Lugano
25.02.2022 - 18:00
Aggiornamento: 18:55

Il caso Divoora va in conciliazione

La società dei driver pagati al minuto verrà convocata da Christian Vitta

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Ti-Press

Il caso della Divoora, la ditta che paga i suoi fattorini (‘driver’) solo i minuti di lavoro effettivamente svolti in missione, portando cibo alla clientela (senza il tempo passato in attesa della chiamata) approda a Bellinzona nelle mani di Christian Vitta. Non come consigliere di Stato, ma in qualità di presidente dell’Ufficio cantonale di conciliazione. A lui, cioè all’Ufficio conciliazione, una delegazione sindacale guidata da Diana Camenzind dell’Ocst e Giangiorgio Gargantini di Unia ha consegnato le le 2’300 firme della petizione, che i vertici di Divoora si sono rifiutati di ricevere. "D’altra parte l’Ufficio di conciliazione è preposto a trovare delle sintesi in caso di conflitto sul lavoro" ci dice lo stesso Gargantini. "È un tentativo, quello che facciamo, stiamo agendo anche in altre sedi ma i tempi della giustizia sono molto lunghi, mentre alla Divoora ci sono dei driver in condizioni di lavoro inaccettabili". Come ha reagito Vitta? "L’Ufficio di convocazione convocherà le parti". Certo che passare dalla ‘paga al minuto’ a una soluzione dignitosa sembra un passo enorme. "È vero, d’altra parte non sarebbe difficile trovare una soluzione: ogni minuto a disposizione del datore di lavoro va pagato, semplicemente. Confidiamo in una presa di coscienza della legge da parte della ditta, riguardo a ciò che è previsto dalla Legge sul lavoro e del codice delle obbligazioni".

Il contratto, sostanzialmente imposto ai driver lo scorso autunno, prevede la retribuzione di 35 centesimi a minuto effettivamente lavorato, il che stando alle testimonianze ha posto i lavoratori in una condizione di miseria. Vani finora i tentativi di trattare con la società di Breganzona per le parti sindacali; anzi, è arrivata pure una raffica di licenziamenti.

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