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Luganese
10.11.2021 - 17:38
Aggiornamento : 19:46

Real bodies: che mostra, ma i corpi da dove arrivano?

L‘esposizione che aprirà a Lugano il 16 dicembre e i sospetti (smentiti) sull’origine delle salme ’plastinate’

Corpi umani in pose plastiche, artistiche, sportive. Corpi veri, di morti, interi o singoli organi: uno spettacolo impressionante, se così si può definire, quello della mostra ‘Real bodies’ che dopo il successone di Milano (oltre 100mila visitatori) arriva anche a Lugano, dal 16 dicembre al Centro esposizioni. Tutto ciò è possibile grazie a una tecnica utilizzata da una ventina d’anni, quella della ‘plastinazione’ che prevede lo svuotamento dei corpi da tutti i liquidi, per una conservazione pressoché perfetta degli stessi. Una mostra “volta a raccontare la bellezza del corpo umano in tutte le sue sfaccettature anatomiche” scrive la società che promuove l’evento, la Gc events di Muralto, ben conosciuta per l’organizzazione di vari avvenimenti anche a Lugano. A dispetto del contenuto un po’ lugubre, secondo i promotori la mostra, nove aree tematiche su oltre 1’800 metri quadrati, “è un’occasione unica anche per tutti gli istituti scolastici di approfondire temi come la medicina, la biologia, la storia. La mostra è stata recentemente aggiornata per includere le ultime informazioni scientifiche sul Covid-19 nel tentativo di esaminare come SARS-CoV-2 influisca sui principali sistemi dell’anatomia umana, dalla respirazione alla circolazione”.

Losanna bloccò

A parte il contenuto in quanto tale, vi sarebbe tuttavia un aspetto controverso, che riguarda la provenienza dei corpi. La questione è da anni al centro di dispute fra associazioni di carattere umanitario o etico, e i promotori di esposizioni simili. Chi sono queste persone. Cosa è successo loro? Il sospetto avanzato pubblicamente – più volte smentito – è che i corpi esposti siano quelli di dissidenti cinesi, carcerati, giustiziati e poi finiti loro malgrado in una sorta di show. Vi è stato un consenso all’utilizzo della salma? E si può considerare, questo utilizzo, di tipo in qualche modo legato alla divulgazione scientifica? Rispondere a quesiti simili, diciamolo subito, non è semplice. Alcune città hanno autorizzato l’evento, altre lo hanno vietato. In Svizzera si conoscono i casi di Losanna, dove l’evento è stato stoppato, e di Berna dove invece ha avuto regolarmente luogo. Occorre dire che vi sono più mostre di questo tipo, ovvero corpi trattati con plastinazione, ma gli organizzatori non sono necessariamente gli stessi. Da noi interpellata, la portavoce di Cf events, Ludovica Andreini, precisa che l’esposizione che verrà allestita a Lugano è la stessa di Milano, mentre non ha direttamente a che fare con altri eventi simili organizzati nella Svizzera interna. A fornire il tutto è una azienda di New York, la Image Exhibitions; sempre la Cf assicura di essere in possesso di certificati riguardanti la provenienza delle salme, certificati che però non possono essere divulgati alla stampa.

Il certificato

Per saperne di più abbiamo interpellato Fabio Schnellmann, capo dell’Ufficio Eventi e congressi presso la Città di Lugano. Il quale ci conferma che un documento sull’origine del ‘materiale’ esiste, e vi è traccia nella corposa documentazione che venne a suo tempo sottoposta al Municipio di Lugano. “Abbiamo reso attento il Municipio sulla problematica”. In pratica l’organizzatore ha fornito una certificazione sui corpi utilizzati per l’esposizione, in cui viene principalmente attestato che i corpi sono stati regolamentate utilizzati dalla Dalian Hoffen bio-tecnich in base alle disposizioni locali sui corpi non reclamati, dopo 30 rispettivamente 60 giorni dal decesso. La società in questione, abbiamo appurato, è una società specializzata proprio nella plastinazione ed è situata nell’omonima città di Dalian, una metropoli cinese conosciuta per il suo porto petrolifero sul Mar Giallo.

Si può di conseguenza supporre, ma non dedurre in modo certo, che i corpi siano in buona parte di defunti cinesi.

Tema controverso

Le accuse di utilizzare corpi di prigionieri giustiziati insegue da tempo esposizioni di questo genere, senza un esito certo. Numerose polemiche si trovano in rete, ne aveva per esempio parlato ‘Il Post’ riportando le accuse di dodici avvocati, professori e attivisti dei diritti umani in occasione di un evento che andò in scena in Australia nel 2018: ‘Real bodies: the exibition’ a Sidney. In particolare, gli attivitsti contestavano la mancanza di documentazione che attestasse “la provenienza etica e legale di ogni corpo” e che d’altra parte la plastinazione, sviluppata negli anni 90 dal tedesco Gunther Gerhard Liebchen, sarebbe poco compatibile con la necessità di conservazione legale dei corpi per almeno un mese. Sia come sia, prove certe a sostegno di queste teorie non sarebbero ancora emerse.

Tornando a Lugano, il Municipio soppesando i diversi aspetti diede il via libera alla mostra già nel 2020, quando la stessa, poi rinviata, era prevista all’ex asilo Ciani. Questo è: dal 16 dicembre fino al 20 febbraio ‘Real bodies’ sarà probabilmente un grande successo, come avvenuto in altre città. Resta da capire se faranno il botto anche le polemiche, cui peraltro Lugano non è nuova se si pensa al precedente della guaritrice Gabriella Mereu che nel 2016 avrebbe dovuto tenere una conferenza a Tisana, suscitando un vespaio di critiche.

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