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L’ultimo graffio di Schönenberger, il primo (pubblico) contro la municipale socialista
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laR
 
11.05.2022 - 05:10
Aggiornamento: 18:05

Lugano, Schönenberger: ‘Zanini Barzaghi non è all’altezza’

Prima di lasciare la politica attiva, l’ultimo graffio del leader ecologista, che si toglie diversi sassolini dalla scarpa: critiche al Ps e al Municipio

Cristina Zanini Barzaghi? Non all’altezza. Le istituzioni? Deboli. Il Municipio di Lugano? In ritardo sui tempi. Diversi i sassolini dalla scarpa che si toglie Nicola Schönenberger. Irriverente, preparato e incisivo, è stato senza dubbio uno dei politici più in vista delle ultime legislature. In politica dal 2013, entrato in Consiglio comunale (Cc) nel 2014 in sostituzione di Melitta Jalkanen e un po’ in sordina, ne diventerà a breve uno dei protagonisti. Capogruppo dei Verdi per due legislature a livello comunale e persino copresidente cantonale. Domenica scorsa la sua ultima uscita politica, in qualità di membro di comitato della sezione ecologista luganese.

Una carriera politica breve, ma intensa e di successo. Non resta un po’ il rimpianto che si sarebbero potuti raggiungere ulteriori traguardi?

Rimpianti non ne ho, perché lascio la politica per qualcosa che corrisponde ancor di più alla mia passione, che è il mio mestiere. Non avrei mai lasciato il Ticino se non fosse stato per quello che io considero il miglior posto di lavoro per un botanico in Svizzera. Non penso di aver preso la decisione sbagliata. La politica mi mancherà, perché nel teatro politico ticinese mi sono molto divertito.

È apparso sempre a proprio agio in effetti, in grado di competere coi grossi calibri della politica, come l’ex sindaco Marco Borradori.

Sì, il fatto di mettere i potenti, quelli che a me sembravano a suo tempo i potenti irraggiungibili, di fronte alle loro contraddizioni per me è stata fonte di grande soddisfazione. Ho sempre puntato all’avversario più alto. Borradori era il mio preferito: era molto abile, ma era qualcuno con il quale si poteva dibattere e che generalmente non scadeva in attacchi personali.

Un percorso che ha coinciso con la parabola ascendente dei Verdi, non solo a livello comunale (dove siete passati da 3 a 5 rappresentanti), ma a tutti i livelli. Quali le battaglie di maggior successo?

Per un partito piccolo e di opposizione, vincere è un’eccezione. Si fanno cento battaglie e una la si spunta. Però abbiamo comunque un ruolo molto importante, che è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, il Municipio, e perché no gli altri partiti, su tematiche che riteniamo rilevanti per far sì che certi dossier vengano gestiti in maniera più celere. Il merito poi magari sarà solo indiretto, ma questo è secondario. Citerei dunque la gestione del verde pubblico, che è stato peraltro il motivo del mio ingresso in politica, che è parecchio migliorata. A suo tempo il Municipio non si faceva problemi a tagliare alberi senza farsi scrupoli se questi potessero ancora vivere o quantomeno se non fosse possibile sostituirli. Il fatto di aver generato una maggioranza in Cc sulla compensazione della superficie dei giardinetti di Besso persa nell’ambito dei lavori alla Stazione Ffs è stato un grande successo, impensabile pochi anni fa. Assieme al Ps poi ci siamo mossi sul tema dell’aeroporto, che senza la nostra azione oggi verrebbe gestito come in passato: un’azienda con un ente pubblico che tappa i buchi senza una visione per il futuro. Anche su questo aspetto il Municipio è diventato molto più attento. Poi c’è la questione degli edifici storici e del quartiere Montarina meglio tutelati, e quella dell’ex Macello...

... che, se possiamo, rappresenta un fallimento per tutta la politica cittadina, oltre che cantonale.

Vero. Però la denuncia presentata dai Verdi, unico strumento a quel momento a disposizione per bloccare le macerie e mettere in evidenza la questione dell’amianto, ha contribuito a scatenare la più grande crisi politica a Lugano degli ultimi decenni. Certo, sul tema dell’autogestione e dell’offerta culturale alternativa siamo ancora ben lontani dall’aver ottenuto qualcosa. La leggo comunque come una vittoria in termini di istituzioni che devono rendere conto alla cittadinanza di quel che fanno. Il decreto d’abbandono (che hanno impugnato, ndr) per noi è stato una farsa che ha messo platealmente a nudo la debolezza delle nostre istituzioni.

Lei pensa che il successo ecologista arrivi anche da lì, dal saper fare vera opposizione?

A livello comunale, può darsi. In generale però l’elemento determinante per il successo dei Verdi sono le crisi ambientali. Le conseguenze stanno iniziando a farsi sentire sempre più sulla pelle e sul portafogli dei cittadini, che quindi ci danno ragione.

