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La pp Valentina Tuoni
07.07.2021 - 18:53
Aggiornamento : 21:32

Pestaggio a Cadempino, prolungato il carcere per 5 su 6

Il Giudice dei provvedimenti coercitivi ha in parte confermato la richiesta del magistrato, che ha disposto sugli imputati una perizia psichiatrica

Sono in carcere dalla scorsa fine di gennaio e dovranno restarci ancora. Parliamo di cinque dei sei giovani che a Cadempino, nella discosta zona industriale, verso le 21 del 28 gennaio, picchiarono violentemente a calci e pugni e con l’uso di un bastone – per poi abbandonarlo in una pozza di sangue – un 18enne del Mendrisiotto, che, svenuto per alcuni minuti, era riuscito a mettersi in salvo e a ricevere soccorso grazie all’intervento di alcuni passanti. Solo uno degli imputati è stato liberato ed è ora indagato a piede libero.
Accusati, a vario titolo e secondo diverse responsabilità, di tentato omicidio intenzionale, lesioni gravi, lesioni semplici, aggressione, omissione di soccorso, coazione, sequestro di persona e rapimento, nonché – in un paio di casi – contravvenzione e infrazione alla legge federale sugli stupefacenti, per i sei imputati la procuratrice pubblica, Valentina Tuoni, titolare dell’inchiesta, ha richiesto la proroga del carcere per tre mesi. Il giudice dei provvedimenti coercitivi ha accolto solo parzialmente le richieste del magistrato, scarcerando un giovane difeso dall'avvocato Sabrina Aldi, mentre uno dei ventenni del Luganese coinvolti, difeso da Stefano Camponovo, ha ottenuto una proroga limitata al solo mese di luglio, al termine del quale potrà ritrovare la libertà provvisoria. 

Picchiato per pochi soldi e per una disputa sentimentale

Intanto, la procuratrice pubblica ha ordinato per alcuni dei sei imputati l’allestimento di una perizia psichiatrica prima del rinvio a processo. Sin da pochi giorni dopo gli arresti degli autori del pestaggio è venuto alla luce il movente dell’aggressione: futili motivi. La vittima, prelevata in auto e condotta a Cadempino con la forza (di qui le ipotesi di sequestro di persona e rapimento), sarebbe stata colpita a più riprese perché “colpevole” di non aver restituito poche centinaia di franchi ai sei giovani (tra i 20 e i 26 anni, uno dei quali arrestato in un secondo tempo, e un 32enne). Vi sarebbe inoltre un movente di tipo sentimentale legato a una ragazza contesa con uno degli imputati. L’atto d’accusa della procuratrice pubblica dovrebbe giungere a breve, come pure la richiesta di rinvio a giudizio, che per alcuni degli imputati potrebbe tradursi in un deferimento davanti a una corte delle assise criminali. 

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