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06.09.2021 - 19:36
Aggiornamento : 19:51

GastroLugano, 'rallegrati dai molti turisti'

La questione del certificato Covid tiene banco all'assemblea. Il presidente Unternährer si attendeva una crescita maggiore degli affiliati

Non ci sono state novità clamorose nella 122esima assemblea di GastroLugano che si è tenuta nel primo pomeriggio di oggi all'Hotel De La Paix. C'è però grande attesa per la decisione che forse prenderà il Consiglio federale mercoledì, ossia la probabile introduzione dell'obbligo di certificato Covid per accedere agli esercizi pubblici. Un tema che ha tenuto banco all'assemblea e molti associati hanno espresso forte preoccupazione. Il presidente Michele Unternährer si è rallegrato sia per il massiccio afflusso di turisti a Lugano auspicando che si riesca anche a mantenerli nei prossimi anni, sia per gli esercizi pubblici che sono sopravvissuti alle restrizioni introdotte a causa della pandemia e del leggero aumento di una quindicina di associati che ora hanno superato ampiamente quota 500. Salutata la presenza del municipale di Lugano Roberto Badaracco, «a testimoniare il buon contatto tra la categoria, la polizia comunale, la Città e i suoi vari dicasteri, anche se è tuttora pendente il nostro ricorso contro la tassa base dei rifiuti. Non è pure nulla così scontato», afferma il presidente contattato dalla 'Regione'.

'Pochi all'assemblea, un peccato!'

Il presidente un sassolino se lo tira fuori dalla scarpa: «Mi aspettavo una crescita maggiore di associati, soprattutto dopo tutto quello che è successo in questo ultimo anno e mezzo e ciò che abbiamo fatto come GastroLugano e GastroTicino. È facile reclamare al bar, però è l'assemblea il luogo giusto per sollevare i problemi ed è un peccato che su 500 soci solo una cinquantina erano presenti all'assemblea odierna. Mi dicono che succede così anche nelle altre assemblee di associazioni ma ritengo importante sapere direttamente dall'associato le situazioni che non funzionano, per tentare di risolverle. Noi abbiamo invitato tutti gli esercenti del comprensorio del Luganese, anche se è chiaro che Lugano rappresenta il polo con la maggior parte degli associati». A proposito della misura che probabilmente verrà decisa dal Consiglio federale mercoledì, Unternährer ritiene che, per ora, considerato il clima che consente ai clienti di consumare fuori dal locale «potrebbe non essere un problema adesso, ma potrebbe diventarlo fra un paio di settimane, con le temperature più rigide e le giornate più corte e una fetta di clientela che potrebbe rinunciare. Sarebbe un peccato per tutti, per la nostra categoria e per gli stessi clienti». La pazienza della categoria è ridotta a un lumicino: «Noi esercenti rischiamo di pagare il prezzo più alto, mentre non c'è ancora la conferma che la maggior parte dei contagi siano da ricondurre alla frequentazione di locali pubblici. L'autorità vuole spingere il maggior numero di persone a vaccinarsi», sostiene il presidente GastroLugano.

 

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