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21.02.2022 - 19:17

Gandria, ‘noi residenti dove andremo a parcheggiare?’

Respinta l’opposizione al progetto che vuole trasformare l’ex hotel Moosmann in 24 appartamenti, senza creare nuovi posteggi

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Ti-Press
La fame di posteggi è destinata ad aumentare

Quello dei parcheggi disponibili nei centri abitativi, soprattutto nelle piccole periferie, è un tema che fa sempre discutere. Ne sanno qualcosa gli abitanti di Gandria, preoccupati dalla situazione che si potrebbe venire a creare in futuro, quando è prevista la trasformazione dell‘ex hotel Moosmann, chiuso ormai da diversi anni, in 24 unità abitative. A lasciare perplessi un gruppo di cittadini della frazione luganese e un’associazione della zona, che hanno presentato un ricorso al Consiglio di Stato, è l‘assenza di parcheggi all’interno del progetto edilizio. «Un paesino così debole non può reggere all’arrivo di altre 20 o 30 macchine che usufruiranno dei parcheggi attualmente disponibili. Cosa dovrà fare un gandriese se tornando a casa la sera non trova nemmeno un posto per la macchina? Torna a Lugano e se la fa a piedi?», si chiede Roberto Genazzini, tra i promotori del ricorso. Argomenti e preoccupazioni, quelli dei cittadini contrari, che non hanno però convinto le autorità cantonali. È infatti notizia recente che il ricorso, presentato all’inizio dell’ottobre 2020, è stato respinto. «Con questa decisione si evidenzia come le problematiche delle piccole realtà locali non vengono ascoltate».

‘Rinnovamenti solo interni’

A respingere le opposizioni al progetto era stato nel settembre del 2020 già il Municipio di Lugano. L’operazione, secondo il gruppo di cittadini contrari, non sarebbe altro che una chiara speculazione edilizia, con la popolazione di Gandria che aumenterebbe di circa il 15%, creando problemi di traffico e ai servizi. «La Città sa bene che Gandria ha un problema di parcheggi. È un tema che ricorre da anni. Ci è sembrato strano che si sia concessa una licenza edilizia senza vincolarla alla realizzazione di un numero sufficiente di parcheggi per i nuovi inquilini», prosegue Genazzini. Il motivo, ha spiegato il Consiglio di Stato, è che per scopi residenziali non è stabilito un fabbisogno minimo di parcheggi privati. A questo si aggiunge il fatto che nella zona interessata è espressamente vietata la formazione di nuovi parcheggi. «Si sarebbe potuto concedere una deroga», ribatte Genazzini. «Negli scorsi mesi si è aperta la possibilità di creare nuovi posti auto a Gandria, quindi delle possibilità ci sono». I lavori allo stabile situato nel nucleo riguarderanno i tre edifici che compongono l’ex hotel Moosmann. Si prevedere di operare una ristrutturazione interna, mantenendo quindi immutate le caratteristiche estetiche riguardanti le facciate, con la destinazione degli spazi che diventeranno 24 appartamenti a uso primario.

‘Colpa anche dell’aggregazione’

Una mancanza di sensibilità, quella denunciata dagli oppositori, che secondo Genazzini è figlia dell’aggregazione con Lugano. «Il Comune di Gandria, quando ancora esisteva, non avrebbe mai concesso questa licenza edilizia. Ci sarebbe stata una maggiore sensibilità ai problemi vissuti in prima persona dai cittadini. Un’attenzione a temi periferici che la Città, per una questione anche solo di dimensioni e numeri, non può avere». Non è ancora dato sapere se qualcuno avrà intenzione di ricorrere al Tribunale amministrativo per portare avanti le sue ragioni. «Quello che chiediamo in fondo non è altro che avere la possibilità di parcheggiare nei pressi della propria abitazione. Il rischio è che rincasando la sera ci si trovi di fronte a un ‘tutto esaurito’. Una situazione che per un turista è gestibile, magari spostandosi verso altre destinazioni, mentre risulta pesante per un residente che vive quotidianamente questo disagio».

I parcheggi, un tema sensibile

La possibilità di parcheggiare a Gandria è un tema che ha fatto già discutere in passato. Nel 2020 un’interpellanza rivolta dal leghista Norman Luraschi all’esecutivo cittadino chiedeva lumi sulla gestione della barriera che regola l’accesso al nucleo e al posteggio del quartiere. Un "abuso di potere", secondo il testo presentato all’esecutivo, al quale la Città aveva risposto qualche mese dopo. Nella spiegazione del Municipio si illustrava un concetto di gestione dinamica dei flussi di autovetture. Una soluzione per regolare la suddivisione dei posti auto tra quelli riservati ai residenti dotati di "badge" e ai visitatori che arrivano da fuori (una dozzina). Posti auto che, visti i recenti sviluppi, sono destinati a diventare ancora più ambiti in futuro.

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