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Oltre 800 i chilometri percorsi
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04.08.2021 - 05:200
Aggiornamento : 16:07

‘Sforzi ripagati’, Mirko e Patrick hanno raggiunto Napoli

I due ragazzi erano partiti lo scorso mese a piedi da Como per un viaggio benefico. Tra imprevisti e nuove conoscenze hanno raccolto circa 3mila franchi.

Missione compiuta per Patrick Bizzozero e Mirko Cotti Piccinelli. I due giovani del Luganese erano partiti lo scorso primo luglio da Como per raggiungere a piedi Napoli in massimo 30 giorni. Un’impresa decisamente particolare, che ‘laRegione’ ha seguito costantemente attraverso il proprio sito e i canali social. «Ce l’abbiamo fatta! Ora siamo ancora molto stanchi, ma la soddisfazione è davvero tanta», ci racconta Patrick mentre si trova sul treno che lo riporta verso casa. Tra i motivi che avevano spinto i ragazzi a mettersi in cammino, percorrendo oltre 800 chilometri, c’era anche un importante scopo benefico. Attraverso la pagina Instagram ‘ilnostro_tour’ era infatti stata lanciata una raccolta fondi per aiutare quattro associazioni ticinesi attive nel mondo del volontariato. «Siamo stati sorpresi dal numero di persone che si è affezionato alla nostra impresa. Continuavamo a ricevere messaggi di complimenti e d’incitamento a non mollare nonostante la grande fatica. Sapere che c’era qualcuno che faceva il tifo per noi è stato sicuramente uno stimolo in più».

‘Il meteo ha condizionato il percorso’

Partiti di prima mattina poco oltre la dogana di Chiasso, Mirko e Patrick hanno deciso di “aggredire” subito il lungo tragitto. «La prima settimana abbiamo camminato davvero tanto, più o meno 11 ore al giorno percorrendo quotidianamente oltre 35 chilometri. Volevamo subito ‘mettere tanto fieno in cascina’ e ci siamo riusciti. Successivamente invece abbiamo diminuito il ritmo». Prima della partenza i due ragazzi non avevano infatti stabilito una rigida tabella di marcia: «Desideravamo poter vivere alla giornata, ed è quello che abbiamo fatto. Il nostro viaggio voleva anche rappresentare una libertà ritrovata dopo lunghi mesi di confinamento dovuti alla pandemia». Non sono comunque mancati gli imprevisti, spesso legati al meteo, che hanno condizionato il percorso. «In Lombardia faceva davvero molto caldo, mentre sulla costa ligure pioveva forte e abbiamo limitato le ore di cammino. Anche gestire la tenda e far asciugare in tempo i vestiti sono stati elementi non sempre facili da controllare», ha spiegato Patrick. E la fatica? «Gambe e piedi facevano davvero male inizialmente, con le varie pomate contro i dolori muscolari come unico sollievo per la notte. Con il tempo però il corpo si è abituato». Arrivati a destinazione c’è poi stato tempo di riposarsi. «A dire la verità la prima cosa che abbiamo fatto è stata visitare lo stadio che porta il nome di Maradona, una sorta di divinità per due calciofili come noi. Volevamo quasi inginocchiarci e baciare il suolo. Poi ci siamo concessi una lunga doccia e l’acquisto di vestiti nuovi. Quelli usati durante il viaggio, come si può immaginare, non erano infatti più utilizzabili. Solo alla fine siamo crollati sul letto dell’albergo».

Incontri e notti europee

«Sarebbero mille gli aneddoti da raccontare e centinaia le persone conosciute», ammettono. Tra queste, però, ce ne sono alcune che resteranno impresse nella memoria e nel cuore dei due amici. «Un signore moldavo un giorno ha fatto inversione di marcia per offrirci un passaggio. Durante il tragitto ci ha raccontato la sua situazione, con il lavoro perso a causa della pandemia e le preoccupazioni per la sua famiglia. Un ragazzo sui 30 invece si è proposto di farci da guida in giro per Roma e alla fine della giornata ha anche pagato la cena». Il mese trascorso da Mirko e Patrick attraversando la Penisola è anche coinciso con la cavalcata della Nazionale italiana agli Europei di calcio, culminata con la vittoria del trofeo a Londra. «Ricordo bene la sera della finale. Ci trovavamo in Toscana e abbiamo seguito la partita con la gente del posto, è stato molto caratteristico. Una volta finito l’incontro sono poi iniziati i festeggiamenti, durati fino all’alba. Inutile dire che quella notte non siamo riusciti a chiudere occhio».

‘Tremila franchi raccolti’

Oltre ad aver raggiunto la meta con alcuni giorni d’anticipo, il successo più grande Mirko e Patrick l’hanno fatto registrare nella raccolta fondi. «Le donazioni sono state molte, con più di 150 persone che hanno versato qualcosa. Alla fine abbiamo raccolto circa 3mila franchi, un buon risultato». A beneficiarne saranno quattro associazioni caritatevoli ticinesi, che riceveranno l’80% della somma. Il resto dell’importo servirà invece per coprire le spese del viaggio, con un eventuale avanzo che verrà tenuto da parte per altri progetti. «Non è stato sempre facile gestire il budget quotidiano che ci eravamo messi a disposizione. È stata però un’occasione per sviluppare un senso pratico e trovare rapidamente una soluzione alternativa ai problemi». E il futuro? «Per ora è ancora presto dire se faremo qualcos’altro, anche se durante il viaggio ne abbiamo parlato a lungo. Certo sarebbe un peccato non sviluppare il movimento che si è creato intorno alla pagina. Ora però abbiamo solo voglia di abbracciare il nostro letto e riposarci. Dormire ogni notte in un posto diverso è stato davvero sfibrante».

‘Uno shock tutti quei follower’

Le persone hanno avuto modo di affezionarsi ai camminatori seguendo la loro pagina Instagram, aggiornata costantemente. «Per me all’inizio è stato uno shock avere a che fare con così tante interazioni – ci racconta Patrick –. Mirko invece fa questo di lavoro ed era già abituato». Il numero di follower è cresciuto costantemente con il procedere del viaggio, arrivando ora a contare più di 2’500 seguaci. «È stato un po’ particolare, mi immaginavo un viaggio più solo con me stesso, invece grazie ai social eravamo costantemente connessi con il Ticino e chi seguiva la nostra avventura». Prima di rientrare a casa i due viaggiatori hanno voluto spedire una cartolina a tutte le persone che sono state loro vicine effettuando una donazione. «Ci sembrava un modo simpatico per ringraziarle. Ci piacerebbe anche organizzare qualcosa ad agosto, ma valuteremo solo tra qualche giorno se sarà fattibile».

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