17.12.2021 - 18:53

Lugano, la posizione di Galeazzi al vaglio degli Enti locali

La sezione interviene d’ufficio per verificare che l’operato dell’esponente Udc, subentrato a Borradori, sia conforme alla dignità di un municipale

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Tiziano Galeazzi

Non è bastato l’aver informato i colleghi di Municipio di Lugano. La posizione di Tiziano Galeazzi è finita sul tavolo della Sezione enti locali. L’esponente Udc non si trova in una situazione ideale, alla luce del rinvio a giudizio, nei suoi confronti, per l’ipotesi di reato di riciclaggio aggravato disposto ieri dalla Procura di Bergamo, nell’ambito dell’inchiesta “Pecunia Olet” per reati tributari e fallimentari risalenti al 2011. La Sezione enti locali, come riferisce la Rsi, ha avviato una verifica per capire se ci sono gli estremi per una sua sospensione, ma si tratta di un atto dovuto, o meglio di un automatismo. In altre parole, gli Enti locali si sono mossi d’ufficio, nell’ambito dei compiti di vigilanza che esercitano nei confronti delle istituzioni locali.

“Verificheremo se vi sia stato un delitto contrario alla carica pubblica. Di per sé l’apertura di un’inchiesta è sufficiente per poter promuovere una verifica di questo tipo. Ci siamo mossi tempestivamente proprio per garantire alle istituzioni e a lui medesimo, ma a chiunque come cittadino, la garanzia che alla fine l’operato di Galeazzi sia conforme alla dignità di un municipale”, ha spiegato il caposezione, Marzio Della Santa ai microfoni della Rsi. L’esponente democentrista è accusato, in Italia, di riciclaggio di denaro proveniente da reati di carattere tributario e fallimentare. Il sistema normalmente fa riferimento al quadro normativo elvetico e la verifica concerne gli estremi della denuncia.

Stavolta, dev’essere appurato cosa sia stato fatto in Svizzera: “Cosa significa danno alla carica pubblica, all’immagine delle istituzioni... Può essere anche il sentimento comune nei confronti di quello che è stato fatto. Va detto che normalmente queste procedure e l’eventuale sospensione avvengono nel caso in cui l’agire di Galeazzi fosse avvenuto dopo la sua elezione. Qui siamo prima dell’elezione. Il che può lasciare anche intendere che il cittadino – siccome Galeazzi non ha mai tenuto nascosta la procedura – fosse perfettamente in chiaro di quanto stesse avvenendo e quindi, in questo senso, votandolo, automaticamente aveva accettato la situazione”, sottolinea Marzio Della Santa.

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