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25.01.2022 - 10:00

A Pura diatriba sulle campane a suon di... petizioni

Dopo una raccolta di firme per far ridurre i rintocchi il Municipio ha disposto alcune concessioni, che ‘non soddisfano’. E ora c’è una contropetizione

di Guido Grilli
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Ti-Press
Il pomo della discordia

Troppi rintocchi di campana, di giorno, di notte, alle ore piene, alle mezze ore, all’alba. A Pura – ma a ben guardare nel Cantone la polemica non è nuova, specie nel Mendrisiotto, l’ultimo caso è scoppiato a novembre a Stabio – la popolazione è divisa sulle campane, perché principalmente tolgono il sonno a chi abita sotto o nei paraggi del campanile (di proprietà, curiosità, del Comune) della chiesa parrocchiale di San Martino.

‘Parroco e Consiglio parrocchiale più disponibili del Municipio’

Così una petizione lanciata nei mesi scorsi che ha raccolto 44 adesioni ha portato il tema nella stanza dei bottoni. L’esito? Lo scorso 10 gennaio il Municipio ha deliberato adottando la propria “decisione municipale relativa all’uso non liturgico delle campane”. Gli autori della petizione chiedevano: 1) che le ore diurne vengano battute una sola volta; 2) che si rinunci ai rintocchi delle mezz’ore; 3) che si mantenga il silenzio dalle 20 alle 8; 4) che si rinunci allo scampanio quotidiano delle 6.30. Ebbene, l’Esecutivo (che vede in maggioranza ‘PuraMente Civica’, anche se da nostre informazioni la diatriba non segue logiche partitiche, tanto che all’interno della stessa lista le posizioni divergono) ha disposto quanto segue: 1) Per il battito delle ore diurne viene mantenuto il doppio rintocco; 2) Tra le 21 e le 7 il rintocco delle ore viene mantenuto, rinunciando però al doppio rintocco; 3) Lo scampanio dell’Ave Maria alle 6.30 può essere posticipato a discrezione del Consiglio parrocchiale di Pura; 4) La presente decisione viene attuata a titolo di prova a partire dal 15 maggio 2022; 5) Contro la presente decisione è data facoltà di ricorso al Consiglio di Stato entro un termine di 30 giorni. Soddisfatti? «Per niente», assicura Lucio Nesta, primo firmatario della petizione e promotore della raccolta di firme. Sono perplesso di questa decisione poco lungimirante, perché, paradossalmente, il Consiglio parrocchiale e il parroco don Lukasz Janus in un incontro a inizio novembre fra le parti si erano persino detti decisamente più disponibili ad ascoltarci e aperti ad assecondare le nostre richieste rispetto al Municipio, tanto che avevano proposto a titolo di prova di rinunciare allo scampanio notturno, da inizio maggio a fine ottobre, che è l’aspetto più importante della nostra petizione».

‘Alcune famiglie hanno cambiato Comune per il disturbo delle campane’

Ricorrerete al Consiglio di Stato? «No, a livello nazionale la questione da quanto ho capito è molto disciplinata e anche un ricorso non avrebbe possibilità di spuntarla. Quel che stiamo pensando è a una nuova raccolta di firme, coinvolgendo di più coloro che abitano a ridosso del campanile (sono 500, su una popolazione complessiva di 1’337 abitanti, coloro che abitano nel nucleo, ndr). Inoltre, ho intenzione di scrivere al Municipio e in copia al Consiglio comunale per inoltrare le osservazioni alla luce della decisione», fa sapere il promotore della petizione, che assicura: «Il problema principale sono le campane di notte. Io da quattro anni, da quando abito a Pura, metto i tappi. So di famiglie che hanno cambiato Comune per il disturbo delle campane».

Ma il pomo della discordia, in definitiva, risiede tra la volontà di mantenere le tradizioni e la richiesta, invece, di una maggiore quiete, specie di notte. Ma – sorpresa – da pochi giorni a Pura si sta levando la voce anche di chi appunto, in nome della tradizione, chiede al Municipio di abolire la risoluzione del 10 gennaio e di tornare esattamente alla passata usanza, con tutti i rintocchi di campana finora in atto, senza insomma nessuna concessione a chi avanza lamentele. Prima firmataria è Maura Luvini, che evidenzia: «Mi sembra che una buona parte della popolazione sia pro campane. Mi dispiaceva lasciare cadere la questione. Con questa petizione vorrei arrivare ad almeno duecento firme e penso di farcela, per l’inizio-metà febbraio. Qualcuno è venuto persino a suonarmi il campanello di casa per firmare. La petizione che consegneremo intende chiedere al Municipio di lasciare tutto com’è. Ci proviamo, senza rancore. Io, è vero, non abito proprio sotto il campanile, ma di case lì ce ne sono poche. C’è la scuola. In questo paese non c’è già più niente. Ci hanno tolto l’ufficio postale, la banca, il macellaio. Ora ci vogliono togliere anche il suono delle campane. Poi, Pura è un paese ancora molto religioso, le messa è molto ben frequentata, ci sono ancora molti bambini e ragazzi che servono messa». E per ora il campanile, con la sua chiesa, sta sempre al centro del villaggio. Sul numero e l’intensità dei rintocchi di campana chissà chi la spunterà.

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Campane moleste a Stabio, tra decibel e tradizione

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