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Michel Gagnon
23.03.2022 - 10:55
Aggiornamento: 17:40

Lugano, Michel Gagnon confermato alla guida del Lac

Il contratto del Direttore generale è stato prolungato fino alla fine di agosto 2024, con l’opzione di un’ulteriore stagione

Il Consiglio direttivo del Lac ha deciso di rinnovare il contratto del direttore generale Michel Gagnon per ulteriori due anni (fine agosto 2024), con l’opzione di un’ulteriore stagione (fine agosto 2025). La decisione è stata presa durante la seduta dello scorso 18 marzo e le parti coinvolte si sono dichiarate molto soddisfatte.

Arrivato da Montreal nel 2014 – un anno e mezzo prima dell’apertura del centro culturale – a Michel Gagnon era stato chiesto di far partire il Lac, delineandone lo sviluppo. In questo lasso di tempo il direttore ha saputo affermare la sua leadership nella definizione del polo culturale, facendo decollare la macchina organizzativa e formando una squadra di validi professionisti, necessari per la crescita e l’affermazione del centro stesso. Un percorso nel quale, in parallelo, è riuscito a portare avanti la sua visione, che si è ulteriormente concretizzata con il rinnovo del mandato di prestazione da parte della città di Lugano nel quadriennio 2020-24, ridefinendo il progetto con l’integrazione di LuganoInScena; integrazione fortemente voluta allo scopo di garantire una gestione più efficiente e valorizzare l’importante investimento della città, che grazie al sodalizio con Carmelo Rifici si è rafforzata e proseguirà negli anni a venire. Il presidente dell’Ente autonomo Roberto Badaracco dichiara di essere "lieto che Michel Gagnon abbia accettato di proseguire questo percorso. Michel ha sempre avuto una visione complessiva del polo culturale che gli ha permesso sin dall’inizio di ottenere la fiducia della città e in seguito anche del Consiglio direttivo. Abile ‘costruttore di ponti’, ossia delle molteplici relazioni fondanti per il progetto, Michel ha dimostrato di sapere esprimere un’ampia visione capace di posizionare il Lac sulla mappa culturale nazionale e internazionale. Tutto questo senza dimenticare il territorio".

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