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6
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3. tempo
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0
fine
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0
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2
3. tempo
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Visp
2
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4
3. tempo
(1-2 : 1-0 : 0-2)
Turgovia
0
Sierre
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3. tempo
(0-1 : 0-0 : 0-2)
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25.11.2021 - 05:250
Aggiornamento : 15:02

Lugano, neon e buio in salita Chiattone: ‘Un obbrobrio’

Da un mesetto mancano gli storici lampioni nella centralissima scalinata. Lo scontento dei commercianti: ‘Proprio sotto Natale’

Un Black Friday al neon, o al buio a seconda di dove ci si trova. Serpeggia il malcontento fra i commercianti della salita Chiattone di Lugano. Il motivo? La provvisoria illuminazione pubblica che campeggia più o meno a metà della centralissima scalinata: alcune luci al neon installate su un palo di legno, con tralicci ben in vista. Luci provvisorie come detto, in quanto gli storici ed eleganti lampioni sono stati ritirati oltre un mese fa per dei lavori di restauro, ma che si stanno protraendo più dell’atteso. E in un periodo delicato per una via dello shopping: novembre e dicembre sono i mesi più remunerativi dell’anno per i negozianti.

‘È il periodo più importante dell’anno: non si poteva fare in estate?’

«Avevamo dei lampioni d’epoca che conferivano un aspetto elegante e caratteristico alla salita – spiega Anita Gianinazzi, del negozio Cartaya –. Li hanno portati via più di un mese fa, credevamo che sarebbe stato per un paio di settimane, invece la cosa si sta prolungando... e in sostituzione ci hanno messo questa ‘roba da cantiere’. Chi passa di qui di fretta non lancia neanche l’occhio verso le vetrine. In tutta la nostra strada non siamo contenti, perché tutto questo non invoglia a passare da qui, non è bello da vedere. Per noi questo è il periodo più importante di tutto l’anno: non si poteva fare in estate?». Dello stesso avviso anche Davide Loss (Sapori Bio): «Trovo discutibile che abbiano lasciato una delle parti più belle e caratteristiche di Lugano con quest’illuminazione, in questo periodo. Penso che si sarebbero potute trovare soluzioni migliori e soprattutto in un altro momento dell’anno». L’esercizio di Loss si trova nella parte rimasta al buio della scalinata, dopo che sono stati tolti i lampioni: le luci neon infatti sono potenti, ma con un raggio limitato. «Noi chiudiamo alle 17, perciò non siamo toccati direttamente dal disagio legato alla luce – spiega –. Però resta la questione estetica: così, da vedere, è proprio brutto. E poi c’è il fattore sicurezza. Indipendentemente dagli acquirenti, per chiunque passi dalle parti al buio di sera o notte, può essere poco simpatico. Soprattutto se dovesse nevicare...».

‘Sotto Natale con luci da stadio, vergognoso’

Nella parte al buio resta anche l’Oreficeria Oreria al numero civico 7. «Di fatto l’unica illuminazione che abbiamo è quella della nostra vetrina – ci dice Mariangela Prodomi –, è davvero un po’ triste. Ho chiamato ieri (martedì, ndr) le Ail e mi hanno detto che fra verniciatura e rifacimento degli impianti elettrici sicuramente ci vorranno ancora un paio di settimane prima che i lampioni vengano rimessi. Però nel frattempo saremo ormai quasi a Natale senza avere le luci. Quando le hanno tolte ci è stato detto ‘massimo un mese’, e invece... Oltretutto, non è stato avvisato nessuno. La trovo una cosa piuttosto vergognosa: sotto Natale ci troviamo con un’illuminazione da stadio, mentre in tutte le altre vie del centro stanno già installando le decorazioni festive». E in effetti, la città si sta pian piano riempiendo di luminarie in vista dell’Avvento. «Spero che ci rimettano i lampioni quando installeranno le luci natalizie in via Cattedrale», si augura Maria Mini (Boutique Tropicana). Via Cattedrale, dove però delle luminarie sono già state posate. E il confronto con l’adiacente via, altrettanto orientata allo shopping e altrettanto caratteristica, in effetti avvalora l’insoddisfazione dei commercianti di salita Chiattone. «Esteticamente è un obbrobrio – ancora Mini –. Il neon è direttamente fuori dal mio negozio, quindi io a differenza di altri di luce ne ho tanta, più del normale. Però non è bella. Ci sono dei cavi in giro, non penso siano pericolosi, ma esteticamente sono anche quelli un pugno nell’occhio. Così com’è, sembra proprio un cantiere».

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