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Arredi anti-assembramenti alla Foce del Cassarate

Roberto Badaracco replica alle critiche sulla rinuncia a Lugano Marittima, mentre Niccolò Castelli saluta 'una città a misura d'uomo'

Il disegno schematizzato della futura area della Foce del Cassarate (Città di Lugano)
28 maggio 2021
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Continua a far discutere la decisione del Municipio di Lugano di rinunciare a Lugano Marittima e al Mojito a causa delle normative in vigore contro la diffusione del Coronavirus. Una decisione criticata aspramente da un atto parlamentare di cui abbiamo riferito ieri a cui replica Roberto Badaracco, titolare del Dicastero Cultura, sport ed eventi di Lugano: «Vogliamo evitare i problemi passati, con un nuovo arredo che inseriremo la settimana prossima (vedi immagine, ndr.)». Dal canto suo, il consigliere comunale Niccolò Castelli (Verdi di Lugano) considera giusto l'annullamento dell'evento ma avrebbe preferito che l'accesso all'area restasse libero e senza arredi. 

'Non si può far finta delle norme anti-Covid'

Cominciamo dall'interrogazione sottoscritta da tredici consiglieri comunali, primo firmatario Gian Maria Bianchetti (Lega dei Ticinesi) che, secondo Badaracco, «dà atto di scarsa conoscenza della situazione. Forse non è stata compresa compiutamente l'informazione che il Municipio ha fornito in occasione della presentazione del LongLake». In che senso? «Abbiamo spiegato che Lugano Marittima e il Mojito non potessero aver luogo a causa delle normative anti-Covid – risponde il municipale –. Lugano Marittima prevedeva la presenza alla Foce di mescite e vivande vendute da esercizi pubblici, è chiaro che oggi sarebbe impossibile perché non si potrebbero applicare le direttive federali, adottate anche da GastroTicino, per i posti a sedere (al massimo 4). L'altra opzione, quella di predisporre l'area solo per gli eventi, avrebbe comportato la chiusura (almeno parziale) dell'area per via del numero limitato di persone (300) che vi avrebbero potuto partecipare».

Un approccio soft

Prosegue Badaracco: «Abbiamo optato per un approccio soft. Intanto, contrariamente a quanto si sostiene nell'interrogazione, la decisione è opportuna, considerate le condizioni, e coerente con tutto il discorso che ha portato avanti la Città a partire dai mercatini di Natale dello scorso anno. Non possiamo far finta di nulla di fronte ai potenziali pericoli legati agli assembramenti. Sappiamo tutti che la zona della Foce è parecchio apprezzata e le persone continueranno comunque ad andarci, quindi il Municipio ha voluto lasciare la libertà di frequentarla. Non vogliamo che succedano ancora situazioni caotiche e degradanti nei fine settimana, come l'anno scorso, quando siamo stati costretti a transennare l'area. Abbiamo voluto evitare i problemi la prossima estate con un nuovo arredo».

Transennato l'accesso al Circolo Velico

Non c'è però il rischio che i nuovi arredi richiamino più persone? «Non credo, l'arredamento urbano è pensato per fare in modo che la Foce possa essere comunque frequentata in maniera ordinata con elementi e ostacoli naturali che assicurino i distanziamenti – risponde il titolare del Dicastero Cultura, sport ed eventi di Lugano –. Lasciare tutto libero e non fare nulla, avrebbe causato assembramenti come capitato e documentato l'anno scorso. Con il nuovo arredamento, se le persone lo utilizzassero con l'attenzione dovuta, situazioni caotiche non dovrebbero più esserci». Ci saranno comunque ancora controlli? «È prevista la presenza di agenti di sicurezza, come sempre, in maniera che tutto fili liscio e per evitare situazioni potenzialmente pericolose – osserva il municipale –. Ci sono i due esercizi pubblici che avranno i loro spazi in linea con le regole di GastroTicino. Impediremo l'accesso all'area del Circolo Velico. Non possiamo e non vorremmo impedire che le persone portino con se qualcosa da bere. Confidiamo che in questa maniera, con un tocco di eleganza all'area, la situazione possa essere gestibile. Se non fosse il caso, dovrebbe tornare a mettere paletti più rigidi. Sarebbe un peccato!».

'Una pedonalizzazione del centro dal basso'

Niccolò Castelli non ha firmato l'interrogazione perché, spiega «quando nacque Lugano Marittima il contesto era completamente diverso rispetto a ora». In effetti, non c'era il problema Covid. Un problema che però secondo il consigliere comunale ha anche avuto effetti positivi: «Oggi “grazie” alle ordinanze relative alla pandemia i ristoranti e i bar di Lugano hanno la possibilità di estendere il loro esercizio allargandosi sul suolo comunale e per strada. Questa circostanza straordinaria sta rendendo vivo come non mai il nucleo cittadino. Sia esercenti che clienti si stanno rendendo conto che una maggiore pedonalizzazione favorisce una vita mai vista prima a Lugano: una vita più serena, sociale, per tutti, cittadini, esercenti, lavoratori, commercianti e turisti». Circostanze che hanno innescato, secondo il consigliere comunale «una spinta venuta dal basso, nata dalla genuina voglia di ripartire e di tornare ad incontrarsi. Un segno di necessità condivisa che a conti fatti favorisce anche il commercio e la ristorazione e porta la città a essere più a misura d'uomo, pedonalizzata, con meno traffico. Una città che piace anche agli scettici della mobilità lenta che ora stanno godendo di una riapertura per certi versi un po’ sorprendente».

'Si mantengano le regole straordinarie'

Tornando a Lugano Marittima, l'evento è stato introdotto in un momento in cui, osserva Castelli «la possibilità per gli esercenti di far vivere il centro con tavolini e vita sul suolo pubblico non c’era e forse non c'era neppure tanto la consapevolezza nel cittadino, negli esercenti e nell'Amministrazione. In questo anno di rilancio, mentre usciamo da questo periodo difficile, il rischio è che Lugano Marittima crei una sorta di concorrenza nei confronti degli esercenti che porti via la vita dal centro». L'auspicio di Castelli per il dopo Covid «è che il Municipio mantenga le regole ora straordinarie legate alla pandemia, regole che permettono di aprirsi invadendo le strade e che stanno dando alla città una luce nuova e apprezzata da tutti. La Foce va bene che rimanga un luogo libero, aperto alla natura nella sua bellissima riqualifica, per chi vuole godersi un momento di serenità e immaginazione».  

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