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'Capitolo chiuso'
23.08.2021 - 10:530
Aggiornamento : 19:06

'Signor giudice, ho smesso con lo spaccio. Lavoro e basta'

La Corte dà fiducia a un 50enne reo confesso, accusato di aver smerciato cocaina nel Luganese. Pena di 18 mesi sospesi con la condizionale

«Signor giudice, lavoro e basta. Niente più spaccio né consumo. Ed esco raramente la sera». Così un 50enne italiano domiciliato nel Luganese, accusato di infrazione alla legge federale sugli stupefacenti, ha dichiarato stamane davanti alla Corte delle assise correzionali di Lugano in margine al suo periodo di traffico di cocaina avvenuto tra il 2016 e il 2019: un centinaio di grammi venduti al dettaglio a spacciatori locali e collaborazione, con altri spacciatori, di un ingente quantitativo di droga, quantificato in alcuni chili di cocaina. 

 'Sono stato aiutato dalla Chiesa Evangelica' 

L'imputato, reo confesso, ha ripetuto a più riprese al giudice, Marco Villa, di aver voltato pagina, grazie all'aiuto della Chiesa Evangelica. «Anche nel 2014, in occasione della precedente condanna a 6 mesi di carcere, dichiarò di aver smesso di consumare eppure ricadde. Che cosa le impedisce di chiedere un aiuto terapeutico?» - lo ha ammonito la procuratrice pubblica, Valentina Tuoni. Il 50enne ha nuovamente ribadito di aver definitivamente smesso con la droga e di non avere nessuna intenzione di ricominciare. Nell'arco di due anni, al momento dei fatti, aveva consumato complessivamente 400 grammi, in media più di mezzo grammo al giorno.

La Corte, presieduta dal giudice Marco Villa, ha voluto dare fiducia all'imputato, il quale negli ultimi due anni ha dato prova di lavorare con regolarità senza più commettere altri reati. La pena di 18 mesi sospesi con la condizionale, per un periodo di prova di quattro anni, pattuita dalla pubblica accusa e dall'avvocato difensore, Daniele Iuliucci, è stata confermata dalla Corte. Il 50enne si è detto pentito di aver spacciato droga. Nei suoi confronti il giudice ha rinunciato a pronunciare l'espulsione dalla Svizzera. 

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