scudo-la-pandemia-porta-piu-incertezza-ma-piu-utenti
Fra cure e Covid (Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Cantone
Luganese
1 ora

Riaperta la strada tra Castagnola e la dogana di Gandria

I lavori di sgombero hanno permesso una riapertura della stessa prima del previsto
Ticino
3 ore

Scomparso da Balerna, si cerca il giovane Sissaui Haylem

Il 15enne è stato visto l'ultima volta in data 22 luglio al centro richiedenti l'asilo Pasture
Luganese
4 ore

Oltre la pandemia, la Cina guarda a Lugano e alla Svizzera

Ricevuto a Palazzo Civico Wang Shihting, ambasciatore della Repubblica popolare cinese, accompagnato dalla consigliera della sezione educazione
Mendrisiotto
4 ore

Un'altra serata di cinema al lido di Riva San Vitale

Lunedì verrà proiettato a partire dalle 21:15 il film ‘Raya e l'ultimo drago’. L'entrata è offerta dal Comune.
Mendrisiotto
4 ore

Crisi climatica, il Plr di Chiasso: ‘Il Comune cosa fa?’

I consiglieri comunali interrogano l'esecutivo sulla politica ambientale, con particolare accento sui veicoli elettrici
Locarnese
5 ore

La faggete di Lodano patrimonio mondiale dell'Unesco

La notizia diffusa via Twitter dalla stessa Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura
Luganese
5 ore

Frana a Gandria, servizio via lago straordinario gratuito

Il servizio di navigazione, attivato in seguito all'interruzione del collegamento stradale fra Gandria e il confine, sarà attivo fino alla mattinata di domani
Bellinzonese
6 ore

Primo veicolo elettrico per il Comune di Arbedo-Castione

In dotazione al settore della Logistica, il furgone rappresenta formalmente il primo passo per la sostituzione graduale del parco veicoli comunale 
Locarnese
6 ore

Studenti Dimitri, a Orselina rinvio di una settimana

Lo spettacolo al Parco, previsto questa sera, è stato posticipato a mercoledì prossimo, 4 agosto, sempre a partire dalle 21
Ticino
6 ore

È un'acqua che fa paura: 418 eventi nelle 36 ore

Caduta dal cielo, esondata da fiumi o laghi, ha portato con sé frane, smottamenti, allagamenti soprattutto nel Luganese e a Gudo
Mendrisiotto
7 ore

Tagli alla Burberry, ridotto il numero di licenziamenti

Sindacati e azienda hanno trovato un accordo su un piano sociale e sulle misure di accompagnamento per i dipendenti toccati
Luganese
7 ore

Abusi all'ex Macello: 'Vedevo un'energia che mi attraeva'

Le 'attenzioni' su due bambini al centro autogestito di Lugano: 24enne condannato alle Assise criminali a trenta mesi da scontare in un istituto terapeutico
Bellinzonese
7 ore

Sette porte d'accesso al Parco del Piano di Magadino

È quasi terminato il progetto promosso dall'omonima fondazione. Dopo il primo 'totem' sullo 'stradonino', ne saranno realizzati altri sei entro fine agosto
Luganese
19.06.2021 - 15:140

Scudo: la pandemia porta più incertezza ma più utenti

Il servizio di cure a domicilio del Luganese chiude il 2020 con un volume d'affari di circa 20 milioni e un utile di oltre 300mila franchi

Un anno “particolarmente segnato dalla pandemia”, così come in tutto il mondo, anche nel settore delle cure a domicilio. Un 2020 che ha dunque portato importanti ripercussioni sul piano delle cure e naturalmente dei costi. Scudo, il servizio di cure a domicilio del Luganese, ne è però uscito a testa alta: “Sebbene il periodo sfavorevole ci ha accompagnati per tutto l'anno, grazie a un'accurata pianificazione del personale e delle cure come al sistematico controllo finanziario – annotano il presidente Sergio Macchi e il direttore Paolo Pezzoli nel commentare il consuntivo – abbiamo saputo rispondere proattivamente riuscendo a sostenere l'ente Lugano istituti sociali (Lis) nel momento più acuto della pandemia”.

