferroviaria fra Lugano e Melide. L’investimento è di 18 milioni

Le Ffs intendono garantirsi altri 1’300 metri di sicurezza lungo la linea ferroviaria tra Lugano e Melide, ai piedi del lato est del San Salvatore. Le Ferrovie stanno, infatti, innalzando delle reti che raggiungono anche nove metri di altezza, "le più alte mai installate in Svizzera e tra le più alte in Europa". L’obiettivo, del resto, è chiaro, come illustrato oggi, lunedì, dalle stesse Ffs; ovvero "aumentare la protezione dal rischio naturale di caduta massi sulla tratta ferroviaria tra la galleria San Martino - a sud della stazione di Lugano-Paradiso - e Melide". Una tratta chiave, come si ricorda, per il traffico ferroviario passeggeri e merci, non solo nazionale o regionale, ma anche internazionale.

In effetti, quello avviato nella primavera dell’anno scorso - e che si concluderà all’inizio del 2023 - è "un progetto essenziale in un’area soggetta alla caduta massi, soprattutto dopo forti piogge o temporali violenti: il lato est del San Salvatore è caratterizzato da ripide pareti dolomitiche". Gli ultimi eventi di una certa importanza, si fa memoria in una nota, rimandano al 2021 e al 2017, quando venne bloccato anche il traffico stradale, mentre nel 2015 alcuni massi caddero sulla linea ferroviaria. L’attuale progetto si prefigge di completare e ampliare queste opere. L’investimento ammonta a circa 18 milioni di franchi ed è finanziato al 50 per cento dalle Fffs e per il restante 50 da Confederazione (45%) e Cantone (5%).

Lavori... acrobatici

La stessa posa dei ripari è particolare. "La zona di intervento, si annota, è molto ripida e di difficile accesso, gli operai – con conoscenza alpinistiche – sono spesso aggrappati ai pali o alle reti, pronti ad afferrare il materiale trasportato esclusivamente con l’elicottero, l’unico mezzo che è possibile utilizzare per trasportare il materiale su questa impervia area". Si è calcolato che nell’anno e mezzo di cantiere ci saranno all’incirca 2mila ore di volo. Un occhio di riguardo viene dato anche alla sicurezza delle maestranze sul cantiere.

A rafforzare il sistema di sicurezza sono in programma anche lavori di ristrutturazione, 300 metri di valli paramassi in terra e 1’800 metri di impianti di allarme per la protezione dei rischi della natura. Previsti altresì alcuni risanamenti ambientali, come ad esempio la bonifica dell’ex stand di tiro e il recupero del territorio prima occupato da alcune cave per l’estrazione della pietra naturale. "Una volta terminati i lavori - si fa sapere - l’opera di protezione San Salvatore sarà parte integrante del sistema di allarmi per pericoli naturali, che ha il compito di sorvegliare la rete Ffs con un sistema di sensori radio che segnalano con precisione gli eventi naturali – come caduta massi e smottamenti, frane e scoscendimenti e colate detritiche– e che a dipendenza della gravità dell’evento possono far sbarrare quasi in tempo reale la tratta".

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