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Luganese
15.10.2021 - 16:090
Aggiornamento : 18:27

Lugano ‘non può ospitare persone in fuga da crisi politiche’

In relazione all’emergenza afghana, il Municipio ‘assicura la collaborazione con il Cantone nei limiti concessi dalla Legge sull’asilo’

a cura de laRegione

“La Città di Lugano purtroppo non dispone di strutture d’urgenza atte ad accogliere persone in fuga da crisi politiche e umanitarie. La sola disponibilità di alloggio non è inoltre sufficiente a garantire la copertura dei bisogni particolari e dei traumi di chi fugge da situazioni di conflitto. Misure di accompagnamento e di presa a carico delle persone dovrebbero essere garantite da professionisti che lavorano nel settore della migrazione”. Comincia così la risposta del Municipio all’interrogazione interpartitica (prima firmataria Morena Ferrari Gamba (Plr). La Città, si legge, è cosciente della grave crisi in atto in Afghanistan e assicura la collaborazione con il Cantone nel rispetto del diritto superiore, ovvero delle indicazioni della Segreteria di Stato della migrazione che è l’Autorità di riferimento per l’applicazione della Legge sull’asilo (Lasi). In risposta alle punzecchiature legate alla campagna #LuganoSostenibile citata nell’interrogazione, il Municipio segnala che, pur promuovendo gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 tra i quali anche l’inclusione, la lotta contro la povertà, la salute e l’istruzione, la sua finalità è di sensibilizzare la cittadinanza alla sostenibilità nella propria vita quotidiana e su come si possano tradurre gli obiettivi in azioni concrete per adeguare i propri comportamenti. In ambito internazionale, invece, la Città è da anni attiva nella cooperazione allo sviluppo, sostenendo finanziariamente progetti internazionali che promuovono gli obiettivi dell’Agenda 2030. Negli ultimi 3 anni la Città ha sostenuto 22 progetti in Africa e Medio Oriente, Asia e America Latina che hanno promosso - oltre agli obiettivi di sviluppo sostenibile già citati - anche la sicurezza alimentare, la parità di genere, il lavoro dignitoso e la riduzione delle disuguaglianze. Rispetto alla richiesta di donare 10’000 franchi a favore del Comitato internazionale della Croce Rossa a Ginevra, per l’azione a favore della popolazione in Afghanistan, l’esecutivo richiama il bando di concorso annuale, istituito nel 2013, per finanziare progetti di cooperazione allo sviluppo promossi da Ong locali, utilizzando il fondo di 40’000 franchi destinato ai progetti internazionali.

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