causo-danni-finanziari-per-piu-di-un-milione-di-euro
Truffate 46 persone (archivio Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Cantone
Luganese
4 ore

Incidente con un ferito a Bioggio

Stando alle prime informazioni il conducente di una Range Rover immatricolata in Ticino, per cause da stabilire, è rimasto ferito in modo, pare, non grave
Luganese
5 ore

In sella, un anno dopo: il Molino torna in strada a Lugano

Una ‘critical mass’ in bicicletta ha preso il via oggi pomeriggio percorrendo le strade della città per concludersi nel prato dietro l’ex Macello
Mendrisiotto
10 ore

Assolti i due assistenti di cura della casa anziani di Balerna

I due ex assistenti di cura, secondo la Corte d’appello, non hanno maltrattato gli anziani ospiti. Saranno indennizzati per il torto morale subìto
Ticino
11 ore

Targhe, Dadò: ‘O con il nostro rapporto, o pronti alle urne’

La proposta del Plr sulle imposte di circolazione non scalfisce il Ppd. Intanto l’Udc è pronta all’iniziativa per abolire la tassa di collegamento
Luganese
15 ore

Autogestione, un quarto di secolo finito in ‘Macerie’

La storia dell’esperienza raccontata dai protagonisti nel podcast coordinato da Olmo Cerri: ‘Uno spazio di libertà che si è rivelato fondamentale’
Luganese
15 ore

Il ‘risarcimento? Quegli oggetti non avrebbero dovuto esserci’

Il sindaco Michele Foletti non si scompone in attesa della decisione della Crp e riprenderebbe le stesse decisioni adottate nel maggio scorso
Locarnese
16 ore

Tegna, ladri s’intrufolano nelle case

Sottratto denaro ma nessun oggetto di valore. Alcuni tentativi sarebbero andati a vuoto. La polizia conferma l’accaduto
Ticino
16 ore

Imposte di circolazione, il Plr svela le carte e il suo rapporto

Speziali: ‘Abbassiamole, ma come dice il governo nella sua risposta a 96 milioni e con una formula diversa’. E su riforma fiscale e settimana a 32 ore...
Luganese
17 ore

Ex Macello, un anno fa la notte più lunga di Lugano

Cade domani l’anniversario della demolizione del centro sociale. Tra ruspe, glitter e scontri, l’ironico ricordo dell’evento che ha segnato la città
Luganese
1 gior

Collina d’Oro, ‘l’acqua vogliamo gestirla noi’: è referendum

Lanciata la raccolta delle firme contro il messaggio municipale sulla cessione alle Aziende industriali di Lugano della gestione globale dell’acquedotto
Mendrisiotto
1 gior

PoLuMe, dalla Sinistra di Stabio una risoluzione contraria

Il Gruppo ha consegnato in cancelleria una dichiarazione da far passare al prossimo Consiglio comunale, per ribadire il proprio no al progetto
Mendrisiotto
1 gior

Campi piccoli e spogliatoi vecchi, ‘mancano le strutture’

Nel Mendrisiotto diverse squadre di calcio costrette a cambiare paese per giocare le partite. ‘Una riflessione da fare a livello regionale’.
Luganese
1 gior

Adria Costruzioni, comunque vada sarà un maxi processo

Almeno 7 gli imputati in attesa del rinvio a giudizio alle Assise criminali di Lugano per il crac milionario dell’impresa edile scoperto nel 2015
Mendrisiotto
1 gior

Aggregazione Basso Mendrisiotto, una serata per parlarne

La sezione momò del Ps organizza un evento che avrà luogo a Balerna il 1° giugno, con ospiti i vicesindaci di Chiasso e Vacallo
19.07.2021 - 17:35
Aggiornamento : 18:34

Causò danni finanziari per più di un milione di euro

Trenta mesi a un 62enne che esercitò anche senza essere iscritto all'albo dei fiduciari. ‘Un atto di spregio verso le regole Svizzere’

