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29.07.2021 - 15:370
Aggiornamento : 17:01

Tram-Treno, concorso da rifare: l'Mps riformula le domande

Ritenendo evasive le risposte, il Movimento torna a interpellare il Consiglio di Stato dopo che questo si era già espresso sul concorso del progetto

Nuovo concorso, nuove domande. Mentre il Dipartimento del territorio è intento a rivedere il bando di concorso per il Tram-Treno del Luganese per una nuova pubblicazione, dopo che il 16 luglio scorso il Tribunale amministrativo cantonale (Tram) lo aveva annullato, il Movimento per il socialismo (Mps) non resta con le mani in mano: ritenendo “in gran parte evasive“ le risposte fornite dal Consiglio di Stato a una precedente interpellanza, i granconsiglieri dell'Mps tornano alla carica riformulando le domande alla luce della mutata situazione.

Caos si, caos no

Il primo atto parlamentare del Movimento è datato 18 maggio e le risposte sono arrivate il 31 dello stesso mese: il contesto era quella della sospensione decisa da parte del Tram della gara di appalto per la progettazione della tappa prioritaria del Tram-Treno. E i quesiti erano conseguenti a questa sospensione. Oggi l'Mps ripropone le proprie considerazioni, in parte modificate a causa delle novità. A cominciare dalla gestione del bando e dei ricorsi. A maggio gli interpellanti avevano parlato di “caos“: sottolineando come il direttore stesso del Dipartimento del territorio (Dt) Claudio Zali abbia parlato di “pasticcio“ ai media all'indomani della sentenza del Tram, ma che nella sua risposta precedente il Dt abbia invece parlato di “non meglio precisato caos“, chiede sostanzialmente come sia possibile che “la luce si sia accesa d'incanto“ solo adesso.

Perché non suddividere il bando in lotti?

Si domanda inoltre se ora il Dt eliminerà dal bando “gli inutili elementi di difficoltà“, come ad esempio uno dei più contestati: la richiesta di presentare la firma dei committenti di opere simili precedentemente realizzate. L'Mps continua inoltre a ritenere che un bando suddiviso in più lotti sarebbe preferibile, sebbene il Dt abbia dichiarato che questa “risponderebbe esclusivamente a logiche di distribuzione a pioggia del lavoro e delle relative remunerazioni a scapito della qualità attesa per il compito“. Una tesi scorretta secondo il Movimento, che cita le “importanti opere a cielo aperto di Alptransit a sud del tunnel di base, dove la qualità del lavoro svolto dai progettisti non è certo stata messa in discussione“.

C'è apertura al dialogo in Dipartimento?

Le ultime domande riguardano la disponibilità al dialogo del Dt, non all'altezza secondo l'Mps, che chiede infatti se il Dipartimento intenderà ora “ascoltare i professionisti operanti nel settore e in particolare le loro voci critiche“. Infine – basandosi sulla sentenza del Tram che parla di “incomprensibile sufficienza e indisponenza“ – si chiede di rivedere la risposta del Dt che definiva “presunta“ la supponenza nella gestione degli appalti della quale ha parlato l'Mps e “non oggettive“ le indicazioni di un crescente malessere nel settore.

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