Luganese
Lugano e la volontà di garantire il lavoro a distanza
Telelavoro e home working protagonisti di un’interrogazione al Municipio di Lugano, primo firmatario Luca Cattaneo
La banda larga
(Ti-Press)
25 aprile 2022
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"Telelavoro e home working sono concetti che fanno ormai parte del nostro vocabolario e che sono diventati una realtà quotidiana che si estenderà verosimilmente anche oltre la pandemia generata dal coronavirus". Parole scritte quale primo firmatario di un’interrogazione al Municipio di Lugano dal liberale radicale Luca Cattaneo. "In questo senso – si legge ancora – è importante che Lugano, il Comune più popoloso del Cantone (e con il maggior numero di posti di lavoro nel settore terziario), sia dotato dell’infrastruttura necessaria per garantire a tutti i cittadini di poter svolgere dalla propria abitazione la propria attività professionale senza intoppi e/o limitazioni dal punto di vista tecnico-comunicativo. Lo sviluppo dell’infrastruttura della (tele)comunicazione potrà peraltro contribuire all’inversione di tendenza con riguardo alla decrescita demografica che già è stata registrata nel nostro Cantone e che è prevista anche per il prossimo futuro".

Per Cattaneo, che fa riferimento a recenti atti parlamentari, "nell’ambito della telefonia mobile c’è sicuramente ancora un ampio margine di miglioramento. Meno chiari e noti sono invece gli obiettivi che la Città – che si propone quale hub tecnologico – si è posta con riguardo allo sviluppo della rete a banda ultra-larga, rispettivamente della fibra ottica". Del resto il Covid ha accelerato il tutto: "Il 2020 e il 2021 sono tuttavia stati gli anni che ci hanno imposto un cambio di paradigma, mettendoci alla prova in diversi ambiti. Tra questi vi è anche quello sul luogo di lavoro, che per molti dalla primavera del 2020 coincide (anche) con la propria abitazione. Se fino al mese di marzo di due anni fa i lavoratori del terziario lavoravano sostanzialmente quasi tutti nei quartieri urbani del Comune, oggi essi sono sparsi su tutto il comprensorio comunale, da Carona fino in cima alla Valcolla".

Da qui la necessità di sapere se il Municipio condivide "il principio secondo cui il rilancio economico del Cantone (e quindi anche del Comune) possa passare anche attraverso la creazione e lo sviluppo dell’infrastruttura di una rete a banda ultra-larga". Di più, sono le domande poste dall’interrogazione, il Municipio crede che l’incremento della rete a banda ultra-larga possa essere un incentivo per evitare la decrescita demografica e per l’insediamento di nuove realtà aziendali sul territorio comunale, anche negli insediamenti più periferici? Quali sono le velocità (Mbps) in download e upload (ossia la velocità di trasmissione dati) garantite oggi nei singoli quartieri del Comune? Cosa sta facendo il Comune (direttamente, attraverso enti partecipati e/o attraverso le collaborazioni con società di telecomunicazione che operano sul territorio) per coprire tutto il territorio in maniera capillare e omogenea con una rete a banda ultra-larga?