Scenario, definito, “inconsueto” che secondo i responsabili “ha sconvolto le abitudini dell'utenza e delle loro famiglie”. In primo luogo il servizio si è confrontato con un cambiamento organizzativo “repentino” per far fronte alle nuove esigenze di presa in carico: “Il tutto ha comportato una modifica nella pianificazione dell'offerta di cure e delle varie attività di gestione”. Ritardi, posticipazioni e bruschi arresti, sono solo alcuni dei maggiori riflessi. E se la prima ondata, quella fra marzo e giugno, è stata clemente per i collaboratori, la seconda è invece stata particolarmente marcata e incontrollabile, qui il virus ha colpito 43 collaboratori, 29 i positivi e 14 in quarantena, “tutti assenti a scaglioni, per isolamento o quarantena, nello spazio temporale di due mesi e mezzo” che ha, giocoforza, ingigantito criticità e problematiche. “A oggi – non mancano inoltre di sottolineare Macchi e Pezzoli – l'insicurezza e la paura per la nostra salute, seppur mitigate, dominano ancora la scena”. Da qui la necessità della campagna di vaccinazione che ha raccolto la disponibilità di 110 collaboratori. Non solo: “Per cercare di contenere il contagio a garanzia di una maggiore sicurezza – è stato ancora spiegato – abbiamo imposto l'uso della mascherina anche a tutti gli utenti, limitatamente agli interventi sanitari, indipendentemente dalla presenza di una sintomatologia influenzale. In questo panorama, la richiesta di materiale di protezione ha subìto un'impennata considerevole, di riflesso le lievitazione dei prezzi, in alcuni casi maggiorati eccessivamente. Il materiale scarseggiava, non era reperibile o fornibile in tempi brevi. Le forti richieste hanno generato elevati costi d'acquisto, in seguito rientrati a favore di un maggiore equilibrio tra domanda e offerta”.

Mascherina dove sei?

La pandemia, per Macchi e Pezzoli, ha soprattutto “contribuito a evidenziare una falla organizzativa”, infatti “nella maggioranza dei servizi e strutture non erano disponibili degli adeguati quantitativi di ausili di protezione, una generale carenza delle scorte che ha causato non pochi disagi. Il nostro servizio – non hanno mancato di ricordare presidente e direttore – fortunatamente non era fra questi. Al nostro interno abbiamo avuto tutto il necessario per garantire la protezione ai nostri collaboratori e all'utenza, attingendo anche alle scorte del Lis”. C'è di più: “Preventivamente, a riparo da eventuali future pandemie, per disposizione dell'Ufficio di vigilanza sanitaria, ogni servizio è ora tenuto a dotarsi di mezzi di protezione monouso, sufficienti a garantire un'autonomia di tre mesi”.

Dal profilo finanziario, con un volume d'affari di circa 20 milioni, Scudo ha rilevato un utile d'esercizio pari a oltre 300mila franchi. Importanti le spese per il personale che rasentano i 17 milioni e mezzo e rappresentano quasi il 93% della globalità dei costi. Statistiche tornate in positivo anche per il numero degli utenti che vedono, dopo qualche anno a questa parte in calo, un aumento dello 0,04%, dopo il meno 5 del 2016, il meno 2,31 del 2017, il meno 5,02 del 2018 e il meno 3,18 del 2019. Preponderanza della clientela femminile: 1'440 dei 2'255 utenti sono donne contro 815 uomini. Interessante il genere e la tipologia della prestazione. La stragrande maggioranza degli utenti richiedono solo le cure (1'207), 457 solo un servizio di economia domestica, 507 entrambe. Interessante il numero delle ore erogate per fasce d'età e genere: il maggior numero di collaboratori è stato, infatti, attivato per coloro che hanno fra 85 e 89 anni (il 18,75%) per un totale di 423 utenti. Presente su tutto il territorio luganese, Scudo ha toccato quasi totalmente ogni comune, frazione o quartiere, da Bissone alla Capriasca, da Gandria a Vezia.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved