ULTIME NOTIZIE Cantone
Mendrisiotto
4 ore

Lavori forestali, nelle selve degli appalti

Per decidere su un concorso nel Basso Distretto ci sono voluti due bandi e tre sentenze. E (forse) non è ancora finita
Ticino
4 ore

Cantonali ‘23, Marchesi: ’Mi candido per entrare in governo’

Il presidente Udc, in un‘intervista a ‘laRegione’, ufficializza la discesa in campo: ’In Consiglio di Stato meno famiglia Mulino Bianco e più dinamismo’
Luganese
10 ore

Lugano, Lalia non slega il legislativo

I prelievi dovuti per legge ottengono la maggioranza assoluta, malgrado il teatrino in salsa leghista, con Bignasca contro il suo sindaco
Locarnese
10 ore

Il Museo di Storia naturale è ancorato alla pianificazione

Approvata dal legislativo di Locarno la variante per l’insediamento della struttura nel complesso conventuale di Santa Caterina
Ticino
12 ore

Detenuti e misure terapeutiche, il parlamento accelera

Presto una mozione delle commissioni ‘Giustizia’ e ‘Carceri’. Durisch: ora il trattamento in carcere non funziona, urge un reparto di psichiatria forense
Bellinzonese
12 ore

In arrivo sei aule prefabbricate per i bambini della Gerretta

Bellinzona: accolta la clausola d’urgenza e bocciato l’emendamento che chiedeva di riattivare le vecchie scuole di Molinazzo e Daro
Bellinzonese
13 ore

Daro, ecco i soldi: parte la ricostruzione di via ai Ronchi

Il Cc ha votato l’anticipo di 2,45 milioni. La Città pretende il risarcimento dal proprietario del cantiere edile all’origine del crollo
Luganese
13 ore

AlpTransit verso sud, Lugano picchia i pugni contro Berna

Votata all’unanimità la risoluzione extra-Loc che critica il progetto di Berna di tagliare la Neat e chiede di proseguire il tracciato fino al confine
Bellinzonese
14 ore

Giubiasco, 14 anni dopo luce verde alla centrale a biogas

Il Cc di Bellinzona ha avallato l’operazione lanciata dall’Amb con la Sopracenerina per un impianto che costerà quasi 27 milioni
Mendrisiotto
14 ore

Clinica psichiatrica, alla sbarra un 18enne accusato di stupro

La vicenda si sarebbe consumata a Mendrisio tra due pazienti, entrambi sotto l’influsso dei medicamenti. Il processo è previsto per ottobre
Bellinzonese
14 ore

Ex sindaco condannato per impiego di stranieri senza permesso

Pena pecuniaria sospesa per un 68enne, già alla guida di un Municipio leventinese, reo di aver ingaggiato un cittadino serbo non autorizzato a lavorare
Bellinzonese
15 ore

Una giornata di festa a Personico il 1° ottobre

La organizzano il Patriziato e la Pro con pranzo e bancarelle
Bellinzonese
15 ore

Le donne nella polizia, esercito, protezione civile e pompieri

Soroptimist organizza una tavola rotonda martedì 4 ottobre dalle 18.30 alle 20 nell’auditorium della Scuola cantonale di commercio a Bellinzona
Ticino
15 ore

‘C’è un problema di mobbing all’Ufficio del sostegno sociale?’

Lo chiede in un’interpellanza il deputato leghista Massimiliano Robbiani. ‘La capoufficio è all’altezza del compito di conduzione attribuitole?’
07.04.2022 - 19:30

‘I due imputati da venditori di mattoni a venditori di fumo’

Alle Criminali chieste pene fino a 6 anni e mezzo per i vertici della società M&A. Hanno creato una voragine in ambito immobiliare di 24 milioni

i-due-imputati-da-venditori-di-mattoni-a-venditori-di-fumo

«Ci credo che eravate convinti delle vostre azioni, ma vi siete fidati troppo delle vostre qualità, trasformandovi da venditori di mattoni in venditori di fumo». Così si è espressa la procuratrice pubblica Chiara Borelli durante la seconda giornata del processo alle Assise criminali di Lugano che vede imputati il dirigente e un dipendente della M&A. I due, sostanzialmente rei confessi, sono accusati di aver rastrellato complessivamente oltre 36 milioni di euro, impiegandone indebitamente quasi 24 milioni. Pesanti le pene chieste nei loro confronti: per il titolare della società, un 68enne italiano, sono stati chiesti 6 anni e 6 mesi (con espulsione dalla Svizzera per 7 anni). Cinque anni e 5 mesi invece la richiesta per il suo dipendente, un 58enne del Luganese. Una ventina le vittime del raggiro, «per la maggior parte piccoli risparmiatori, come casalinghe o camionisti». Spetterà alla Corte presieduta dalla giudice Francesca Verda Chiocchetti stabilire la responsabilità dei due imputati.