Politica comunale: dal 2014 al 2022 volti diversi, persino un evento straordinario come il decesso del sindaco in carica. È cambiata in meglio o in peggio?

È rimasta sostanzialmente ferma, e quindi è peggiorata. Se il mondo va avanti e tu stai fermo, vai indietro. Lugano non ha saputo anticipare i trend, né mantenere l’immagine e la forza della Città e lo si vede da diversi indicatori. Avverto anche uno scollamento di rappresentanza delle forze politiche fra Cc e Municipio, dovuto anche al successo di movimenti politici minori (come Più Donne e Movimento Ticino&Lavoro, ndr).

Come si spiega?

Con la qualità delle persone in lista, elemento fondamentale soprattutto a livello comunale. Ed è il grande problema della sinistra luganese. Deve far riflettere che il Ps si aggrappi a una figura come Cristina Zanini Barzaghi, che non è rappresentativa della sinistra. E questo determina una decrescita del partito. Il Ps purtroppo negli ultimi tempi ha candidato figure deboli per il Municipio, rispetto ad altri partiti come Lega e Plr. Se si candidano persone deboli o, peggio, ricandidano municipali che hanno dato prova di non essere stati all’altezza del compito, è chiaro che si perde.

In cosa non è stata all’altezza Zanini Barzaghi?

Nella credibilità del discorso pubblico, portando avanti diverse contraddizioni. Nella mancanza di coraggio e nell’incapacità di opporsi con decisione all’andazzo maggioritario imposto dalla destra. Spesso ho sentito la scusa del ‘sono in minoranza e quindi non posso’. Ma non tiene: se si hanno la credibilità, gli argomenti e il coraggio, si riesce a far passare quantomeno indirettamente parte della propria agenda politica. Il dossier del Polo sportivo e degli eventi ha illustrato in modo chiaro la debolezza strategica del Ps, che ha aderito a questo progetto contro i propri principi. Alla municipale manca la capacità gestionale e di conseguenza il peso politico. È certamente difficile, in minoranza, ma la politica è impietosa.

Chi potrebbero essere le persone giuste a sinistra per il Municipio?

Non le vedo. Nei Verdi ci sono diverse persone in gamba, ma non saranno ancora mature al prossimo appuntamento elettorale per un Municipio. Nel Ps invece le figure più valide come Raoul Ghisletta e Aurelio Sargenti sono quelle anagraficamente più anziane e questo è un problema. Non vedo d’altra parte né Tessa Prati, né Carlo Zoppi, né Mattea David adatti per l’esecutivo, quantomeno oggi. Credo che l’erede di Zanini Barzaghi sarà Prati, ma sarà un ‘cavallo’ sbagliato, di nuovo. A meno che non salti fuori qualche figura di spessore nel frattempo.

Cosa manca a questi giovani?

Credo che, anche a causa dei social media, ci sia il solito grande equivoco fra l’essere e l’apparire. Sono troppo preoccupati di quest’ultimo. Bisogna imparare a lavorare su dossier complessi, farsi una propria idea, verificarla e poi portarla avanti. Quali sono le battaglie dei giovani consiglieri comunali? Ma questo è un discorso che non riguarda solo i giovani del Ps chiaramente. La Lega chi ha dopo Foletti e Quadri? E il Ppd ha perso una grossa occasione, perché a differenza di altri partiti dei giovani bravi li aveva, ma ha messo loro davanti Lombardi tarpandogli le ali. Non è stata una buona mossa a lungo andare. Anche il Plr ha nomi interessanti, ma la vera sfida per loro è dimostrare coraggio. Con Guido Tognola hanno fatto un tentativo. Lui avrebbe potuto fare la differenza, non solo per il partito ma per la Città. Ma poi ha prevalso la corrente reazionaria della loro cultura politica.

Come mai si fatica poi a trovare giovani bravi da mettere in lista?

Credo sia una questione di attrattiva. C’è un problema di remunerazione, soprattutto per quei profili – e sono i migliori – professionalmente ben formati e ambiziosi. Secondo me i gettoni andrebbero aumentati, magari legandoli a un meccanismo meritocratico. Ad esempio sulla quantità e sulla qualità dei rapporti redatti. Attualmente il beneficio è troppo basso rispetto all’impegno richiesto.

Molta critica nei confronti del Ps, ma ideologicamente resta il partito più vicino ai Verdi. Alle Cantonali 2023 e alle Comunali 2024 crede si alleeranno?

È possibile. Ma la vera domanda è: è necessario che la sinistra mantenga un seggio in Municipio rispettivamente in Consiglio di Stato? O forse si è più incisivi ed efficienti come opposizione? Bisogna chiederselo, soprattutto se non si hanno le figure giuste. Ma è un problema più luganese che cantonale questo. In generale, affinché si arrivi a un accordo credo che si debba andare maggiormente all’attacco. Ci vuole coraggio nel presentare volti nuovi e poi va fatto un vero discorso di area.

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