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31.03.2022 - 17:00
Aggiornamento: 17:15

Molestie all’Unitas: ‘Sussidi solo con audit indipendente’

Un’interpellanza interpartitica chiede al Consiglio di Stato di intervenire nella vicenda delle molestie emerse nell’associazione

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Ti-Press
E il governo che dice?

Condizionare l’elargizione dei sussidi a una verifica o a un mandato indipendente. È questa la richiesta più forte formulata da un’interpellanza interpartitica – primo firmatario: Marco Noi (Verdi) – sullo spinoso tema delle molestie emerse all’Unitas. "Segnali del genere non possono essere ignorati e impongono al Cantone quale ente sussidiante di fare il necessario per ripristinare fiducia e serenità nell’operato di Unitas e delle fondazioni che la sostengono", si legge nell’atto.

‘Mandante, mandato e mandatario devono essere equidistanti’

A seguito di una prima interrogazione del febbraio scorso della granconsigliera ecologista Claudia Crivelli Barella e dei successivi servizi giornalistici, il comitato dell’Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana ha deciso di dare un incarico all’avvocata Raffaella Martinelli Peter di effettuare un audit su quanto successo. Inoltre, una trentina di volontari, membri e utenti di Unitas ha richiesto le dimissioni del comitato e dei consigli della Fondazione Tarcisio Bisi e Anita Gaggini e della Fondazione Emma ed Ernesto Rulfo. "Risulta difficilmente sostenibile o addirittura improponibile a mente degli e delle interpellanti che un audit sui fatti venga commissionato proprio da quei vertici associativi potenzialmente anch’essi oggetto dell’audit stesso. Mandante, mandato e mandatario dell’audit devono in queste delicatissime situazioni (è bene ricordare che la lettera firmata da 30 persone evidenzia non solo comportamenti da parte degli organi dirigenti ‘... agendo così per omissione’) essere assolutamente neutrali ed equidistanti dalle parti coinvolte, soprattutto a tutela della parte più vulnerabile costituita dall’utenza in evidente stato di bisogno e dalle e dagli impiegate/i il cui contratto di lavoro dipende dalla dirigenza".

Dimissioni: che dice il governo?

Per questi motivi, l’atto parlamentare chiede al Consiglio di Stato (Cds) di intervenire. Quattro le domande rivolte all’esecutivo cantonale: quali controlli ha esercitato ed esercita il Cds per tutelare gli utenti e i dipendenti delle associazioni finanziate dal Cantone? È giudizioso, secondo il Cds, che l’audit su Unitas sia commissionato e pagato da Unitas stessa? Non è intenzione del Cantone condizionare l’elargizione dei sussidi a una propria verifica o commissionata a un mandatario indipendente? Come si pone il Cds, a fronte della richiesta da parte di volontari, soci e utenti, delle dimissioni del comitato di Unitas e dei consigli di fondazione?

Unitas non gode più della fiducia di diverse persone?

Domande dovute, secondo gli interpellanti, proprio perché "dalla citata lettera con la richiesta di dimissioni sembrerebbe che l’organo dell’ente sussidiato responsabile del buon svolgimento di attività e servizi a beneficio di persone in stato di bisogno a causa della loro cecità o ipovisione non goda più della fiducia di diverse persone".

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