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Il luogo dell’aggressione
13.12.2021 - 17:36
Aggiornamento : 19:58

Lugano, donna aggredita all’autosilo Balestra

Ex compagno prende a botte la vittima, poi viene fermato dalla polizia che però lo rilascia e lei ora sta vivendo nel terrore.

Una donna è stata aggredita e picchiata ieri sera all’interno dell’autosilo Balestra di Lugano, in pieno centro a Lugano. A percuoterla è stato il suo ex compagno che l’ha seguita fino al parcheggio dell’auto. Dopo un litigio verbale, l’aggressore è passato alle vie di fatto, prendendo di forza la donna e scaraventandola contro una delle tante automobili parcheggiate. Successivamente, l’uomo ha preso a calci la vittima con gli stivali rinforzati in punta. Ad anticipare la notizia è stato il CdT. A interrompere la violenza sono stati due automobilisti che, capitati lì per caso, sono intervenuti in difesa dalla malcapitata. Un intervento che ha evitato il peggio. L’autore del gesto ha poi deciso di darsi alla fuga, allontanandosi dal luogo, ma la polizia lo ha rintracciato quasi subito in un esercizio pubblico nei pressi dell’autosilo. Le forze dell’ordine hanno poi rilasciato l’uomo, nonostante la vittima si trovi tuttora in stato di shock. Nemmeno al pronto soccorso dell’ospedale civico di Lugano, dove si è recata ieri sera dopo i fatti rimanendoci fino alla mattina di oggi, ha trovato quel necessario sostegno psicologico.

La polizia ha nel frattempo confermato la vicenda affermando che sono in corso delle verifiche per accertare l’esatta dinamica dei fatti. L’uomo, nonostante una denuncia per vie di fatto e lesioni semplici, è stato in effetti rilasciato. La vittima ha dal canto suo riportato lesioni alla cassa toracica e si trova in un evidente stato di shock. Un problema, quello delle molestie e delle violenze sulle donne, che non sembra trovare una soluzione nonostante le tante manifestazioni e i diversi appelli portati avanti da autorità politiche e società civile. Si è infatti da poco conclusa una campagna su questo tema promossa da oltre 150 associazioni. I promotori, rifacendosi a uno studio del 2019 dell’istituto gfs.bern, definivano la violenza sessualizzata come un fenomeno con “dimensioni epidemiche”. Almeno una donna su due in Svizzera ha infatti subito questo tipo di violenza, che va dal contatto indesiderato, alla molestia verbale fino alla violenza fisica e allo stupro.

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