‘Avevano tutti i segnali per potersi accorgere e fermare’

«Non hanno voluto ammettere, spinti probabilmente dal loro orgoglio, che imprenditorialmente sono stati un po’ incapaci. Si sono fidati delle persone sbagliate e sono andati avanti con le loro attività invece di ammettere che il business non funzionava». Non ha usato mezze parole la procuratrice pubblica Chiara Borelli nel ricostruire la vicenda che ha visto la M&A generare un buco milionario nell’ambito immobiliare. «I clienti trovavano delle offerte interessanti. Veniva loro prospettata la possibilità di fare affari nel settore immobiliare, conosciuto per essere solido. Il ‘mattone’ viene infatti ritenuto un investimento sicuro». Una solidità sulla quale, secondo la pp, avrebbero fatto leva i due uomini d’affari per convincere i loro clienti ad affidare alla società il capitale da investire, che poi però veniva usato per coprire fatture e pagamenti accumulati precedentemente. «Andando in giro con le loro mappette dicendo ‘l’aspetto positivo è che c’è sempre il mattone sottostante, non come altri investimenti che possono erodere il capitale’. Promesse poi non mantenute». La procuratrice ha anche illustrato il modo di agire dei due imputati: «Al titolare, anche per il suo atteggiamento altezzoso, non piaceva avere a che fare con i piccoli sottoscrittori. Era il dipendente 58enne il vero motore della ditta, che trovava i capitali grazie anche alla rete di conoscenze sul territorio. Frutto di pranzi di lavoro e contatti all’interno del mondo bancario». Durante la requisitoria è stata rimarcata la colpa dei due imputati, ritenuta molto grave. «Già nel 2014 avevano tutti i segnali per pensare di fermare l’attività, un progetto divenuto negli anni sempre più fumoso. Per fortuna che sono stati arrestati, altrimenti il danno economico generato dalle loro attività sarebbe potuto essere ancora maggiore».

‘Tutti sapevano che erano investimenti ad alto rischio’

Di tutt’altro avviso la versione della difesa. «Investimenti sicuri non ce ne sono. Un investimento non può dirsi assolutamente sicuro, nemmeno nel mattone», ha affermato l’avvocato Elio Brunetti, rappresentante legale dell’imprenditore 68enne. «L’errore è pensare che gli azionisti abbiano acquistato nel mattone. Non lo hanno fatto. Quindi la decantata sicurezza non c’è. Non è la classica operazione sicura di chi acquista un immobile con i suoi soldi. Venivano dati a una società neppure quotata in borsa». Un elemento che la difesa ha voluto evidenziare. «Quelli di chi sottoscriveva le obbligazioni erano investimenti ad altissimo rischio. Una procedura non convenzionale. Era semplicemente mettere dei soldi a disposizione di una società. Gli investitori avrebbero dovuto fare una verifica, anche perché non si trattava di gente estranea al settore», ha spiegato Brunetti alla Corte. Un segnale che avrebbe dovuto allertare, «e far drizzare non un’antenna, ma dieci», sarebbero dovuti essere per la difesa gli alti tassi d’interesse proposti. «Percentuali del 5% o dell’8% sono ampiamente fuori mercato. Ben lontane da quelle proposte dalle banche. Era chiaro quindi che si trattasse di un investimento ad altissimo rischio». Massiccia quindi la richiesta di riduzione di pena per l’imprenditore 68enne. La difesa ha chiesto un massimo di 4 anni. «Ha sostanzialmente collaborato con gli inquirenti. È stato coerente e il suo racconto è logico. Inoltre non c’è nessun rischio di recidiva». È stato anche chiesto il proscioglimento dal reato di truffa, sulla base del principio, ‘in dubio pro reo’. La difesa del secondo imputato, il 58enne dipendente della ditta, prenderà invece la parola domani.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved