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19.07.2021 - 05:10
Aggiornamento : 22.07.2021 - 16:02

Per il wrestling 'made in Ticino' è l'ora di tornare sul ring

Dopo lo stop forzato a causa della pandemia, a Lugano va di scena uno spettacolo appassionante per tutta la famiglia.

di Gianluca Albisetti

Il wrestling torna nella Svizzera italiana con l’evento “Never Gives Up”. Un’edizione speciale per l’estate, proposta dalla compagnia fondata dal promotore, allenatore e lottatore ticinese Luca Rusconi. Poligrafo e lavoratore nel settore dei media nella vita di tutti giorni, sul ring Rusconi si trasforma nel suo alter ego vampiresco Belthazar: «Avere un personaggio nel wrestling è fondamentale. Io ne ho scelto uno legato al mondo gotico perché è un personaggio facilmente riconoscibile e che può essere inserito in più contesti», spiega Rusconi, che poi sottolinea l’importanza di questa imminente serata. «Sarà un evento di rilancio. Rivolto a tutti, soprattutto ai bambini. Negli ultimi anni è stata la categoria che più ha sofferto le restrizioni della pandemia e il nostro obiettivo è quello di regalargli del puro divertimento».

Non è finto, ma predeterminato

Ma cos’è il wrestling, realtà semisconosciuta in Ticino? «È uno sport-spettacolo che porta in scena una lotta tra personaggi buoni e cattivi, che raccontano una storia per il pubblico presente nell’arena». Approfondendo, un incontro segue una trama, una sceneggiatura programmata giorni o settimane prima dagli scrittori che ne decidono la modalità, lo svolgimento e la conclusione. Questo, come nel teatro o a uno spettacolo di magia, rende il tutto incerto e scenografico per lo spettatore. Un po’ come il cinema, il wrestling fatto bene può far sognare. Se chi lo guarda, però, lascia a casa i pregiudizi della «buffonata americana» ed entra nella cosiddetta sospensione dell’incredulità. «Il problema – continua Rusconi – è che la gente dice che è finto quando non lo è e quando non conosce minimamente questo spettacolo. È chiaro a tutti che il wrestling è predeterminato, come lo è un film d’altronde, ma questo non significa che le botte non ci facciano male, che sia più facile o altro».

In Ticino attualmente la Pro-Wrestling Live Lugano è l’unica federazione che organizza eventi. E come atleti che si esibiranno al prossimo evento, solo Luca Rusconi, Anarchy Gates e Raptor provengono dal Ticino: «La nostra realtà è piccola. Ma dal 2012, anno in cui è andata in scena la prima edizione, si è creata una ‘fanbase’ (ovvero una comunità di appassionati che condividono un interesse comune) che ogni anno viene a vederci e sostenerci», annota Rusconi. Nei primi anni, l’atleta ticinese aveva optato per un evento all’anno di proporzioni medio-grandi. Negli ultimi, invece, si è focalizzato su appuntamenti più piccoli ma costanti, che richiamano all’incirca 200 persone: «Preferisco organizzare due serate con meno persone ma con cadenza costante».

Dal 2015 Rusconi propone anche dei corsi sul wrestling per insegnare ciò che ha imparato nei suoi quindici anni di esperienza: «In America, oltre ai preziosi insegnamenti su come muovermi sul ring, sono riuscito a entrare in backstage di compagnie importanti. Lì ho capito come si organizza uno show professionistico». Negli Stati Uniti la World Wrestling Federation (Wwe), la compagnia più grande e famosa del mondo, propone tre show settimanali televisivi e un evento speciale al mese dove tutte le storie portate avanti negli episodi si concludono e confluiscono in un incontro decisivo sulla piattaforma streaming chiamata Wwe Network. ‘Monday Night Raw’, show di punta della federazione, va in onda dal 1993 e conta a oggi 1’468 episodi. In oriente, invece, dove il wrestling è denominato puroresu, la New Japan Pro Wrestling è la federazione più grande, fondata nel 1972. In Messico, la federazione più storica è il Consejo Mundial de Lucha Libre. Nel resto d’Europa, ci sono centinaia di federazioni medio-piccole.

Se Rusconi è stato il primo wrestler ticinese ad avere avuto successo, l’atleta lucernese Claudio Castagnoli – conosciuto con il ring name Cesaro – è riuscito ad arrivare dopo varie esperienze indipendenti nella Wwe, la compagnia dove «quelli con le Cadillac se ne fregano del talento», come diceva Mickey Rourke nel film del 2008 “The Wrestler”. Alla domanda su quanto sia difficile arrivare a quei livelli, Rusconi ci risponde che «nella Wwe è estremamente difficile. Sia dal punto di vista atletico che mentale. La vita di un wrestler a tempo pieno – continua Rusconi – è estenuante: si è sempre in giro da un Paese all’altro, le vacanze non esistono se non in rari casi e se subisci un infortunio te lo porti dietro per mesi». Se arrivare al top è difficile, le opportunità per un wrestler di provarci negli ultimi anni sono però aumentate grazie a iniziative come i centri di allenamento della Wwe: «È vero che ci sono più possibilità, però i wrestler sono molti di più. Anni fa, invece, c’erano poche possibilità ma molti meno wrestler. Quindi, alla fine, non è cambiato molto: per fare il wrestler devi lavorare duramente e meglio dei tuoi contendenti».

La pandemia e il wrestling

Il Covid-19 ha colpito ogni settore, ma quello dello sport-spettacolo è sicuramente passato in sordina rispetto a sport agonistici più seguiti. «Nei nostri show il pubblico è parte integrante nel consentirci di svolgere gli incontri nel miglior modo possibile. In questo periodo di pandemia non abbiamo più potuto esibirci, ed essendo che non abbiamo una copertura televisiva, svolgere uno spettacolo senza il pubblico non avrebbe avuto senso». Cosa diversa per la Wwe, che da due anni sta mandando in onda i propri show televisivi senza pubblico. Infatti, quest’ultimo è stato sostituito con degli schermi che raffigurano le persone che guardano in diretta l’episodio da casa: «Ci tengo a sottolinearlo: senza le persone questo sport non potrebbe esistere, e anche compagnie gigantesche come la Wwe ne stanno subendo le conseguenze, non potendo organizzare i live show che solitamente riempiono i palazzetti ogni settimana».

L’appuntamento è per il 24 luglio alle 20 al Fight Gym Club di Canobbio e vedrà lottatori nostrani affrontare talenti italiani. «Solitamente negli eventi canonici e non speciali come questo chiamo anche lottatori internazionali e lottatrici femminili. Ma con la pandemia ho dovuto rinunciare». Per le donne, Rusconi ha spiegato della difficoltà di trovarne in Svizzera: «Di lottatrici brave ce ne sono due, massimo tre. E non è una questione discriminatoria... anzi, le donne oggi non hanno niente in meno degli uomini. Ma non posso mettere sul ring una donna che non sa muoversi. Oggi il wrestling femminile non è più basato sull’aspetto fisico ma bensì sulle capacità tecniche». Il match di cartello vedrà l’idolo di casa Luca Rusconi – alias Belthazar – affrontare Anarchy Gaze per l’European Title Match in un “Best Of 3 Falls Match”, ovvero il primo lottatore che si aggiudicherà due vittorie per schienamento, sottomissione, squalifica o ko.

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