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20.05.2022 - 19:09
Aggiornamento: 24.05.2022 - 08:37

Unitas, il finanziamento cantonale non sarebbe in dubbio

In seguito alla denuncia di molestie, ma si valuterà l’esito dell’inchiesta

Allo stato attuale delle cose, in attesa del riscontro dell’inchiesta, il Consiglio di Stato ritiene che non vi siamo elementi tali da pregiudicare il finanziamento cantonale a Unitas, l’associazione di assistenza a ciechi e ipovedenti all’interno della quale sono stati denunciati abusi nei confronti di alcune dipendenti. È uno dei punti contenuti nella risposta governativa a una interrogazione dei deputati Marco Noi e cofirmatari. Le verifiche del Cantone sul funzionamento di Unitas, ricorda, vertono primariamente su "qualità delle cure (bisogni di cura, piano di cura, tracciamento ecc.); cartella sanitaria (procedure, modalità di compilazione, conservazione ecc.); verifica delle professionalità e dei piani di formazione continua. A questo livello di controllo se ne aggiunge un altro, altrettanto importante. Si tratta del sistema di rilevazione della qualità percepita che nel caso delle case per anziani, dei centri diurni e dei servizi di assistenza e cura a domicilio, comprende la rilevazione della qualità percepita dall’utente diretto (anziano) e indiretto (familiare, persona di riferimento) nonché la rilevazione del grado di soddisfazione del personale. In casi di situazioni particolari, segnatamente tensione tra direzioni e personale, si interviene in maniera mirata, ad esempio attraverso il Laboratorio di psicopatologia del lavoro, un servizio dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale, a disposizione delle aziende per una consulenza ai fini della gestione di situazioni difficili sul posto di lavoro, quali conflitti, eventi stressanti in équipe ecc., oppure attivando altre modalità di accompagnamento e verifica esterni".

L’inchiesta indipendente

Fatta questa premessa, il Cantone ribadisce che ha ritenuto opportuno assumere in proprio una inchiesta all’interno di Unitas. "A seguito della vicenda recentemente venuta alla luce, nell’ambito del proprio ruolo di vigilanza sull’attività svolta, il Comitato dell’Associazione ha conferito un mandato d’inchiesta ad una specialista esterna. La Divisione dell’azione sociale e delle famiglie (DASF) ha giudicato non opportuno che il mandato sopraccitato fosse conferito direttamente dall’esecutivo dell’Associazione, in ragione del fatto che lo stesso prevedeva anche la verifica dell’operato del Comitato, di tutti i suoi organi e delle rispettive figure di riferimento. Per questo la DASF è intervenuta presso l’Associazione chiedendo di interrompere quanto avviato. Dopo un’analisi dei contenuti del mandato e in considerazione di quanto già intrapreso dalla specialista, la Divisione ha chiesto di adeguare i contenuti e le finalità del mandato e ne ha assunto il conferimento".

‘Comitato nominato dall’assemblea’

Come detto in avvio, la vicenda delle molestie non sembra mettere in pericolo il supporto finanziario statale. "Il contributo cantonale di Unitas previsto per il 2022 ammonta a circa 2,5 milioni di franchi. Esso è finalizzato al finanziamento delle attività svolte dalla struttura per anziani Casa Tarcisio, dal Centro diurno con presa in carico socio-assistenziale Casa Andreina e dal Servizio tiflologico, ai sensi della Legge concernente il promovimento, il coordinamento e il finanziamento delle attività a favore delle persone anziane (LAnz) e della Legge sull’assistenza e cura a domicilio (LACD). Da oltre 20 anni inoltre Swisslos eroga a favore dell’associazione fr. 50’000 annui per i soggiorni di vacanza delle persone cieche e ipovedenti e per il sostegno alla gestione della Biblioteca Braille e del libro parlato. Al momento attuale non vi sono elementi concreti per affermare che la vicenda recentemente venuta alla luce possa avere delle conseguenze dirette sulla qualità delle prestazioni e dei servizi erogati all’utenza.
Lo scrivente Consiglio valuterà l’adozione di eventuali provvedimenti a dipendenza dell’esito del mandato d’inchiesta indipendente commissionato dalla DASF".

Inoltre, e anche questo era già stato anticipato, di principio il governo non intende intervenire nella nomina del Comitato. "Il Consiglio di Stato ha preso atto della richiesta formulata da parte di alcuni volontari, soci e utenti e ritiene che la stessa debba essere valutata dall’Assemblea dell’Associazione UNITAS, organo competente per la nomina del Comitato e al quale è stata indirizzata la richiesta. Come già detto il Consiglio di Stato valuterà l’adozione di eventuali provvedimenti a dipendenza degli esiti dell’inchiesta sopraccitata.

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Unitas, la ‘lunga mano’ e i troppi silenzi

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