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21.07.2021 - 18:14
Aggiornamento: 18:37

Amici della vita e nemici dello spreco alimentare

Il progetto prodotTIverdi ha coinvolto alla Tenuta Bally di Breganzona una classe di quinta elementare di Melide

Lo scorso giugno, per il progetto prodotTIverdi, la Fondazione Amici della Vita ha organizzato una giornata di raccolta di patate e carote nei campi della Tenuta Bally a Breganzona, con i ragazzi della quinta elementare di Melide. La classe accompagnata dal docente ha partecipato per contribuire alla sensibilizzazione contro lo spreco alimentare e per dare un sostegno alle persone bisognose con prodotti agricoli freschi che altrimenti sarebbero stati buttati via. «La giornata di raccolta con i ragazzi è stata davvero un successo» ci dicono il presidente della fondazione Klaus Stocker e la coordinatrice dei progetti Silvia Cecchinato.

«I ragazzi sono riusciti a raccogliere ben 86,50 kg di carote e 179,90 kg di patate, che altrimenti sarebbero stati eliminati – ha spiegato Stocker –. La ventata di coraggio e impegno che i ragazzi hanno manifestato durante la raccolta ha contribuito a rafforzare il nostro senso di responsabilità. Con questo gesto, i ragazzi hanno davvero portato un messaggio di speranza. Anche i più piccoli possono contribuire a migliorare la vita di tutti noi». Di recente, è stata introdotta l’applicazione “Too Good to Go”. Sembrerebbe che la problematica dello spreco alimentare stia coinvolgendo le persone sempre più. Com’è nato il progetto ProdotTIverdi e quali sono i suoi obiettivi? «È la nostra risposta all’appello contro gli sprechi alimentari e punta a un utilizzo sensato delle risorse. È stato avviato nel settembre 2019, con una situazione di partenza di oltre 225’000 tonnellate di perdita all’anno nell’agricoltura, corrispondenti al 10% dello spreco totale di cibo in Svizzera. Con questo progetto, recuperiamo direttamente sui campi prodotti agricoli in esubero, residui di raccolte ed eccedenze non più vendibili e destinate al macero, ma ancora perfettamente commestibili: scarole di 25 centimetri, cetrioli o carote storti, melanzane e patate che non raggiungono il calibro stabilito. Una parte del raccolto si perde anche a causa della produzione eccessiva e degli elevati requisiti di qualità».

Dalla raccolta alla redistribuzione

Non si parla però solo di raccolta; segue poi la redistribuzione: «Questi prodotti agricoli, raccolti nelle aziende agricole ticinesi, vengono distribuiti alle persone bisognose tramite diverse associazioni sociali e benefiche e alle mense già presenti nel territorio che si occupano della distribuzione capillare. Durante il primo lockdown dell’anno scorso, quando le attività di queste associazioni sono state sospese, ci siamo anche occupati della distribuzione diretta, ma ora ci occupiamo solo dell’approvvigionamento e della fornitura. In questo modo riusciamo ad aumentare i quantitativi di cibo e di conseguenza anche il numero dei beneficiari. Inoltre, siamo attivi anche con le collette alimentari nei supermercati, dove i negozi ci lasciano uno spazio a disposizione per chiedere ai clienti di partecipare con prodotti a lunga conservazione, e siamo in collaborazione con negozi di paese dove abbiamo lasciato dei cestelli che ritiriamo una volta alla settimana».

La giornata di raccolta del 10 giugno era però un evento del tutto particolare: «Ci siamo organizzati con una squadra di volontari e persone in Aup (attività di utilità pubblica, programma occupazionale) ormai collaudata, pronta a venire sui campi a raccogliere i prodotti agricoli in esubero e non. Abbiamo un furgone adibito al trasporto delle persone e un camioncino frigo per il ritiro dei prodotti agricoli. La raccolta avviene attualmente 2/3 giorni alla settimana. Le aziende agricole con le quali stiamo collaborando, grazie anche all’intervento di Andrea Zanini della Orti, sono principalmente nel Mendrisiotto (Pagani a Ligornetto), sul Piano di Magadino (Marcodor, Feitknecht e altri che si stanno aggiungendo in questi giorni) e a Lugano (Tenuta Bally)» ci spiega ancora Stocker.

Prodotti ogni anno 2,8 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari

Per il consumo di derrate alimentari, in Svizzera, va ricordato, vengono prodotti ogni anno 2,8 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari. Nella Confederazione, l'alimentazione è infatti responsabile di circa il 30% dell’intero inquinamento ambientale. Un quarto di questi impatti ambientali è dovuto allo spreco alimentare, quindi a perdite alimentari che potrebbero essere evitate altrimenti. Non bisogna però considerare solo lo spreco dei prodotti agricoli, ma anche lo spreco di terreno per la coltivazione di derrate alimentari vegetali, mangimi e allevamento; lo spreco di acqua legato alla coltivazione, all'allevamento, alla pulizia e alla preparazione delle derrate alimentari; lo spreco di energia per la produzione, la raccolta, la lavorazione, la preparazione, lo stoccaggio e tutti i trasporti.

Le derrate alimentari scartate in Svizzera causano costi aggiuntivi nell’ordine di miliardi. Nelle sole famiglie svizzere, lo spreco di alimenti ancora commestibili grava sul bilancio domestico con oltre 600 franchi a persona ogni anno. I costi previsti per l’intera Svizzera ammontano a oltre 5 miliardi di franchi. Certamente, questo può essere un motivo in più per incoraggiare i singoli a fare la propria parte: «Chi volesse partecipare a queste giornate di raccolta insieme a noi ci può contattare allo 079 331 35 05, o sul nostro sito web www.amicidellavita.org. La terra è bassa, ma dà tanta soddisfazione ed è piena di belle cose da raccogliere!».

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