di Gianluca Albisetti

Trenta mesi di detenzione sospesi per un periodo di prova di due anni per aver causato un danno finanziario complessivo di più di un milione di euro a quarantasei persone. È questa la decisione presa dalla Corte delle assise criminali di Lugano presieduta dal giudice Siro Quadri, nei confronti di un cittadino italiano accusato di amministrazione infedele qualificata, appropriazione indebita ed esercizio della professione di fiduciario senza autorizzazione. Il 62enne, in sostanza, investiva del denaro di terzi nel mercato finanziario, praticando del trading e fungendo da intermediario, promettendo alti guadagni che però non si manifestavano in quanto l’utile generato da un’operazione finanziaria veniva trattenuto dall’imputato e nascosto al cliente. L’accusato, infatti, chiudeva e presentava ai clienti solo le operazioni in positivo mentre lasciava aperte e nascondeva quelle in negativo. Questa operazione lo portava a incassare le commissioni dei clienti, ben disposti a pagarlo, in quanto convinti che i loro soldi stessero fruttando, quando invece i conti erano «praticamente azzerati», come ha spiegato la Procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti. Alla domanda del giudice Quadri concernente il fatto se spiegasse ai suoi investitori i rischi degli investimenti, l’uomo ha risposto che gli presentava solo i «benefici e i possibili guadagni», omettendo i rischi e i pericoli risultati poi veritieri. In più, ai clienti presentava gli estratti conto solo dopo averli modificati e averne cancellato le informazioni negative. 

Ha agito per scopo personale

Le attività illecite si sono verificate tra il 2014 e il 2018 a Lugano, terminante poi con l’arresto a fine 2018. Arresto causato dalle molteplici denunce dei suoi clienti, per lo più italiani. «Il mio errore è stato gestire più conti contemporaneamente, alla fine non riuscivo più a starci dietro», ha sottolineato l’accusato nel corso di dibattimento, ribadendo poi più volte di essersi pentito, di aver compreso i suoi errori e che mai più svolgerà tali attività fuorilegge. Il Procuratore pubblico, però, è stato di un altro avviso. «Non c’è stato un sincero pentimento. Chiedere scusa non basta. Oltre a procurare danni ingenti ai suoi clienti e guadagnare somme importanti solo ed esclusivamente a scopo di lucro, che poi usava per il proprio sostentamento e quello della sua famiglia, ha inoltre svolto consapevolmente la professione di fiduciario senza autorizzazione. Questo è stato un atto di spregio verso le regole sociali vigenti in Svizzera». L’uomo si è difeso spiegando alla corte di non sapere che servisse un’autorizzazione per esercitare la professione di fiduciario, raccontando che all’inizio della sua attività aveva chiesto a un broker residente a Dublino – collegato alla piattaforma di trading Ava Trade che utilizzava per le operazioni d’investimento – se ci volesse o meno, ricevendo una risposta negativa che lo portò ad avviare la sua attività. Una spiegazione che al giudice Quadri non è piaciuta, in quanto ha ribadito che «anche qui in Svizzera, dove lavorava, poteva chiedere delucidazioni in merito alla questione, senza dover chiamare fino in Irlanda, dato che la piattaforma Ava Trade esercita anche nel nostro paese». Ad aggravare la pena, c’è anche il fatto che quando le attività illecite dell’imputato sono iniziate a uscire, e le prime chiamate dei clienti in cerca di spiegazioni arrivavano, il 62enne ha eluso chiamate e messaggi. E quando quasi tutti i clienti hanno capito la verità, lui gli ha chiesto «di nuovo» di metterci ulteriori soldi, con la promessa di riparare i danni. «Fortunatamente questo non è successo. L’imputato ci ha comunque provato mettendo soldi di tasca propria, perdendoli tutti. Non da meno – ha concluso il procuratore – era solito vantarsi con i suoi clienti spiegando loro quanto era bravo nel suo mestiere». Un lavoro, che per sua stessa ammissione, ha studiato solo per qualche mese usando un programma di simulazione e prendendo parte a un corso a tema di due giorni.

Accuse senza possibilità di ricorso

La richiesta dell’accusa, inizialmente, è stata di trentasei mesi di detenzione con l’espulsione dal territorio svizzero. Espulsione poi declinata dalla corte, in quanto l'accusato ha truffato principalmente clienti italiani. La difesa, rappresentata dall’avvocato Marco Masoni, ha invece fatto leva sul pentimento e il ritiro dalle scene illecite del suo assistito. L’atto d’accusa, definito oggettivo e senza possibilità di ricorso dalla difesa, è stato quindi completamente sottoscritto, con una richiesta di pena non superiore ai trenta mesi. L’uomo, che attualmente vive in Italia e che precedentemente aveva abitato in Ticino, ha dichiarato che si rammarica di quello che ha fatto, soprattutto del danno finanziario recato alla sua famiglia, in quanto essa si sosteneva esclusivamente sul suo reddito. «Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto pensando di raggiungere dei risultati positivi sia per me che per i miei clienti. Avrei però dovuto chiudere quelle operazioni che ancora potevano salvare il salvabile».

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
amministrazione infedele assise criminali processo siro quadri
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved